Le intolleranze e l’appioppatoio

Koris, quando ti lamenti del traffico, dei tragitti eterni e della follia che impera, ricordati di queste cose che non ti mancavano granché:

  •  Binomio che si scaccola fra una pausa caffè e l’altra
  • Le contabili che scatenano il pollaio subito fuori dalla tua porta
  • Il Capo che tiene perennemente il telefono in viva voce che tanto che gliene frega a lui che tu stia lavorando per pagargli la benzina della sua macchina di lusso
  • Il pressappochismo, tanto sul lato amministrativo quanto sul lato pratico. Dal “ah, ma noi il modello preciso per le tue modellizzazioni mica lo abbiamo” al “per gli straordinari accordati col tuo capo in situ per non farteli fare, qui di certo non te li paghiamo”
  • La tipa delle risorse umane che telefona con discrezione zero, parlando di come trovare il cavillo per licenziare gente che non gli serve più
  • Il “ma tanto il tuo lavoro può farlo chiunque” (e allora perché mi avete resumato dai meandri dei Neutroni Porcelloni, se può farlo chiunque?)

Koris, qualora il capogruppo aka Darth Sidious decidesse di non tenerti con sé perchè il Lato Oscuro in te non è abbastanza potente, a febbraio dell’anno prossimo potrebbe essere salutare cercare un’alternativa.
Altra nota: vedi di gravitare il più lontano possibile da quei luoghi. Perché è letteralmente l’appioppatoio. In una mattinata, ovvero otto ore, di permanenza, sono riusciti a chiedere a Koris di scrivere una nota tecnica e di tenersi pronta ad aiutare Binomio nel suo lavoro (“poverino, ora che è solo ha troppa roba da leggere, non ce la fa”… inteso non ce la fa a leggere e a scaccolarsi nello stesso tempo?). La prossima volta che passa si rischia che le chiedano di ficcarsi uno scopino per supposta e ramazzare l’ufficio.

Oltre i confini della realtà

A dire la verità fino in fondo, Koris non avrebbe voluto scrivere questo post, ma le cosa diventano talmente assurde che a un certo punto o scrivi o ti fai ricoverare alla neurodeliri perché ti convinci di essere Pompeo Magno. Oppure fai una strage, che è sempre un’opzione interessante.
C’è un modo di dire in francese che recita così: “tu veux le beurre, l’argent du beurre et le cul de la crémière”. Che equivale un po’ a volere la botte piena e la moglie ubriaca, più una prestazione sessuale da parte della viticoltrice. I capi di Koris, oltre a ciò menzionato poc’anzi, vogliono anche chiamarla puttana mentre la frustano.

cremiere

La crémière, ovvero zozzolattaia dell’immaginario erotico francese.

Lunedì, come forse qualcuno ricorderà, Koris aveva risposto a una mail dicendo che se è al 100% su un affare (i.e. Neutroni Porcelloni), non può intervenire altrove, di chidere al Commerciale Cretino Certificato se non è vero.
E cosa ha detto il CCC? “Ma no, se pò fa’!”
Koris ha quindi ricevuto ieri sera un’altra mail che diceva più o meno così:
“Il CCC è d’accordo che tu faccia questo conto di radioprotezione di cui non hai mai sentito parlare prima in mezza giornata, così possiamo fatturare al cliente. Ah, hai una settimana per farlo, quindi muoviti”
Koris è caduta preda dell’Epicus Furor ed era molto tentata di rispondere “Ecco qui le mie dimissioni, vado a spalare cacca di marmotta in Valtellina”. Poi si è data una calmata e si è detta che era meglio procedere per vie legali, per cavilli contrattuali. Se tutto il codice dovessi volgere, se tutto l’indice dovessi leggere, con un equivoco, con un sinonimo qualche garbuglio si troverà.
Non c’è voluto molto per trovare una clausula di esclusività sul contratto che in pratica dice “Koris, ci siamo noleggiati il tuo cervello per un anno, non puoi andare a darlo via in giro”. E a Koris andava benissimo così. Con l’aiuto di ‘thieu, è stata vergata la seguente risposta, un po’ più articolata dello “sticazzi” iniziale che Koris voleva mandare.
“Punto primo: a causa della clausula di esclusività io non faccio niente se non ho l’approvazione del Cancelliere Palpatine e del Senato Galattico Capogruppo. Seconda cosa: non ho più un pc perché voi avete deciso che non era così strettamente necessario lasciarmelo e se mi beccano a usare i pc di qui per una cosa che non riguarda i Neutroni Porcelloni, finiamo tutti in penale diretta”
La mail aveva una sua logica abbastanza ferrea, Koris si è detta che non potevano che stare contenti al quia.
STI.
GRANDISSIMI.
CAZZI.
Dopo una notte semi-insonne, una lista di cose da fare lunga una vita e una riunione mattutina che la ha messa decisamente al tappeto, Koris ha ricevuto in ufficio la visita del Capogruppo. In versione inquivocabilmente Darth Sidious.
“Mi ha chiamato il tuo CCC”
“E gli hai detto che io caricherò il documento per la consegna quando mi farà comodo…?”
“Non è per questo”
Ahia. Mo’ sì che sono cazzi amari.
“Mi ha chiesto se posso liberarti mezza giornata. Mi ha fatto tutta una scena pietosa secondo cui se non fai questa prestazione per loro sono rovinati”
Sarà che l’odio conduce al Lato Oscuro, ma Koris a questo punto sente un gran bisogno di ucciderli tutti tuttissimi.
“Quindi gli ho detto che in via del tutto straordinaria posso concedeterti una mezza giornata, ma che la cosa non deve ripetersi. Se ti abbiamo voluta qui è perché devi stare qui e lo farò presente venerdì al CCC quando viene”
“Potevi dirgli di no”
“Vero, ma mi sono detto che non volevo peggiorare i rapporti e che la cosa avesse conseguenze su di te”

palpatine

“Avrò i miei rivelatori fissili nel 2020 e tu mi aiuterai, giovane Skywalker”

Uscito Darth Sidious, Koris si è data alla cupa disperazione chiamando ‘thieu di supporto morale, che se non ci fosse ‘thieu il mondo sarebbe orribilmente complicato e come cazzo si facesse prima di ‘thieu proprio non si sa.
A quel punto chiama il CCC, garrulo. E quando il CCC è garrulo significa che sono uccelli senza zucchero, volatili dietetici, fringuelli per diabetici. Insomma, ancora cazzi amari.
“Hai visto che tutto si è risolto per il meglio e sono riuscito a liberarti una mezza giornata?”
“Invece non hai risolto una fava, perché in mezza giornata io non posso fare proprio nessuno conto, per altro su una cosa a me totalmente sconosciuta e di cui non ho sentito prima”
“Beh, ma questi sono dettagli tecnici, io gestisco solo i contatti”
“Il fatto che io non abbia più un computer su cui installare i codici per te è un dettaglio irrilevante?”
“Non è un mio problema”
“PRONTO??? Hai capito quello che ho detto?! Come cazzo faccio a far girare un codice senza un computer?”
“Ah, ma io non mi intendo di queste cose tecniche. Chiama l’incaricato tecnico che ti ha chiesto le tue referenze”
“Tanto qui non ho niente da fare che posso passare la giornata la telefono, eh?”
Koris vorrebbe ordinare un’armata di cloni con cui massacrare interi sistemi solari. Solo che Amazon non prende in considerazione gli ordini dal sistema Kamino, troppe spese di spedizione. E i Kaminoani non hanno nemmeno e-Bay store.
Non resta che chiamare l’incaricato tecnico e fargli presente del piccolo dettaglio. Manco a dirlo, è garrulo pure lui.
“Allora, ti sei messa a fare i conti che la consegna è urgente?”
“I conti dei santi che sto tirando giù dal calendario, sì. E poi chi cazzo la ha fatta la stima della mezza giornata di lavoro, totalmente inverosimile?”
“Mah, abbiamo pensato a spanne, una con la tua esperienza, più o meno…”
“Avete pensato male. E poi a che codice avreste pensato, per tale stima?”
“MesCouillesRad o MicroSticazziShield”
“COSA?”
“Come cosa?”
“Io non ho mai toccato né l’uno né l’altro”
“Non sono nelle tue referenze?”
E qui Koris si immagina un bel “LOL didnt read”. Del resto le referenze che ha mandato facevano ben 5 righe, mica si può pretendere che siano arrivati a leggerle fino alla fine. Hanno fatto inferenza bayesiana, se sapessero cos’è.
“E non puoi, come dire, imparare ad usarli un po’?”
“In mezza giornata?! Più il calcolo da fare?”
“O magari la sera…”
“Fuori di discussione. E anche se volessi, non ho nessuno dei due codici. E non si ottengono in mezza giornata. E costano”
“E non puoi… come dire… recuperarli in altro modo”
“Se devo scaricare qualcosa illegalmente, preferisco del porno con allosauri che sodomizzano commerciali cretini”
Koris sperava che con questa ennesima cazzata la storia fosse finita qui. Era già da blog così, siamo a posto, possiamo tornare ad esplorare il Lato Oscuro della fusione nucleare.

palpatine2

“Fila a fare le simulazioni dei runaway electrons, mio giovane apprendista!”

E invece no.
Perché quando si tratta di rompimenti di coglioni e ne ha già tre etti abbondanti, il Cetriolo Cosmico ti guarda con l’aria del salumiere mariuolo e chiede “è mezzo chilo, signò, che faccio, lascio?”. E vuoi essere scortese col Cetriolo Cosmico?
Chiama una TERZA persona. L’incaricato della missione a cui servirebbe i calcoli. Perché lo scaricabarile è un’arte e gli intermediari sono come le patate al forno, non sono mai abbastanza. Mentre questo sciorina tutta la lista delle cose da fare, Koris lo blocca.
“Prima cosa: non ho un computer su cui fare i calcoli, anche se venissi mezza giornata”
“Ma in azienda c’è sempre il fisso che usavate prima. Binomio dice che per mezza giornata può prestartelo”
“Sicuro che non ne abbia bisogno?”
“No, no, non lo usa praticamente mai, quindi per mezza giornata puoi usarlo tu”
Se c’è un essere umano di cui non si sente minimamente la mancanza, quello è proprio Binomio.
“Resta il problema che il codice che il tuo cliente richiede io non solo non lo so usare, ma non lo ho nemmeno”
“Ah, ma il codice non è un problema”
“In che senso, scusa?”
“Usane uno a caso”
Koris è già abbastanza disconnessa dalla realtà per aspettarsi le peggio cose, ma a questo punto l’assurdo è a un punto tale che persino lo Stregatto potrebbe richiamare alla serietà.

stregatto

“La Luna sorge all’Olimon… e con ‘sti coglion… invece pure!”
(Scusate, è stato troppo più forte di me)

“Cosa intendi per uno a caso?”
“Vedi, in realtà a noi dei calcoli in sé frega poco. Il cliente ce li aveva dati come dati in input, ma poi ha deciso di cambiare la geometria e quindi i calcoli non sono più validi. Ora, se riusciamo a rifarli bene, glieli fattureremo in più. Se non riusciamo a rifarli amen, sarà colpa sua. Comunque sarebbero due simulazioni”
“Due simulazioni in mezza giornata coi tempi di calcolo di mezzo? Non vi garantisco sul risultato”
“Ancora meglio! Allora vieni lunedì mattina e vediamo cosa fare”
Koris non sa più cosa pensare. A parte una riconversione professionale come spalatrice di cacca di marmotta in Valtellina.

Benefit dell’ubiquità e abissi di idiozia

I responsabili di Koris probabilmente non hanno mai seguito nessun corso di comunicazione aziendale interna, visto come gestiscono ciò che succede fra le loro quattro mura.
Koris la settimana scorsa ha ricevuto una mail di un incaricato sul sito di Mon-Cul-Sur-Gardon che le chiedeva le sue referenze in fatto di codici di simulazione nucleare. Koris ha chiesto il perché di tale domanda. Piuttosto piccato e infastidito, il tizio ha risposto più o meno “dammele e stai zitta”. Koris avrebbe voluto replicare “visto che credi che chiunque sia titolare di un dottorato se la tiri e sia un intellettuale di merda, me la tirerò davvero e ti dico che non prendo ordini da un laureato all’Università della Vita”, ma quel giorno era di buon umore.
Al solito, mal gliene incolse perché un vaffanculo non si nega a nessuno.
Stamattina Koris riceve una mail dal suddetto incaricato dicendo “bene, ti ho piazzato in supporto a un tipo a Mon-Cul-Sur-Gardon per alcuni calcoli di radioprotezione, veditela con lui”. Siccome Koris non ha le energie per incazzarsi, ha semplicemente risposto, mettendo in copia il Commerciale Costantemente Cretino, dicendo che se è alquanto improbabile che possa accollarsi il compito. Koris parte di casa alle sette del mattino e ci torna alle sei e mezza quando va bene, il sito dei Neutroni Porcelloni e Mon-Cul-Sur-Gardon distano più o meno 140 km, anche volendo non può fare straordinari. A meno che come benefit le tolgano la macchina di funzione Christine e le diano la Giratempo di Hermione (ma a quel punto Koris la userebbe per andare in grotta nei giorni feriali).
Spedita la mail, Koris pensava che la sbrigassero fra loro e che la dose di cazzate quotidiane fosse finita qui.
Grossolano errore.
Koris aveva premuto il pulsante “invia” da circa dieci secondi, quando è arrivato in ufficio il Capogruppo con una faccia che effettivamente lo faceva assomigliare molto a Darth Sidious (n.d.K. il link è stato messo per l’Amperodattilo che non vive nel Nerd-Universo).
“Ho ricevuto una mail dal CCC e non sono per niente contento”
“Anche io se ricevessi una mail da CCC non sarei per niente contenta. Che dice ancora?”
“Mi ha mandato una richiesta di pagamento. Quando la prima consegna è alla fine di questa settimana”
Ecco. Koris lo sapeva che lo avrebbe fatto. Va in scena una sorta di flashback al telefono in cui il CCC, fra i rimborsi misteriosi, butta lì un “cerca di consegnare il prima possibile i documenti per la consegna, che voglio fatturare prima della scadenza”. Abbiamo anche le blog-prove alla fine di questo post.
“Non mi piace per niente questo modo di fare” rincara Darth Sidious. Koris a questo punto vorrebbe mettersi in ginocchio, anche se la la paura conduce al Lato Oscuro, perché Darth Sidious contrariato non è un bello spettacolo.
“Mi dispiace, gliene parlerò, mi dispiace, non ne posso niente!”
E soprattutto, niente Catena di Fulmini che Koris è innocente.
“Lo so che tu non ne puoi niente. Ma volevo metterti al corrente. So che sei carica di lavoro e che se non hai ancora consegnato il documento una ragione c’è”
“Vuoi che ne parli al CCC?”
Insomma, eseguire l’ordine 66? (Koris, questa cosa di Star Wars ci sta già sfuggendo di mano)
“No, gliene parlo io a tempo debito quando viene venerdì. Tu carica il documento così com’è appena puoi, così anche questa è fatta. A me interessa che tu lavori, il resto sono solo menate amministrative”
Benissimo, siamo d’accordo. Koris torna al lavoro dicendosi che se qui decidono di non rinnovarle la missione per colpa del CCC, potrebbe costruirsi una spada laser e una sera tornare a casa dicendo da ‘thieu “Io… li ho uccisi. Li ho uccisi tutti. Sono morti. Tutti, dal primo all’ultimo. E non solo gli uomini, ma anche le donne, le donne e i bambini. Sono delle bestie, e li ho uccisi come bestie da macello! Li odio quei mostri!”. E se oggi il CCC prova a chiamare, gli mostriamo come l’ira conduce al Lato Oscuro.
(Sì, la situazione ci è davvero sfuggita di mano).

Speleo-blog-terapia

Questo è uno di quegli speleo-post più introspezione che non interessano a molti e che non fanno big like. Ma al grido di “il blog è mio e me lo gestisco io”, verrà scritto lo stesso. Anche se U Babbu o Mezzatazza potrebbero non apprezzare (siete stati avvertiti).
In speleologia, la lettera e un numero indica il pozzo e la sua altezza in metri.
P40, P155, P55, P50, P92.
Queste alcune lunghezze significative che Koris ha percorso durante il suo primo anno di speleologia intensiva. Tutte passate senza grossi drammi, senza terrore, piuttosto a suo agio fra corda e discensore.
E ora l’idillio è finito: se un pozzo non è stretto quando Koris vorrebbe o non è frazionato a suo gradimento, Koris va in pappa e ti saluto e sono l’uscita speleo. Cosa che la lascia molto insoddisfatta di sé stessa, perché sa di saper fare, ma sente di non poter fare.
Cosa è accaduto a turbare l’animo di Koris sottoterra? Sostanzialmente tre cose.
Primo evento: a gennaio 2016, mentre Koris stava armando un P50 al Gouffre des Encanaux, c’è stato un momento di incomprensione fra Koris e un nodo regolato male. Il momento si è protratto più del necessario, Koris non ha saputo bene come fare, ‘thieu le ha detto “smonta tutto e risali, poi rifai da capo”. Koris si è messa sui bloccanti per la risalita su corda, o almeno ha pensato di farlo. Perché ha scordato di chiudere il croll, bloccante ventrale, cosa di cui si è accorta mentre cercava di risalire. Ne è seguito un urlo e un terrore senza limiti, perché a detta di Koris il croll si era aperto da solo (spoiler: non è fisicamente possibile che un croll si apra da solo, se è caricato col peso di una persona). Koris ha veramente rischiato di finire spiaccicata sul fondo del P50? No, era assicurata ad altri due punti, entrambi indipendenti, di cui uno dei due in tensione. Non rischiava niente se non una caduta di dieci centimetri, ma vallo a spiegare a chi ha visto aperto un croll che doveva essere chiuso. Ci sono voluti alcuni mesi e parecchie rassicurazioni perché Koris capisse che l’errore era stato suo e il croll non aveva colpe.
Secondo evento: a febbraio 2016, il vecchio imbrago di Koris mostrava chiari segni di usura, ma Koris voleva uscire lo stesso. ‘thieu le ha prestato un suo vecchio imbrago assai spartano che Koris non si è data la briga di stringere a pennello, al grido di “tanto è un’uscita facile”. Nel rimontare il P40 nel vuoto cosmico del Thipauganae, con due kit al culo, Koris pensava che l’imbrago si stesse sfilando e che lei stesse per precipitare (spoiler: gli imbraghi da speleo, anche i più spartani, sono fatti in modo che non si possano filare, se non sono aperti sul davanti). Fu una salita penosa quella del P86, con Koris che piagnucolava e scalava la parete, invece di usare la corda come mezzo di progressione. Due giorni dopo aveva un imbrago nuovo, suo e solo suo, stretto come si deve.
Terzo evento: il principale, quello veramente drammatico, non tocca direttamente Koris. A marzo 2016, Koris riceve una mail. “C’è stato un incidente alla palestra di roccia in cui facciamo gli allenamenti speleo. Una ragazza del Club Alpino ha fatto una caduta di sei metri mentre manipolava il suo discensore. È caduta sulla schiena, ha tre vertebre incrinate, ma se non ci fossero stati per puro caso dei materassi sotto non sarebbe viva. Visto che il discensore era chiuso correttamente, non si capisce come sia potuto succedere”. La frase finale ha gettato Koris nel panico più totale: non poteva non esserci una spiegazione all’incidente (spoiler: e infatti c’era, la ragazza ha lasciato il discensore e il discensore speleo non frena da solo). Non poteva più fidarsi né delle sue mani né del discensore. Panico, terrore, non fatemi più vedere un pozzo in cui io non tocchi a destra e a sinistra e magari anche dietro, se poi fa al massimo 30 metri ancora meglio.
E la cosa dura, nonostante le rassicurazioni di ‘thieu e di mezzo consiglio dipartimentale di speleologia. “Koris, tu fai troppa attenzione a quello che fai per commettere un simile errore” dicono. Va bene, ma se succede?
Koris ha, come al solito, una gran fifa a doversi fidare di se stessa. Non teme l’incidente in sé, teme le condizioni che potrebbero portare a un incidente. Ma questa fifa sta diventando paralizzante in ogni posto un po’ interessante in cui si vorrebbe andare e finisce a schifio perché magari potrebbe succedere qualcosa di imprevisto. Ciò detto, di questi imprevisti non ne è mai capitato mezzo, Koris non si è mai veramente messa in pericolo, nemmeno quella volta in cui ha passato mezz’ora bloccata fra il ghiaccio e la roccia del DS46. Questo avrebbe dovuto metterle una fifa blu delle strettoie in cui entri e non esci più, invece nada, più è stretto e più le piace.
Koris, ma perché questa paura stupida? Perché se è successo all’altra ragazza potrebbe succedere anche a me. Anche se io faccio seimila manovre di bloccaggio prima di lasciare la corda e ho un freno che fra un po’ non mi fa manco scendere. Ma sono imbranata, hai visto mai.
Koris, ma tu hai mai lasciato una corda sul discensore? No, anzi. La maggior parte delle volte non lascio nemmeno scivolare la mano sulla corda come fanno tutti, la passo di mano in mano. E se fosse la chiave di bloccaggio del discensore ad essere mal fatta?
Koris, ma tu hai mai sbagliato a fare una chiave di bloccaggio? Una volta, alla mia terza uscita. Dopo no, perché è una cosa talmente facile che la sbagliano solo gli idioti e i principianti.
Koris, e allora? E se mi sbaglio e lascio la corda?
Koris, ma tu hai mai lasciato il reverso mentre facevi sicura ad arrampicare? No, nemmeno quando venivo rimbalzata sui muri perché l’arrampicatore faceva un volo. Nemmeno quando il SonnoDellaRagione mi ha fatto volare di tre metri. Nemmeno quando lo shock mi ha fatto prendere una ginocchiata sulla parete. Ho sempre chiuso gli occhi e tenuto la corda.
Ecco, ultimamente all’apice dei grandi pozzi cui sono due Koris: una che dice “sai di saperlo fare” e l’altra che esclama “sai di non poterlo fare”. Per paura che tutta la squadra perda un tempo considerevole durante la disquisizione Koris bi-partisan, vince spesso a man bassa la seconda.
Ma Koris, l’unica e vera, vorrebbe che questa storia finisse qui. Ed è anche per questo che si è finalmente decisa a scriverla: ogni tanto, quando le paure sono nero su bianco e sono fuori dal circolo vizioso delle meningi, sono più facili da affrontare.

P.S. In realtà un po’ di fifa è sempre bene averla per evitare di fare stronzate che possono costare care. Ma fra avere tutti i dubbi del mondo e credersi il padrone del mondo sotterraneo c’è sicuramente un’aurea mediocritas. Bisogna solo trovarla.

I soliti bicchieri avvelenati

Questo è uno dei soliti post di Koris che non sa bene cosa le giri in testa, ma qualunque cosa sia potrebbe essere gentile e iniziare a pagare l’affitto, perché abita lì da troppo tempo per essere ancora trattato come un ospite di riguardo. Lavasse almeno i piatti. Una lavatrice ogni tanto. Offrirsi di portare fuori la spazzatura. No, invece, nada de nada, sta lì e giudica. Tipicamente di notte quando uno vorrebbe anche dormire.
Questo è uno dei soliti post in cui l’unico commento che generalmente si ramazza è “Koris, ancora con questa storia, adesso un po’ basta, smettila un po’”. E se Koris potesse smetterla un po’ lo farebbe molto volentieri, solo che a qualunque cosa abiti la Koris-testa non si comanda. O meglio, si comanda nelle ore di veglia. Ma quando si è nel labile confine fra la veglia e il sonno, a quelli che Lovecraft chiamava i Cancelli della Chiave d’Argento, fra Randolph Carter e i tapiri interstellari di Zkauba… beh, diciamo che Koris preferirebbe i tapiri interstellari a quelle considerazioni buttate lì che le lascia il suo coinquilino cerebrale.
Non si sa nemmeno bene da dove sia partita la cosa. Forse è stato un sassolino che ha generato una frana. Il Capogruppo ieri ha fatto un commento che al 99% dei casi voleva essere innocuo.
“Stai facendo un buon lavoro, sappi che lo appreziamo molto” “Ma?”
… ma non ti vogliamo qui perché ti puzzano i piedi?
… ma resti un’imbranata cosmica?
… ma devi lavorare di più?
… ma tanto ci sarà sempre qualcuno migliore di te a rimpiazzarti? … ma ti vedo più come un tappabuchi?
… ma per quanto tu ti sbatta resti la solita mezza e mezza né carne né pesce? “Ma cosa?”
“No, niente, forza dell’abitudine”
Segue rumore di Replicante che se ne va via sghignazzando, tornando a nascondersi nella fossa in cui Chtulhu conserva il 2013.
Koris ormai è una campionessa olimpionica del “cosa avrà voluto dire?” e si interroga più del necessario. Ha appena chiamato Roberto Giacobbo dicendo che Koris immagina troppe sovrastrutture e complotti dove non ce ne sono. Koris vede talmente tanti bicchieri mezzi pieni e avvelenati che potrebbe metterci su un cocktail bar.
Alcune soluzioni sono state proposte e sono attualmente al vaglio:

  • Trovre il modo di devastarsi fisicamente per arrivare all’ora di dormire felicemente stremati e troppo fusi per dare retta al coinquilino cerebrale. Operazione in linea di massima interessante, ma difficile da mettere in pratica, in quanto il tempo libero di Koris si riassume in una finestra temporale fra le 18:30 e le 22, cena compresa ed eventuale spesa annessa
  • Ricominciare a scrivere, visto che decidere delle sorti di personaggi cartacei potrebbe distogliere l’attenzione dalle beghe personali. E qui potremmo aprire la grande parentesi del cui prodest? se tanto nessuno legge, ma ce la lasciamo per un altro post.
  • Sfogarsi con ‘thieu, ma ‘thieu povera anima non se lo merita.
  • Droghe pesanti. Che tutto sommato vista la location sarebbe la cosa più semplice e immediata da procurarsi, basta fare una deviazione nei quartieri nord tornando a casa.

Poi c’è sempre l’alternativa di mollare tutto e andare a vivere con le pecore nel nulla cosmico di Hyelzas a fare formaggi puzzoni, ma quando hai un dottorato in fisica e non una Laurea in Pastorizia
all’Università della Vita i tuoi orizzonti professionali sono drasticamente ridotti.

Piccola modifica dell’ultimo momento: poi finisci a pranzo col capo di divisione tedesco tedeschissimo che non si sbottona manco a pagarlo. E invece scopri che è un gran fan di Star Wars e se ne esce con “Qui siamo nel Lato Oscuro della forza, sappilo. E il tuo Capogruppo che si lamenta in realtà sguazza allegramente nel Lato Oscuro, è il Cancelliere Palpatine della situazione”. E sì, alla fine puoi anche vedere tanti bicchieri avvelenati, ma quando sarai una vecchia allevatrice di pecore a Hyelzas potrai sempre dire “anche io, un tempo, ho militato a fianco del Signore Oscuro dei Sith” (n.d.K. va a finire che il Capogruppo si chiamerà Darth Sidious in questo blogghe…).
Sì, post finisce con uno pseudo-lieto fine, ma ogni tanto Koris si tira su di morale con poco.

Bah

“Stupido è chi lo stupido fa”
E con questa massima si chiude, si spera per sempre, la questione dei rimborsi. Che Koris avrà, quindi potremmo anche metterci una pietra sopra, non parlarne mai più e tirare un sospiro di sollievo.
La vicenda si è trascinata per due mesi per concludersi in dieci minuti con la tizia delle risorse umane (il CCC, che ci teneva così tanto ad essere presente, non è pervenuto) che dice “ma bastava scrivermi per fare l’ordine di missione in maniera corretta”.
Due mesi per questo.
Ora, essendo Koris una brutta persona, anzi una persona orribile, si stava chiedendo se è stato un maldestro tentativo di fregarla, un “buttiamola lì, hai visto mai”. Facendo poi di tutto per farsi passare per scemi.
Era così complicato fare le cose correttamente da subito?
Di tutto quanto resta solo un colossale “Bah”.

Solo perché uccidere è ancora illegale…

scoiattoli

Scoiattolini addormentati.

Sempre allegri bisogna stare,
Che il nostro piangere fa male al Re,
Fa male al Ricco e al Commerciale…

Ops, lapsus freudiano. Koris si domanda come sia potuto scapparle.
Sarà perché non essendo il peggio un insieme inferiormente limitato, come dicono i matematici, ne succedono di ogni.
Eravamo rimasti che Koris martedì doveva andare Malvivenzolandia a vedere se i soldi che le devono saltano magicamente fuori. Un tête-à-tête con CCC e tizia delle risorse umane (quella che guarda Walking Dead perché lo guardano tutti ma che non ci dorme la notte perché le fa paura) che si sarebbe volentieri risparmiata. Ovviamente dopo l’orario di ufficio, sia mai che fatturiamo di meno, oh. Il buisnness non dorme.
Stamattina Koris riceve una mail dalla tipa delle risorse umane: “riempire imperativamente i rapporti di attività settimanali, o lo stipendio del mese potrebbe risentirne”. Koris fa presente che finché c’è il merdone coi rimborsi, ed essendo i suoi rapporti di attività automaticamente riempiti, non si può far nulla. La tipa delle risorse umane si ritira in una sua turris eburnea di silenzio commentando che non è un suo problema.
I presupposti erano già sufficienti per attendere martedì affilando la katana Nimi sulla mola. Un metodico lavoro scacciapensieri. Gniiiik! Gniiiik! Gniiiik!

pinguini

Pinguini coccolosi.

A quanto pare non era abbastanza. Del resto venerdì scorso Koris era talmente abbruttita dalla vita da entrare nella migliore pasticceria marsigliese, comprare un sacchetto di cioccolatini all’arancia e consegnarli a un ‘thieu dall’aria decisamente interdetta.
“Perché i cioccolatini?”
“Per farmi perdonare a priori”
Quindi scatenossi l’inferno.
Ora, il fatto che il sacchetto di cioccolatini non sia stato saccheggiato e ne restino ancora, non implica che stasera debba essere riutilizzato per lo stesso motivo. O forse sì, le vie del Cetriolo Cosmico sono infinite e passano tutte a mezz’aria a circa un metro dal suolo.
Il CCC ha lasciato una chiamata da mezzo squillo sullo SmartPhogn di Koris. Non un messaggio in segreteria, non una seconda chiamata, non una mail. Un chiaro sintomo della Sindrome del Culo Sporco.
Koris lo sapeva che ci si sarebbe rovinata la giornata. Ma ha chiamato lo stesso.
Dall’altro capo della linea, l’essere poco smart e molto phone tergiversa.
“Ah, voloevo sapere come va”
Scusa meno credibile della galassia per qualunque chiamata impropria, dalle questioni lavorative al cercare di risentirel’ex-fidanzata. Giusto un po’ meno azzardata di “scusa, mi è partita la chiamata da sola!”. La Notte degli Smartphone Viventi, solo su Rieducational Channel.
“Cosa devi dirmi?”
“No, maaaaa… come va?”
Sindorme da Culo Sporco Cronico. Tempesta escrementizia all’orizzonte.
“Te lo posso dire martedì come va”
“Ah, ecco. In effetti no”
Dunque, se non erro nella lista ci eravamo fermati a bestemmiare Quetzacoatl l’ultima volta, quindi possiamo riprendere dal pantheon azteco e andare avanti fino ad esaurimento scorte.
“Volevo dire che io martedì non ci sono”
“Come sarebbe a dire martedì non ci sei?! Ci siamo organizzati secondo le tue disponibilità…”
“Eh, devo andare a negoziare un grosso contratto. Sai, gli affari sono affari. Soldi. Se riesco mi connetto col telefono”
Porco Tezcatlipoca… porco Huitzilopochtli… porco Nanauatzin… porco Tlaloc…

cinghialotto

Tenero cinghialotto

“Va bene così?”
“A dire la verità non granché, era utile che ci vedessimo tutti”
“Ah, ma non ti preoccupare! Ho detto tutto alle tizia delle risorse umane!”
Alle orecchie di Koris la cosa è suonata piuttosto come “ho già detto alla tipa delle risorse umane come rifilarti quattro balle ben piazzate”. Non che la tipa delle risorse umane sia più stupida del CCC, ma anche le lumache giganti della Pierre-Saint-Martin hanno più massa cerebrale del CCC (grazie al cappero, Koris, sono lumache di 30 cm, così astute da farti credere che si sono ritirate e invece preparano un lumacAttack infilandosi ovunque, storie di vita irreale). La cosa promette di essere interessante dall’esterno. Dall’interno è meglio che non ci pensiamo, perché potrebbe rapidamente diventare dall’inferno.
Il lato positivo è tanto materiale per il blog con cui fare i big like.
Il lato negativo è che è altamente probabile che Koris non riveda mai e poi mai i suoi soldi. Peccato che coi big like non si facciano i big money, si risolverebbero un sacco di problemi.
Insomma, la storia continua. O forse no. Qualora Koris non aggiornasse più, significa che ha smesso di ripetere compulsivamente “in culo un ananas” ed è passata ai fatti. Quindi è in galera a Baumettes. Ricordate a ‘thieu di portarle i cioccolatini.

Orsetto

Orsetto fra i fiori

P.S. Questo post è stato riempito di animaletti carini affinché l’astio contenuto sia più agevole da digerire.
P.P.S. Per Koris è stato durissimo trovare quali animaletti mettere, in quanto si è accorta solo dopo che pipistrellini, ramarri e serpentelli forse non rientrano nella comune accezione di “carino”. All’infuori di quella di Koris, si intende (i pipistrellini sì, però, dai…!).

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