Garbugli emotivi

Dal punto di vista emotivo, da ieri Koris è l’equivalente di una pentola a pressione a cui hanno dimenticato di fabbricare la valvola. Quindi dentro bolle di tutto e potrebbe esplodere da un momento all’altro.

Che poi sia chiaro, sarebbe bellissimo essere un cyborg (o anche solo un tostapane) e poter spegnere tutto quello che si è provato fino al giorno prima, per ricominciare da una pagina bianca. Solo che per gli umani pare non funzioni così, ammesso che Koris sia umana.

Koris ha le emozioni ingarbugliate, non c’è altro modo per definirlo. Alcune si sono incastrate da qualche parte da ieri e sono rimaste in coda, in attesa di essere processate. Solo che paiono fuori tempo massimo e ci sono altre urgenze.

E Koris sa di aver fatto una cazzata. Perché giocare a fare la Wonder Woman di stocazzo forse non è così utile, dicendo “finisco il 15, ricomincio il 16”. Forse sarebbe stato meglio prendersi un giorno di nulla cosmico e sfogare lo sfogabile, mangiando gelato al pop-corn caramellato sul divano guardando documentari porno per le oloturie. Ma ormai è fatta, inutile rimuginarci.

Koris è allo stesso tempo un po’ felice, un po’ col magone per Capo Palpatine in virtù di quanto detto ieri, un po’ euforica, un po’ terrorizzata, un po’ furente per l’azienda e cazzi vari, un po’ indecisa. Sono un sacco di un po’ per una Koris di dimensioni ridotte. E quando le emozioni debordano, di solito il panico è un buon compromesso, anche se da fuori si vede solo il carini&coccolosi (presente quando si diceva che il post di domenica era applicabile anche alla Koris-vita? Ecco).

Che poi sono ancora attivi un sacco di automatismi, che con ogni probabilità saranno duri a morire. Per esempio, guardando l’agenda della settimana, Koris trovava strano in buco di venerdì mattina. “Dovrebbe esserci la riunione di divisionAH NO”. Tre anni sembravano pochi, ma forse per le abitudini così pochi non sono. E chiariamolo, non è che la riunione di divisione del venerdì mancherà a qualcuno, eh. O i file Excel da 2000 linee o il MegaCapo o… boh, non si sa. Che poi magari è pure peggio, non essendo il peggio un insieme inferiormente limitato.

Poi una volta che abbiamo sbrogliato questo gomitolo di sentimenti avviluppati, parliamo di tutto il resto con calma. Così magari Koris ha le idee più chiare e non si basa solo sulla prima fallace impressione.

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Finale col botto

Come già fatto, facciamo due pesi e due misure. C’è il finale di Neutroni Porcelloni e c’è il finale con l’azienda. Entrambi sono finiti, ma comunque, ci sono pur sempre delle differenze.

Neutroni Porcelloni, game over

Ieri i Koris-colleghi hanno consegnato a Koris un (orribilmente grosso) mazzo di fiori e una scatola di cioccolatini, per salutare la sua partenza. Doveva essere una sorpresa, ma qualcuno ha pensato bene di mettere Koris in copia della mail che annunciava la sorpresa. Da un certo punto di vista meglio così, perché le reazioni di Koris alle sorprese non sempre controllate e controllabili. Comunque sotto sotto le ha fatto piacere che non la odino e che abbiano capito che il cioccolato risolve sempre tanti problemi.

Stamattina era l’ultima mattina. Koris ha sbolognato ancora qualche file al Rimpiazzo, ha detto a Capo Palpatine cosa c’era da fare, ha aiutato il Rimpiazzo a tirare parolacce a MCNP. Poi, verso mezzogiorno, ha iniziato a dire ciao a tutti.

Al MegaCapo, che anche se non ci rivediamo pazienza (no, vabbè, Koris ha fatto finta di essere una persona civile).
Al MedioCapo, che verrà ricordato come colui che non ruppe quasi mai le palle.
Ai colleghi, che restano e resistono.
Al Rimpiazzo, che avrà bisogno di fortuna.
A Intrallazzone, che si è detto sempre pronto ad arruolare Koris just in case (#credici, ma non si può mai dire).
A Capo Palpatine, con cui si stava consumando una scena da film strappalacrime in corridoio. Perché sì, è vero, è incasinato, è confusionario, non è sempre facilissimo capire cosa voglia e altri mille difetti di cui si è già lungamente parlato. Però in questi tre anni Koris ha finito per volergli un po’ bene. Bisogna anche ammettere il vero: se non fosse stato per Capo Palpatine, Koris non starebbe andando dove andrà e forse avrebbe continuato a pensare di essere una nullità buona solo a farsi sfruttare. Capo Palpatine, pur con tutti i problemi annessi, ha ridato a Koris un po’ di autostima e di dubbio di saper forse fare delle cose. “Sei una rompicoglioni, ma hai ragione di essere una rompicoglioni e mi mancherai” ha detto. Certo, non poteva durare (anche perché avanti di questo passo non sarebbe durata Koris), ma è stato importante che ci sia stato. E comunque Capo Palpatine ha già minacciato Koris di collaborazioni o, quanto meno, di averla come esperta per le review. Insomma, se ne esce ma non se ne esce.

Quando Koris ha restituito il badge, è stata una sensazione strana. Di qualcosa che finiva, di crollo di alcune certezze, di libertà, di sollievo, di ommoddioeorachefaccio. Però è fatto.

Ciao, Neutroni Porcelloni, anche se non era per sempre, forse alla fine è stato bello lasciarti una Koris-impronta.

L’azienda, ovvero come morire gonfi

Presente tutti i discorsi strappalacrime di cui sopra sul “è stato bello”, “bisognava passarci”, “alla fine non è stato tutto inutile”? Ecco, per l’azienda non valgono proprio per una cippa di minchia. Koris se ne va e benissimo così, a mai più rivedersi davvero, piuttosto che lavorare di nuovo con loro si va a spalare cacca di oloturia in fondo al mar.

Il CCC ha detto che non aveva capito quale vetro della macchina fosse rotto, pensava il finestrino, ma se era solo il triangolo allora Koris poteva circolare lo stesso. Certo, come no. In ottobre, un’ora in autostrada ad andare e un’ora a tornare (se ci dice culo), ai 130, col triangolo rotto. Koris gli ha detto gentilmente che no, non poteva e cazzi suoi se non è contento.

Si è inoltre scoperto che la macchina circolava senza assicurazione. “Però la paghiamo, credo” ha detto interdetto il CCC. Accendiamo un cero postumo a tre anni di guida marsigliese senza incidenti, che qui c’è da gridare al miracolo, altro che Medugorje.

Last but not least, il bollo per la circolazione in periodi di guida alternata non è mai arrivato perché… il CCC ha sbagliato a mettere la targa. Commentiamo? No, non commentiamo, tanto non è più un nostro problema.

La ciliegina sulla torta: la tipa delle risorse umane, appena tornata da due ore di palestra, non ha voluto ricevere Koris. Nemmeno farla entrare in ufficio. Koris ha fatto presente che doveva ricevere il certificato di fine impiego e il saldo di stipendio, arretrati, giorni di ferie. La tipa ha risposto che non aveva pronto niente perché “c’era da organizzarsi”. Ora, Koris ha scritto che se ne andava tre fottuti mesi fa. TRE FOTTUTI MESI, se non si fosse capito. C’era tutto il tempo di organizzarsi, come hanno organizzato il Rimpiazzo. Forse non c’era la voglia. Koris ha detto che o le arriva tutto per posta entro dieci giorni, oppure buongiornissimo denuncia. Tanto è l’unico orecchio da cui sentono.

Però. È finita. Nel senso, domani si ricomincia. Altro, ma si ricomincia. Se Koris sopravvive all’orgia di panissa che ha previsto per cena.

Come farsela addosso ma fare finta di no

È uno speleopost, ma potrebbe essere anche un qualunque estratto della Koris-vita.

Koris sa perché non ama le uscite coi principianti: perché i principianti si piantano e Koris teme di non saper cosa fare, creare ancora più scompiglio e farsi odiare da tutti. Per cui evita il più possibile. Solo che non si può evitare per sempre, a un certo punto capita.

‘thieu aveva organizzato l’iniziazione di un tipo alla speleologia e aveva reclutato Koris per dare una zampa. Nel senso, portare sacchi e sbrigare altre cose semplici che prevedono poca o niente interazione con l’iniziando. Fin lì tutto a posto.

Visto che nei pozzi della Solitude tutto si era svolto senza intoppi e vista l’ora non abbastanza tarda, si è deciso di affrontare il monopozzo della grotta del Drago, diciassette metri di verticale di cui dieci nel vuoto, una grande sala e poi basta. ‘thieu ha armato, è sceso e ha atteso l’iniziando.

L’intoppo si è presentato sei metri dopo, con un guanto dell’iniziando bloccato nel discensore. L’iniziando, com’è giusto che sia, si è trovato bloccato, senza riuscire né a scendere né a salire, e con una discreta apprensione per i dieci metri di vuoto sotto le chiappe. ‘thieu non poteva risalire sulla stessa corda, troppo rischioso. L’unica che poteva intervenire era Koris, calandosi dall’alto sui bloccanti.
“Arrivo”

Ora seguirà un dialogo fra il Koris-cervello e la proprietaria dopo questa dichiarazione da “arriva la cavalleria”.
“Cosa cazzo stai facendo?!”
“In effetti boh, non so”
“No, ma hai un piano, vero?!”
“Ahem, no. Arrivo fino a lui, lo metto in sicurezza perché non crolli di sotto e poi…”
“E poi?”
“E poi boh, ci mettiamo tutti e due a piangere appesi come dei prosciutti”

Koris è arrivata fino all’iniziando con un sorriso falsissimo di chi sa più o meno esattamente quello che sta facendo. E in cuor suo, la voglia di riconoscere di non essere all’altezza del compito e filarsela in superficie in nome del classico “mors tua, vita mea”. Invece lo ha assicurato a sé, convincendolo (e convincendo soprattutto se stessa) che i bloccanti avrebbero tenuto senza problemi. Guanto strappato via dal discensore, iniziando in parte rassicurato, che si fa?

“Fagli fare una conversione e fallo risalire” ha urlato ‘thieu dal basso.

Nuovo stacchetto di Koris e il Koris-cervello.
“Ahem, una conversione?”
“Pare”
“E tu la sai fare, la conversione?”
“Boh, credo, la ho già fatta, se non ci penso troppo e non penso che ho il vuoto sotto le chiappe magari ci riesco”
“E tu riesci a farla fare a uno che non era mai andato in grotta fino ad oggi?”
“No, hai ragione, buttiamoci di sotto che si fa prima”

Secondo Koris-sorriso falsissimo da pallonara professionista. Alla faccia della sindrome dell’impostore. Koirs ha elargito disposizioni farcite di “tranquillo, va tutto bene, lo abbiamo fatto un sacco di volte” (uh, proprio). Con una gran voglia di farsela addosso per raggiunti limiti di coraggio.

Com’è e come non è, l’iniziando ce l’ha fatta. Si è messo sui bloccanti ed è riuscito a risalire seguendo ciò che restava di Koris, squagliatasi per troppe emozioni. Una volta usciti e ritrovatisi le chiappe al sicuro, i due miracolati hanno minimizzato la cosa, soprattutto Koris che “sai, al soccorso speleo ci addestrano per questo” (come no!).

Insomma, ancora una puntata della Koris-vita a base di fake it until you make it. Solo che in tutta onestà questa volta non pensava che ci sarebbe riuscita senza danni irreparabili. E continuando a fingere di avere tutto sotto controllo.

‘thieu, al solito, ha risolto la questione con “non ho dubitato nemmeno un secondo che l’avresti fatta”. Beato lui.

Meno quattro, l’ultimo venerdì

L’ultima riunione di divisione in cui il MegaCapo ha buttato palate di stress sulla folla. Koris ha assistito alla parata dello stress con il sorriso allucinato di chi se ne va e si sente suonare nel cervello una polifonia barocca a 53 voci. E potrebbe tatuarsi in fronte le parole “non è un mio problema”. Quando il MegaCapo ha ventilato che ci saranno da rifare il file Excel da 2000 linee prima di Natale, Koris è stata sul punto di scoppiare in uno sghignazzo da cattivo Disney.

Intrallazzone intrallazza e intrallazzerà fino alla fine col suo ultimo respiro. Koris si ostina a non dirgli dove va onde evitare accolli. Ci mancherà? Più o meno quanto ci è mancato Binomio il Minghiascaro: zero.

Capo Palpatine piagnucola perché Koris se ne va. Diciamoche un po’ a Koris dispiace, un po’ vorrebbe dirgli “dovevi pensarci prima”. Che ‘nzomma, avvisaglie di cedimenti di pazienza ce n’erano state eccome.

Il Rimpiazzo è ancora in vita, ma ancora Sweet Summer Child. Ha avuto uno scontro col centro di calcolo che ha creato terrore e scompiglio. Guarda Koris come se fosse Wikipedia, ovvero con tutte le risposte.

“Non è vero, si impara sbagliado e io ho sbagliato un sacco”
Si è appurato che questa risposta da Grognard non è confortante.
“Senti, alla fine sono i soliti problemi che si ripresentano ciclicamente, alla lunga si impara a risolverli”
Anche questa risposta non risulta essere rassicurante.

Koris inoltre è stata venerata come un sensei per la dimestichezza con Linux. Quindici anni di Linux e turbe associate non sono passati invano. Skill desbelinamento informatico più uno.

Nonostante ieri sera fosse pigliata dai Turchi e soprattutto dall’anZia, Koris oggi canticchia Te Deum perché, prima di farsi sommergere dalle turbe, bisogna anche godersi le cose.

Meno sette, The Ring

Sette giorni! Koris potrebbe essere tentata di mandare in giro a tutti i capi di Neutroni Porcelloni una videocassetta assassina, contenuto Koris che si asciuga i capelli e che pare Sadako/Samara appena uscita dal pozzo. Differenze minime, umore incluso.

samara

Qualcuno mi passa il phon?

Koris si sente abbastanza fotteseghista, stato mentale guadagnato dopo mesi e mesi di paturnie. Il Nirvana, in pratica. L’atarassia degli dei. Il distacco dalle cose materiali.

Talmente tanto distacco che quando ieri mattina Koris ha trovato un finestrino della macchina di funzione esploso non si è nemmeno arrabbiata. Tanto fra SETTE GIORNI la macchina di funzione non è più un suo problema (soavi parole). Ha solo fatto la scartoffiaggine necessaria per evitare che il CCC la accusi di essersi spaccata il finestrino da sola. È incredibile di come l’atarassia ti permetta di sbrogliare una denuncia in meno di mezz’ora, senza turbare la tua pace interiore.

Koris si sta quindi aggirando con una macchina rattoppata con un pezzo di plexiglass, nella speranza che tenga ai prossimi ultimi dieci (diciamolo di nuovo che suona bene, ULTIMI DIECI) tragitti. Cinque andati, cinque ritorni. A dire il vero quattro ritorni e mezzo, ma al netto dei vari ingorghi diventeranno cinque. All’idea Koris è talmente triste che, quando nessuno la guarda, si trova a ballare sulle note di un immaginario “A l’entrada del temps clar disco dance remix”.

Su Neutroni Porcelloni è il delirio come solito. Il Rimpiazzo è ancora in vita ed è un punto a suo favore. Koris ha risposto male al Vodka e non riesce a sentirsi in colpa. Continuano a fioccare inviti per le riunioni post-15 ottobre, Koris li rifiuta con gusto perché è una persona pessima.

Si continua a ignorare signorilmente tutto il grandissimo bordello del dopo, perché in fondo ci piace nutrire ancora una speranza. E la speranza di aver ricominciato a dormire per davvero e non solo per raggiunti limiti di tolleranza umana.

Quindi, Koris, diciamolo ancora una volta: SETTE GIORNI!

Meno nove, il ritorno di Morfeo

Nove giorni. Quattordici tragitti. Meglio non contare quante ore che se no a Koris piglia male, in questi giorni di, nonostante tutto, presa a non troppo malissimo.

Giovedì c’è stata l’ultima… un attimo, assaporiamolo per bene: l’ULTIMISSIMA riunione col MegaCapo (o almeno, ultima di questo periodo della Koris-vita). Il MegaCapo ha fatto la punta al cazzo rotto i coglioni col mortaio cavillato il cavillabile come al solito, compreso il rivolgersi a una collega con “she” e non col suo nome. Sarebbe rude e maleducato, secondo lui. Koris avrebbe tanto voluto annuire e rispondere “Sticazzi. Questo in italiano è rude e maleducato”. Ma tanto, ormai, la va a pochi.

Capo Palpatine sta dando di matto e Koris non gli sta quasi più dando ascolto. Del resto, nonostante non se ne voglia rendere conto, presto sarà un SEP, Somebody Else’s Problem.

Forse è questa consapevolezza che ha permesso a Koris di dormire ben due notti di fila, roba fantascientifica che non succedeva dalle vacanze a La Pierre Saint Martin. Dormire tanto, dormire bene, addormentarsi in tempi non biblici. Il paradiso. Koris scopre di avere energie di cui aveva dimenticato l’esistenza.

Chi invece venerdì ha ammesso di aver passato la notte in bianco è il Rimpiazzo. Koris ha potuto dire solo un affatto rincuorante “poi ci si abitua”. Che è un po’ vero su Neutroni Porcelloni in genere. Il Rimpiazzo mostra più prontezza di intelletto di quanto Koris avesse immaginato, non tanto per il Rimpiazzo in sé, quanto perché il CCC pur di non perdere il contratto avrebbe rimpiazzato Koris anche con una nutria dislessica. Un po’ Koris si sente in colpa per dover scaricare barili e barili di materia organica maleodorante e annesse scartoffie sul nuovo acquisto, ma così è le vita.

Domani inizia l’ultima settimana completa su Neutroni Porcelloni. Palpatine vorrebbe la lista delle cose da fare (#credici), Koris vorrebbe cazzeggiare. Ad ogni modo, ha intenzione di arrivare alla fine della settimana cantando “Let it go” e facendo le stesse evoluzioni di Elsa in “Frozen”. Solo con la cacca al posto del ghiaccio.

P.S. di servizio: Koris e Iset stanno partecipando ad una sfida letteraria che consiste a scrivere un racconto al giorno per tutto il mese di ottobre, con una parola chiave. Se siete curiosi, i loro racconti sono scritti qui.

Meno tredici, il Rimpiazzo

Il Koris-Rimpiazzo è arrivato ieri, abbastanza improvviso. Koris si aspettava che qualcuno si premurasse di scriverle due righe di “martedì arriva il rimpiazzo verso le dieci, sii pronta”, ma a quanto pare la cortesia non è di questo mondo. Al punto che il CCC non ha nememno salutato: ha mollato il Rimpiazzo e se n’è andato smotorando via sulla BMW. Da un certo punto di vista meglio, lo small talk col CCC è la morte neuronale e la caduta di gonadi che rotolano verso sud.

Il Rimpiazzo si sentiva fuori posto come chi è stato appena catapultato in un paese straniero e, da lì, in una sorta di girone infernale. Solo che non sa ancora a che punto sia un girone infernale e forse non è il caso che lo scopra subito.

Rispetto a Koris, è implume. Un pulcino appena laureato che pigola dietro a Koris, assimilabile piuttosto a un pollo ruspante col dottorato, che non fa nemmeno buon brodo. O, secondo una versione più romantica e storica di U Babbu, Koris è il Grognard della Vecchia Guardia con shakò di pelliccia e i baffi con le treccine, dotato di più cicatrici che di centimetri di pelle intatta. Nota di colore: in francese “grognard” è colui che si lamenta bofonchiando, Koris trova che le si addica molto.

grognard

Diciamo che se Koris potesse vestirsi così sarebbe anche felice.

La giornata di ieri è stata dedicata interamente a spiegare al Rimpiazzo cosa succede qui, o almeno, cosa dovrebbe succedere fra i Neutroni Porcelloni. A metà della spiegazione era abbastanza verde.

“Ma devo ricordarmi tutta questa roba?”
“Sì, ma quella è la parte facile, poi c’è tutto il resto”

Certo, Koris avrebbe potuto mentire e dire che Neutroni Porcelloni è il regno degli unicorni e degli arcobaleni, che Capo Palpatine aiuta a sbrogliare le cose e che nelle riunioni tutti portano i cioccolati. Ma sarebbe stata una menzogna e le menzogne non aiutano mai.

Il Rimpiazzo si farà, imparerà, si adatterà. Ma Koris non sarà qui per scorpirlo perché avrà altri cazzi. Nel mentre cerca di spiegare goccia a goccia più cose possibili, usando la cortesia che nessuno le ha mai usato.

In tutto ciò, Koris inizia a realizzare un po’ di più che il conto alla rovescia non è tanto per dire e non sa se è più euforica o terrorizzata.

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