Dammi un bacio, mio tesoro (data di scrittura 8 marzo 2006)

un sol bacio, o qui io moro! Ma quanto pare sarebbe chiedere tropo! Davvero tu non c’entri niente, è stata colpa mia… però, ragazzo mio, facciamoci furbi! Apprezzo il fatto che ieri tu abbia opposto resistenza, una tantum, al Monsieur “ilgenereumanofemminileètrascurabile”… ma parliamoci ciaro. Tanto ho la certezza matematica che non leggerai mai questo spazio e, nel caso lo facessi, sii uomo e dimmelo di persona.
Just one kiss nonm mi sembrerebbe asking too much, ma vorrei sapere anche la tua versione dei fatti… signor, non parlo più!
Ieri sera ero sull’orlo delle lacrime… troppi ricordi. Mi è bastato che Battistini, del tutto inaspettato, dicesse la parola “episteme” (ah, lo si potesse scrivere come gli dei comandano…) che andassi in brodo di giuggiole. Sì, a quanto pare il liceo non mi ha lasciato vergin di servo encomio ma credo che il fatto sia radicato molto più a fondo. non è solo scorza liceale di quel greco fatto per accaparrarsi voti… devo averlo stampato nel DNA e il latino, in fondo, lo ho succhiato col latte. Ma non credevo che a sentire un po’ di buon Catullo mi venisse da pensare I still love you… poi ho attraversato due secondi di crisi di coscenza. Sono convinta che, se avessi avuto gente competente, probabilmente adesso saprei di greco e di latino… ma chissà, you can’t turn back the clock, you can’t turn back the tide… ain’t that a shame? Ormai è andata così, come sempre non si può sapere il what’s if  e la storia non si fa con i se.
A proposito di storia, ieri mi è stato chiesto se io, che ho gli occhi chiari (ma chi?! io?!), non patisco la luce del sole. E io tornai a dire in brevi accenti che dove vivoo la luce è il quadruplo di quella che c’è qui, e il sole mi capita di vederlo anche al di fuori della nebbia. Ripensandoci, mi è venuto in mente il Napoleon di Max Gallo, in cui l’Empereur si stupisce della nebbia e del gelo, chiedendosi cosa ne possono mai sapere quei francesi cresciuti a latte burro delle coste corse. A ben pensarci, il mare che lambisce le coste è ben lo stesso, la Corsica è a tre ore di traghetto, è naturale che sperduta in questa uggiosa pianura (e non vengano a dirmi che è collina, perché allora Legino per loro è Città del Messico) mi venga nostalgia del mar in vergine nacque ecc… ecc..
Questi pensieri sono fuori luogo per chi attende di dedicarsi a un’ora di fisica, due di analisi e due di informatica… nostalgie di un tempo ormai remoto, ma credo che sotto la scorza dura della scienziata, ci sia un morbido ripieno di panna classica. Che gradirebbe però che lo scienziato professasse una volta tanto se gli faccio venire il vomito, l’orticaria o qualche altra allergia, così mi so regolare! Sento che ancora quest’alma lo adora, ma vorrei sapere se, per quanto i miei rai fulminei siano abituati alla luice del sole, non ho forse preso un colossale abbaglio…

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