Final Fantasy XXX

Parlando con l’obbligatorio Orso, mi si sono figurate in mente alcune scene che rasentano il puro trash. Si discuteva sull’uso del plug-in Griever nell’edizione per computer di Final Fantasy VIII (mi direte, vent’anni e gioca ancora ai videogames? Ebbene sì, e vado fierissima!), esattamente su chi mettere al posto di chi: il plug in permette infatti di mettere, ad esempio, Seifer al posto di Squall e altre simpatiche combinazioni lineari(oltre a livelli gratuiti e GF presi a sbafo). Bene, questo è uno stralcio di conversazione:
Orso: sì, certo che ci mettiamo Seifer, però poi ci disfiamo delle inutilità
Toby: cioé?
Orso: hai presente Rinoa? Bhe, al posto dell’inutile Rinoa ci metti l’utile Squall. Vuoi fare a meno del Cuore di Pietra?
Toby: (perplessa) veramente…. e con la storia come facciamo?
Orso: in che senso, scusa?
Toby: non so, prendi la scena del concerto, con Squall al posto di Rinoa…. Seifer e Squall si abbracciano e si dicono “I will be here” “For what”?!
Orso: for what appunto…
Toby: non solo! Metti Rinoa nel ruolo di Seifer davanti alla Lunatic Pandora che dice: “io sono il cavaliere della strega!!”?
Orso: vuoi mettere? Rinoa è una sega, la batti in due minuti
Toby: oh, sì, bhe, questo è vero, ma la strega Adele quindi si ciuccia Squall? Pensa se poi cambiassero anche i filmati…
Orso: speriamo di no…

Così stiamo creando il primo videogioco gay dichiarato della storia (niente in contrario in materia, anzi… poi lo chiamiamo “Final In&Out VIII”). E ci vedo bene Rinoa nella parte di Seifer, indicando quest’ultimo nella parte di Squall, rivolta a Squall in Rinoa (diofotone, che casino!) che dice “Un tempo non avresti scelto simili compagnie…”. Pregio, finiti gli esami sà da fare… così possiamo confermare i sospetti, dopo aver visto le tendenze, definite perfezioniste, di Yue Jin in Kessen II. Sì! A morte quella censura del cavolo a causa di cui un po’ di sano sangue virtuale si trasforma in nuvolette blu e verdi (mi riferisco a Kessen e Dynasty Warriors) e con donnine che lasciano ben poco spazio all’immaginazione (ovvero, perché in Legend of Dragoon Meru se ne va in giro in bikini e quello gnocchetto di Albert se sta intabarrato fino al mento? Poi dicono la par condicio…). Era molto meglio con l’angoloso e poligonale Alone in the Dark I, quando se un mostro affondava gli artigli nella carne spruzzavano pixel rossi di RGB… e con tutto ciò aveva dei rompicapo che ti facevano sudare prima di risolverli: ci credo che Dino Crisis lo ho finito in una settimana (e per primo col finale segreto)! Basta, troppi ricordi, ora mi commuovo.

Ciò detto, mi ritiro a mangiare dal malvagio Bailorg (è sempre bello scroccare una cena).

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