Lerry

Can’t you see it’s hard for me? Can’t you see what I’m trying to say?
Pare che i dielettrici a cui ho rivolto il mio pensiero nel momento più sbagliato della mia vita abbiano ricambiato. Questo è amore!! Situazione imbarazzante… temo che non abbiamo speranze, we’re dead to the world. Molte persone, se fosse state al mio posto, non avrebbero esitato nemmeno un secondo e avrebbero seguito l’istinto, forse realizzando un wildest dream (trovo che questo termine inglese sia ottimo), forse mandando a schifio anni di amicizia. Ho stupito persino me stessa per l’autocontrollo, in poche altre occasioni sono stata così lucida. I miei pensieri sono stati, nell’ordine:
-dovrei andare in bagno
-ma se riempio un’armatura di un condensatore cilindrico con un dielettrico, per calcolare il campo tenendo conto del cambio di costante dielettrica? Un po’ come in Notte Prima degli Esami, quando sono tutte le coppiette in macchina e lei ripassa nel mentre geografia astronomica
-sono sicura che mi si storceranno gli occhiali, diofotone, sono nuovi
-Ma su quello scaffale c’è proprio il Libro di fisica di Asimov? Se gli chiedessi di prestarmelo…

E meditate gente che non è un mio parto mentale! Vita vissuta. Non so cosa mi aspettassi che un abbraccio da lui, una volta libero, potesse suscitarmi. Ovvero, non mi aspettavo che mi portasse a pensare ai dielettrici. Bah. Ma da che cavolo di pianeta vengo? Vulcano? I miei istinti si risvegliano solo ogni 7 anni (sebbene non abbia reminescenze dei 14 anni…)? O sono direttamente Solariana, cosa che vedo alquanto probabile? Del resto, come dicono tutti, ho imparato a gestire la mia solitudine senza provarne sconforto (e stando con Marvin, come i Solariani stanno con i robot).
Comunque la risposta alla temuta domanda è no. Anche se un tempo non ho desiderato altro, anche se ho persino sperato che la situazione mi favorisse, no. Each step I take, may it hurt, may it ache, leads me far away from the past. A parte il fatto che ormai, per me, sarebbe come uscire con un fratello maggiore, o al limite con un cugino. E poi, io sono come Kaede Shirakawa (Lian Hearn, The tale of the Otori, qui, prego) a effetto non mortale: riesco ad allontanare definitivamente tutti quelli per cui provo affetto. Infallibilmente, dovrei usarla come tattica. Va a sapere perché, ma me ne sono fatta una ragione, per cui si agisce di conseguenza. E l’ultima cosa che voglio è allontanare lui.
Non riesco nemmeno a non pensare che la colpa poi sia riconducibile a Gecko, che puntualmente si è ripresentato nei sogni questa notte, in un collegio fatiscente, mentre spiegava gli integrali curvilinei all’Ing e a un altro, assieme a una ragazza che piangeva (che sembrava orribilmente Sarona); si è alzato e ed è venuto a fare il simpatico, pregandomi il perdono. Nol meritate. Ricordo che me ne sono andata in camera mia, che curiosamente era nei sotterranei. Sogni a parte, forse è proprio lui che devo ringraziare per la disillusione totale. I have no heart, I’m cold inside. Risentimento, rabbia. Peggio che rifiutato. Tell me why you took all that was mine. Ti sei divertito? Bhe, spero che ti si ritorca contro. Vedi di divertirti anche allora.
Take my life if you have the heart to die, you bastard tainted my tool, raped my words, played me a fool, gather your precious glitter and leave me be… The Great Ones are all dead and I’m tired, too…

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