Ieri non ho scritto, un po’ perché non c’era niente da scrivere (o forse ci sarebbe stato troppo da dire e niente di interessante), un po’ perché non ho avuto tempo. Un altro po’ perché Trillian ha deciso di prendersi cura di me e della mia laurea, per cui non si connessa fino alle sei passate. Che dolce e previdente, dove lo ritrovo un Mac così amoroso?
Ripresa del tirocinio, con un sacco di cose da fare. Da sola. La settimana prossima non c’è nessuno, per cui mi sono stati lasciati i compiti. Non tanto i quattro articoli ("Andranno a far parte della bibliografia della tua tesi, mi raccomando"… cavolo, adesso sì che be aware, the storn get closer), quanto i sette picchi dei sette piatti da analizzare. In realtà sono 98 analisi, perché ogni piatto ha top e bottom. E non sono certa al 100% di aver fatto la cosa giusta, dopo aver litigato venti minuti buoni con root perché non trovavo il fit panel per intercettare la distribuzione con la gaussiana. Ieri poi più che il dover poté il digiuno e all’una mi sono fiondata a raccattare un panino, lasciando il piatto 42 per tempi migliori. Finirò il lavoro dopo mercoledì, con calma. Per altro ieri avevo anche pubblico, un altro laureando come me, che però non sapeva nemmeno cosa fosse root. "Non è che puoi spiegargli qualcosa tu?". Come no! Un programma di cui fino a un mese fa non dubitavo nemmeno l’esistenza. Il migliore rapporto fra noi due è "tu crashi, io bestemmio". La prima volta ho passato un quarto d’ora di panico perché non riuscivo a capire nemmeno come si aprisse un file. E ho capito solo ieri che i dati e.TX sono della traccia in base, e1.TX sono del top e e2.TX sono del bottom. Ma non c’è problema, dovrei riuscire a spiegargli qualcosa.
Dunque, it’s up to me. L’addestramento è agli sgoccioli, say farewell to sadness and grief (questo non c’entra, ma suona bene), tocca farsi furbi.
Ieri dal punto di vista dell’apprendimento è stata una giornata postiva. Ho scoperto un sacco di cose. Come la derivata temporale del tensore di deformazione, che viene impiegata nell’espressione dello sforzo per i fluidi, da inserire nell’equazione del moto per giungere all’equazione di Navier-Stokes. Quack! Non ce la farò mai, a meno che non mi equipaggi la macro "ubiquity". A proposito, ho imparato a equipaggiare le magie come macro, meglio tardi che mai.
nel frattempo (mi) stanno succedendo cose strane. Una consapevolezza maturata durante il periodo di Pasqua. Pensavo fosse soltanto un pensiero passeggero, un’ansia da cambio di stagione, invece ha preso domicilio nella mia testa. Bel casino.
Voglio andare a correre.

I know the territory, I’ve been around
It’ll all turn to dust and we’ll all fall down
And sooner or later, you’ll be screwing around

<!–

–>

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: