Considerazioni su un’estate da non single

A memoria d’uomo, da quando ha messo piede su questa terra, Koris non ha praticamente mai passato un esame da non single. L’eccezione alla regola fu il 2003, anno in cui Koris aveva commesso l’errore di coniugarsi con Ghesy (individuo con cui non aveva niente in comune, che non le piaceva e con cui non riusciva a sostenere una conversazione), per ragioni che ancora le sfuggono; comunque l’estate del 2003 fu anche il periodo del distaccamento a Piana Crixia causa esplosione dell’impianto idraulico, quindi nei suoi transiti valbormidesi, fra una partita di Warhammer e svariate serate a fissare le stelle, Koris si sentiva più coniugata con sé stessa che con Ghesy.
Ci sono voluti sei anni e alterne vicende prima che Koris arrivasse a riprovare (o più probabilmente a scoprire) che cosa è amor, e alla seconda nonché penultima settimana di vacanza lo Stato Maggiore si sente di tirare giù qualche bilancio.
Anche quest’anno, Koris soffre la tipica insofferenza da tedio estivo, ovvero la ripetitività della solita spiaggia con la solita gente che si imbarca sempre nei soliti discorsi. Una sorta di mito nietzschiano dell’eterno ritorno che inizia a metà giugno o inizio luglio e si esaurisce a settembre. La differenza con i nove anni precedenti è che questa estate Koris ha un posto in cui fuggire, a costo di sacrificare ore della sua vita sull’altare delle ferrovie dello stato. Per la prima volta, Koris chiama, dà un’orario di arrivo di massima, raccoglie i suoi pezzi in una borsa che con l’andare del tempo assume le dimensioni di una valigia e si fionda nella cadente e tutt’ora distrutta stazione di Merdopoli. Da lì un’ora e mezza di strada ferrata verso levante. Che sia in ordine, in disordine o in pieno stato di frustrazione.
Di tanto in tanto la zona buia dello Stato Maggiore si fa avanti e allora Koris gira al maschile una frase di "Brilliant Disguise", well I tried so hard, baby, but I just can’t see what a woman like you is doing with me. Perché l’amore cieco di Koris si è scontrato un po’ troppo spesso contro muri di indifferenza oppure si è imbattuto in "ah, non te lo avevo detto che ho già al ragazza?".
Dubbi di Koris a parte, le cose funzionano. Da più di due mesi. Nonostante preti incapaci di farsi vagoni di cazzi loro, incidenti statisticamente poco probabili e corse in ospedale nel cuore della notte.
Fino a pochi mesi fa Koris non avrebbe mai immaginato di trovarsi a programmare in agosto programmi per calcolare baricentri di vele, in attesa di scoprire se Koris sarà mai in grado di tirare una cima senza cadere fuori bordo oppure no. Il Senzaddio, in versione skipper (nel duplice significato di novello pirata ed organizzatissimo pinguino di "Madagascar"), promette di sanare il dubbio quanto prima. Nel dubbio, Koris resta dubbiosa, come dubbioso sa essere soltanto lo Stato Maggiore. E sempre e comunque, fugge a levante.

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