Take me back to Bern

Il prim giorno che Koris mise piede nel laboratorio oltr’alpe, il collega C., ormai in Svizzera da diversi anni, le confidò "Chi se ne va dall’Italia difficilmente torna". Koris attribuì la frase a un eccesso di pessimismo. Dopodiché è tornata in Italia.
Oggi Koris trovasi nelle nebbie di Avalon per sbrigare la burocrazia. Ha preso uno sferragliante regionale da Valinor che non condivideva né rumori né odori né puntualità e tanto meno panorami con il treno che la ha reimpatriata giovedì. Lo Stato Maggiore ha preferito dormire fino alla ridente stazione di Voghera, per poi sotterrarsi in un libro.
Oggi Koris si è recata in una segreteria inusualmente deserta, dove un’impiegata entusiasta ma palesemente incapace impiegava circa un’ora a studente. Koris ha scoperto un’impennata delle tasse di laurea e ha vagato per una piovosissima e altrettanto odorosa Boulogne alla ricerca di una marca da bollo vigente. In tutti i luoghi in cui faceva domanda la guardavano come se avesse chiesto una dose di crack, per poi risponderle con una sgarbatezza quasi elvetica (forse avrebbe dovuto chiederlo in francese). Infine Koris ha trovato una ricevitoria del lotto in cui è stata servita, fra vecchietti che si lamentavano di non arrivare alla fine del mese e si giocavano dieci euro di schedina, "come tutti i giorni".
Il laboratorio era deserto pure quello, con grande Koris-scorno. Il Relatore si era dichiarato in vacanza, tutti gli altri sono a un fantomatico corso di aggiornamento. Koris è rimasta giusto il tempo per riempire un altro giorno della sua inesistente agenda con un nuovo impegno e rubare un modulo in bianco firmato dal Relatore.
Una mail con lo stesso effetto di tre quintali di tritolo ha spinto Koris a comprare l’adattatore per Trillian per il proiettore, onde evitare di fare la figura della niubba piagnuvolando "Non so come attaccarlo…". E ora sono uccelli senza zucchero.
Domani Koris ripara di nuovo in Svizzera, con un biglietto gentilmente offerto dai negrieri, o almeno così pare. Il biglietto c’è ed è questo l’importante. Verso una città che non ha lo stesso odore dello scarico del water, in cui gli automobilisti non giocano al tiro al ciclista (se solo Gemini potesse venire oltr’alpe) e in cui il colore verde non è strettamente sinonimo di muffa.

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0 thoughts on “Take me back to Bern

  1. Lotti 4 maggio 2010 alle 20:56 Reply

    adattatore per trillian? cioè il cavo per attaccare l’uscita proprietaria mac ad un qualsiasi cavo vga? 😛

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  2. Yaxara 4 maggio 2010 alle 21:02 Reply

    Già. I proiettori mi discriminano 😛
    E ho già fatto diverse figure di guano con un cavo in mano e nessuna uscita in cui infilarlo… 😛

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  3. Lotti 4 maggio 2010 alle 21:14 Reply

    mac powah!

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  4. arunka 5 maggio 2010 alle 09:52 Reply

    Il tempo poi, non ti ha nemmeno aiutato.
    Sono arrivati i monsoni a Bologna..

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  5. Yaxara 5 maggio 2010 alle 10:10 Reply

    Di brutto! 😛
    Già, e con un mese di anticipo, secondo i miei calcoli. Statisticamente arrivavano a giugno. Si dice che anche oltr’alpe il meteo sia uguale, ma sinceramente preferisco toccare con mano.

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  6. Deryn 5 maggio 2010 alle 16:34 Reply

    fai venire voglia di andare via dall’italia.. a ME. Mi sa che non ti rendi conto. 😛

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  7. Yaxara 5 maggio 2010 alle 22:00 Reply

     Effettivamente non me rendo conto. Certo le fughe hanno i loro pro e contro. Bisogna soppesarli per bene. 

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