A day at CERN (PhD-Koris)

 (Attenzione: post ad alto contenuto di autocelebrazione et autosoddisfazione. Chi vuole ricordare lo Stato Maggiore come esempio di modestia e under(ground)statement, fugga finché è in tempo e ripassi la prossima volta)

Koris stamattina si è svegliata alle sei, in una Berna brumosa e umida, sotto un cielo senza sole e pieno di nuvole nere. Lo Stato Maggiore ha azionato il pilota automatico per le faccende mattutine e si è diretto a prendere l’inter-regio (Helvetici ipsi dixerunt) delle sette e zero quattro per Ginevra.
Koris ha attraversato verdi valli svizzere la nebbia che si levava dai boschetti. Nel frattempo pensava a quanto potesse essere gelida Ginevra, perché tutte (e due) le volte che Koris è stata a Ginevra c’era un freddo siberiano. Lo Stato Maggiore preferiva pensare al freddo per non concentrarsi su ciò che la attendeva al confine fra Italia e Svizzera. Soprattutto non voleva pensare al suo inglese dall’accento alieno e alla sua presentazione inventata di sana pianta, di cui il Relatore ignora l’esistenza.
Koris è scesa alle otto e cinquanta in una Ginevra caotica che con la placida Berna non aveva niente a che spartire. Ha raccolto tutto il coraggio rimasto in saccoccia e fatto rotta verso l’accumulatore di fisici per eccellenza. Un sogno per alcuni, un incubo per altri. Il CERN, insomma.
Koris si è introdotta al CERN, in una palazzina piena di argon liquido tappezzata del cartello "Danger! Oxygen deficiency!". E ha incontrato il suo destino, nella persona di colui che prima era solo un contatto mail e poi è divenuto un volto. "Ti tratterà male- aveva vaticinato il Relatore, in tempi non sospetti -non farci caso, è il suo carattere".
Contrariamente alla aspettative, Koris è stata trattata bene. Fin troppo bene. Da perfetti sconosciuti.
Koris ha scoperto che il suo inglese non ha la pronuncia urfida che diceva Gul Sauk, l’insopportabile professoressa del liceo (che insegnava sardo, dicendo don’t warry).
Koris ha scoperto di saper organizzare un talk (come sappiamo darci delle arie…) senza aiuto (e spera di essersi così cavata una buona fetta della presentazione di laurea).
Insomma, Koris…
… come dire….
Koris ha un dottorato al CERN! E non è più una proposta fra le tante. Non è più una domanda in attesa di risposta. Non è solo un modulo o un curriculum da inviare. È un sì. È un "sei dei nostri, se è questo che vuoi". È un "lavoro serio".
E non sono più emulsioni e neutrini. È argon liquido e materia oscura. Dark matter. Il lato oscuro della fisica.

cookies

Koris è attualmente stremata ma al settimo cielo. E non ha ancora smesso di sorridere (a qualsiasi cosa: al sole su Ginevra visto per la prima volta, al lago, ai cigni, al gelato lampone e cioccolato, alla macchinetta che spaccia esosi biglietti alla stazione, a Trillian con l’adattatore del proiettore) da mezzogiorno a questa parte.

 

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4 thoughts on “A day at CERN (PhD-Koris)

  1. Lotti 10 maggio 2010 alle 23:09 Reply

    yeeeeeh! chissà se anche il cookie monster bazzica il lato oscuro!

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  2. emix 11 maggio 2010 alle 10:34 Reply

    le mie felicitazioni fanciulla 🙂

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  3. Yaxara 11 maggio 2010 alle 11:02 Reply

    Il cookie monster bazzica qualsiasi posto in cui si trovino biscottini, lato oscuro compreso. E io anche! 🙂
    Grazie!

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  4. Deryn 13 maggio 2010 alle 15:16 Reply

    fiero di te! Anche se siamo solo scrittine su un monitor, koris e lo stato maggiore stanno diventando due personaggi (me li immagino tipo fumetti…) a cui sono affezionato 😀

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