Epic fail

 A meno ventiquatt’ore dalla partenza del Senzaddio, che ha svalicato per far dimenticare a Koris la fisica per tre giorni. Spesso il Senzaddio andrebbe ossimoricamente fatto santo subito.
Stamattina Koris si è svegliata alle sei sotto un cielo blu che più s’era visto solo sulle vette più alte. Digressione: Koris si sveglia alle sei tutte le mattine, a partire dal giorno della sua scampagnata ginevrina al cospetto di R*. In quel giorno di un paio di settimane fa, la sveglia alle sei era necessaria, nei quattordici giorni successivi no. Solo che lo Stato Maggiore deve aver mal digerito l’avventura, tant’è che continua a svegliarsi alle sei, a restare insonne per un quarto d’ora in cui i cattivi pensieri assaltano alla baionetta, per poi riaddormentarsi ingloriosamente fino alle otto.
Anche alle otto il cielo era blu. E faceva caldo, persino al di fuori dei parametri elvetici. Una giornata ideale per prendere un libro e Trillian dall’eterna batteria e piazzarsi in pianta stabile al Rosengarten o sul lungo fiume. Oppure per dare la scalata ai monti ancora innevati che si vedono dalla terrazza del laboratorio. Insomma, la giornata ideale per fare qualsiasi cosa, ma non seppellirsi vivi in laboratorio. Solo che al laureando a 37 giorni dalla consegna non è dato scegliere, tanto meno il meteo.
Koris ha quindi issato la tormentina della sua buona volontà, si è alzata, vestita, colazionata, lavata e preparata per uscire. Prima di dirigersi in laboratorio, ha deciso di recarsi dalla tenutaria per comunicarle che lo Stato Maggiore smonta il bivacco il 14 giugno per dirigersi nuovamente nelle afose lande di Avalon. Cerca la matrona padrona di casa, soprannominata Frau Caccapollo da uno spietato Senzaddio, ma invano. Anzi, in portineria campeggia una scritta teutonica il cui significato deve essere, più o meno, "oggi 24 maggio non c’è nessuno". Koris fa spallucce e se ne va in laboratorio.
Il luogo è deserto. Il diserto chiù diserto. Nemmeno le porte si schiudono. Koris cerca di usare il suo bagde per aprirle. Nessuna risposta. Al venticinquesimo tentativo, lo Stato Maggiore non sa se deve pensare di avere un bagde difettoso o di essere di fronte alle porte di Moria. Mentre si dibatte in questo dilemma, si evoca provvidenzialmente il nipponico A., ovviamente dall’interno, che permette a Koris di entrare. Ma a questo punto lo Stato Maggiore è roso da un dubbio.
"Ma non è che oggi non è solo il giorno in cui il Piave mormorava calmo e placido al passaggio dei primi fanti il 24 maggio, ma è magari anche una qualche strana festività religiosa che voi Svizzeri festeggiate a caso?".
Ovvio che lo era. Ora, una persona normale di fronte a questa evidenza risponde "Sì, vattene pure a scorrazzare per i pascoli sotto questo bel sole. O quanto meno a scrivere il capitolo sulla generazione degli eventi Monte Carlo in giardino". Ma chi ha mai detto che i Giapponesi sono persone normali?
"Sì, oggi è vacanza, ma già che sei qui entra che continui il lavoro".
Koris fa buon viso a cattivo gioco, impreca da sé e lascia la luce del giorno come un’anima intenta nella discesa verso l’Ade.
Il lavoro è anche più epic fail del solito. Trillian perde la rete a singhiozzi isterici, rendendo impossibile la produzione di plot di Koris, che singhiozza all’unisono con la rete. Koris perde prima il filo del discorso, poi la pazienza. Si dimostra fisicamente incapace al cospetto di A., buttando nel cesso il suo 28 di relatività. 
Trascorrono cinque e più minuti in cui Koris medita di scrivere a tutti "io mollo" e ritirarsi a a fare l’allevatrice di procioni, o comunque una qualsiasi cosa non abbia a che fare con la fisica. Dopodiché reprime l’istinto di sfracellare il pc del suo ufficio, recupera i quattro neuroni sopravvissuti alla crisi di nervi e cerca di finalizzare la giornata in qualche modo. Se fosse un personaggio di Dungeons&Dragons avrebbe il carisma sotto zero. Da fare un tiro salvezza anche solo per andare in bagno.
Alle sedici lo Stato Maggiore ormai a pezzi e col pensiero fisso del fallimento critico si decide a sgombrare il campo. In arretrato c’è una presentazione ancora da finire, mail a cui rispondere, moduli da riempire. 
Voglia di andare avanti cercasi. 

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0 thoughts on “Epic fail

  1. Deryn 25 maggio 2010 alle 01:19 Reply

    il saggio insegna: "quando è vacanza, non si lavora"

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  2. Yaxara 25 maggio 2010 alle 09:00 Reply

    Si vede che il saggio non era giapponese…

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  3. Deryn 25 maggio 2010 alle 18:07 Reply

    probabilmente svizzero..

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