L’ultimo 400

Come taluni sanno, Koris ha un passato da atleta velocista o presunta tale. Koris accettava di buon grado di gareggiare sui 100 e i 200 metri, ma per farle fare i 400 metri bisogna portarla sui blocchi di partenza a forza, con non poche turbe mentali e psichiche derivate.
Koris fece l’ultimo 400 al palazzetto indoor di Valinor, che equivalevano a due giri di pista da 200 metri. Lerry la portò più o meno di forza sui blocchi, minacciandola delle più turpi azioni e coi peggiori ricatti. Niente da fare, Koris sembrava un gatto di fronte a una piscina, con tanto di turbe mentali.
"Koris!" ha chiamato lo starter. A quel punto era decisamente troppo tardi per fingersi morti, fuori posto o lanciatori di martello. Koris prese quindi posto sui blocchi, conscia che di lì a quaranta secondi sarebbe morta veramente per debito d’ossigeno, annegando nel suo stesso acido lattico. Pazienza, è stato bello finché è durato.
Lo starter spara, adolescenti in divise sgargianti partono. Koris è ultima.
"È partita troppo lentamente"
"Lo sta prendendo come se fosse un mille"
"Porca putténa, non ha capito un chézzo" (Leonard, chiamato affettuosamente da Orso "l’allenatore in seconda")
Lerry si apposta dietro alla linea dei 150 metri e urla quello che è solito urlare:
"Avanti, Koris! Via subito!"
Le traduzioni del termine "via subito" sono molteplici: può significare, in un’accezione neutra, "alla via così", mentre per spiriti ottimisti "avanti che stai andando bene" oppure, in una lectio difficilior, "muovi le tue chiappette belle e falle arrivare davanti alle chiappe altrui". Koris ha sempre preferito la lectio difficilior. Anche nel caso del suo ultimo 400.
Non si sa cosa frullò nella testa di Koris. Si sa solo che la si vide lanciarsi all’inseguimento dell’ultima della batteria, superarla, gettarsi in uno scatto disperato disperdendo parti di apparato respiratorio, superarne un altro paio mentre le cosce rigurgitavano acido lattico (ormai ampiamente convertite in regime anaerobico, peggio che batteri acidofili), arrivare prima della batteria con la solita espressione stranita. Dopodiché Koris cadde a terra priva di forze e di ossigeno. Quando aprì gli occhi vide Leonard e Lerry chini su di lei.
"Avresti potuto superare tutti in qualsiasi momento…" lasciò cadere Leonard.
"Sei una stronza" concluse più pragmaticamente Lerry. Koris annuì mormorando un rantolo che significava "Lo so".

Terminare la tesi è come fare l’ultimo 400. O meglio, gli ultimi duecento metri. Quando credi di non farcela ma sai che ormai è decisamente troppo tardi per ritirarsi. Quando si va all’abbrivio sull’arroganza perché qualsiasi altra cosa è esaurita. Quando l’impulso ad andare avanti è più forte dell’istinto di autoconservazione.
E soprattutto, quando non vedi l’ora di arrivare al traguardo per accasciarti e perdere i sensi (o vomitare anche l’anima, a seconda delle preferenze, ma Koris ha sempre favorito la prima opzione). Sentendoti dare della stronza, ovviamente.

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0 thoughts on “L’ultimo 400

  1. Chiara 21 giugno 2010 alle 20:16 Reply

    Alla via così!
    Fammi sapere quando ti laurei… potrei pensare seriamente di venire a far eun giro dalle tue parti quel giorno ^_^

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  2. Yaxara 21 giugno 2010 alle 20:36 Reply

    @Chiara: dritti e alla via, oserei dire. Io dovrei laurearmi (ci sono ben nove giorni in cui gli intoppi pre-consegna possono manifestarsi) il 16 luglio, stagione in cui Boulogne è più che insopportabile. Ma se venissi colta da follia fai sapere 😉

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  3. Senzaddio 21 giugno 2010 alle 23:40 Reply

    vieni pure Chiara, c’è molto lavoro da fare (piazzare napalm sotto le scrivanie di svariati docenti)…. una mano è molto gradita!

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  4. Yaxara 22 giugno 2010 alle 09:58 Reply

    @Senzaddio: il napalm è da buzzurri. Io mi rifaccio solo ed esclusivamente al bushido. Lo stile è stile.

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  5. Senzaddio 22 giugno 2010 alle 19:32 Reply

    l’ignoranza è un bene prezioso, ci si rende conto di questa innegabile realtà solo quando ormai è persa per sempre nei meandri della consapevolezza.

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  6. Chiara 23 giugno 2010 alle 17:55 Reply

    Accidenti, è l’unico week-end in cui sono via con Claudio. Tu cosa fai questa estate? Mi piacerebbe organizzare un ritrovo.
    Fammi sapere

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  7. Yaxara 23 giugno 2010 alle 18:32 Reply

    @Chiara: dai, se ne parla su Skype. Prima di settembre sarebbe carino combinare qualcosa!

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  8. Chiara 24 giugno 2010 alle 20:41 Reply

    Ok!

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  9. Senzaddio 24 giugno 2010 alle 23:43 Reply

    Sarebbe una buona idea… ritrovo galleggiante almeno posso fare la ruota facendomi chiamare "Skipper" e "Signore" LOL?

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