La parte insignificante della parte insignificante

Post ad alto contenuto di romanticismo, che merita di essere scritto in prima persona. Romanticismo scientifico, eh, il romanticismo che si fa con gli anelli è roba da Sauron. Che poi non si vada a dire in giro che sono una sdolcinata…
C’è una cosa che mi ha sempre commosso, in qualsiasi contesto se ne parlasse. Qualcosa mi ha sempre fatto (e fa tutt’ora) spuntare una lacrimuccia che sbugiarda il mio, sotto sotto, morbido cuore di panna. Questa cosa è Voyager. Anzi, la Voyager. Le sonde Voyager, per essere precisi. Per ragioni che stento a comprendere mi ha sempre commosso più Voyager 2 che Voyager 1.
Le Voyager sono due sonde americane lanciate alla fine degli anni ’70. Con la missione di andare avanti. Avanti finché ce n’è. Where no man has gone before, insomma. Una è oltre l’eliopausa, la zona in cui non sente più il vento solare. Bonaccia solare, insomma, ma ci pensa un buon vecchio motore a radioisotopi a mandarla avanti, almeno per un’altra quindicina d’anni. Arriverà nella costellazione di Ofiuco, ma probabilmente nessuno ci darà peso: ci vogliono giusto quei 40000 anni per raggiungerla.
L’altra invece va verso Sirio, i prossimi 296000 anni. Durante gli anni del liceo avevo appeso vicino al letto un poster di Saturno ripreso da Voyager 2 e in fondo covavo l’arcano desiderio di occuparmi della sonda alla deriva nello spazio. Poi mi sono messa in ragione e ho abbracciato le particelle.
Tutte e due le sonde si trovano a 13 ore luce di distanza dalla Terra. Ci vogliono tredici ore perché la trasmissione arrivi dalla Terra alle sonde. Altre tredici per il viceversa. Un ritardo considerevole e stavolta le poste italiane non c’entrano. Fa molto "Deserto dei Tartari" detta così.
Siccome noi esseri umani siamo vagamente presuntuosi, le sonde sono equipaggiate con un disco d’oro che vorrebbe spiegare qualcosa della razza umana a eventuali visitatori di passaggio (grande plauso per gli Austriaci che hanno messo l’aria della Regina della Notte). La mia personale opinione è che se venisse mai trovato, non saprebbero utilizzarlo. La gente non capisce le istruzioni del frullatore qui sulla terra, figuriamoci gli alieni. Comunque sempre meglio della placca dei Pionieer, vagamente sessista (perché la donna non saluta? Maleducato genere femminile terrestre).
Le Voyager stanno andando avanti, per chi o per cosa non si sa bene. Ogni tanto le contattano, ma dopo il 2015 saranno sole solette nello spazio interstellare. La cosa mi mette un po’ di tristezza. Forse perché, come diceva il mio professore di fisica nucleare, la distanza coperta dalle Voyager fa pensare che siamo una parte insignificate di un pianeta insignificante (Voyager di Giacobbo, ad esempio). E poi, cacchio, 33 anni che queste poveracce vanno avanti e qui sulla Terra preferiamo romperci le palle con stronzate. Qualche volta mi domando dove sarebbero se avessero un motore a ioni, che era il top della tecnologia quando mi interessavo al campo. Insomma, non sarebbe l’ora di andarle a prendere, prima che tornino indietro (e qui ogni riferimento a Star Trek: the motion picture è puramente casuale)?
Vabbé, basta fare i sentimentali con le solite storie d’amore a distanza. Mi asciugo la lacrimuccia e torno ai neutrini.

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0 thoughts on “La parte insignificante della parte insignificante

  1. laDurlindana 3 settembre 2010 alle 11:24 Reply

     Non conoscevo questa storia.
    Come avrei potuto? Sono una di quelle che si guarda i piedi quando cammina per strada… Sguardo irrimediabilmente basso.

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  2. emix 3 settembre 2010 alle 11:40 Reply

    capolavoro di romanticismo per nerd. Applausi figliuola, applausi scroscianti.

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  3. Sciuscia 3 settembre 2010 alle 12:18 Reply

    Quoto Emix.

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  4. Tron 3 settembre 2010 alle 12:57 Reply

    Subito ho temuto che parlassi della trasmissione di giacobbo, e invece… bellissimo post!

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  5. Yaxara 3 settembre 2010 alle 17:09 Reply

    @laDurlindana: va bene, lo ammetto: io mi sbronzo di astronomia fin dalla pubertà, per cui conosco storie più o meno edificanti su corpi celesti, sonde e simili. Ho cercato di smettere, poi mi sono iscritta a fisica…
      & Sciuscia: grazie mille! Si fa quel che si può per mantenere alto il tenore di nerdismo (o nerdaggine che dir si voglia) del blog. Per innalzarlo alle stelle dovrei comprarmi l’Xbox360 e rientrare nel tunnel dei videogiochi… allora anche l’ultimo passo sarà compiuto.
    @Tron: veramente, per essere proprio onesti come non usa in Italia, io Voyager lo guardo, ma su IuTub. Come si potrebbe guardare un comico, che sennò mi ci incazzo. Grazie per il commento! 🙂

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