Odio questo paese

Koris detesta la burocrazia con odio anche superiore alla media nazionale, ma sa che la burocrazia è l’unica costante dell’universo, come dice Bones McCoy, per cui ci si sottomette.
Da oltre confine richiedono un certificato di nascita tradotto in lingua. Dopo una lunga discussione con l’Amperodattilo e un’opera di convincimento non da poco, Koris afferra il motorino di Orso e si dirige verso il comune di Merdopoli. Il motorino, meglio conosciuto come "quel gran cesso del motorino di Orso", tossisce come Violetta nella Traviata e non ne vuole sapere di partire prima del settimo tentativo. Quando finalmente si mette in moto, svela un terrificante segreto: è in riserva. Koris divinizza suini, dopodiché decide di partire lo stesso.
Scende dalla collina e si dirige verso Merdopoli, che per l’occasione si è trasformata in un grande ingorgo brulicante di auto enormi. Nella zona del porto sputano tir come se fossero funghi. Centauri sessantenne cercano di passare sui tetti delle auto. Moto da cross intasano l’atmosfera già umida e irrespirabile di suo. Koris rischia di essere travolta da una BMW di un crocerista, ovvero uno di quelli che vanno a sperperare i loro guadagni sul condominio galleggiante della Costa Crociere. Lo Stato Maggiore si perde, si districa a fatica fra le rotonde e la viabilità modificata, ringrazia di non essere in macchina.
In modo ancora sconosciuto Koris giunge sana e salva in comune. E lì si perde per le seconda volta. L’anagrafe era il luogo in cui lavorava nonno Koris, ma il comune è si trasformato nel labirinto del palazzo di Minosse. Koris prima guarda allo sportello uno, quello delle carte di identità, affollato come non mai, e decide che non fa per lei. Poi prende un numero allo sportello otto, convinta di ciò che sta facendo. Ma si rende conto che forse per risalire i 23 anni trascorsi non è necessaria una ricerca anagrafica storia. Per cui cestina il numero e torna nel dedalo, degno dei peggiori platform. Lo Stato Maggiore guarda dubbioso la scritta "concessioni cimiteriali", decidendo che non chiederà lì il certificato di nascita e non indagherà sulle concessioni. Poi fiat lux, compare lo sportello 12 "certificati di nascita". Chiuso. Koris prende il casco e si prepara a scagliarlo contro il vetro. Poi nota una scritta: "Rivolgersi allo sportello 13".
A questo punto lo Stato Maggiore si persuade di essere finito nella Casa Che Rende Folli. Tuttavia ha bisogno di quel certificato e si reca allo sportello 13 "Pubblicazioni di matrimonio". Si mette in coda dopo due coppie, una estasiata, l’altra funerea. Gli entusiasti parlano di fedi, di bomboniere, abiti e cose del genere. I funerei firmano scartoffie senza guardarsi e senza parlare. Alle loro spalle, Koris depenna la voce "matrimonio civile" nella lista delle "Cose Che Una Volta Nella Vita Possono Capitare". Dopodiché è il suo turno.
"Mi serve il mio certificato di nascita"
"Non possiamo farlo"
"C’è scritto che qui lo fate"
"Sì, ma non possiamo"
"Guardi, mi basta anche in carta semplice, soltanto una traduzione, se possibile"
"Sì, sì, la traduzione possiamo farla, ma non possiamo fare il certificato"
"E perché mai?"
"Perché la stampante è rotta"
Koris si augura di aver capito male.
"Come sarebbe a dire?"
"Sì, ogni tanto va, ogni tanto non va. Oggi non va"
"E quando pensate di ripararla?"
"Ah, non lo sappiamo, sono settimane che è così"
Al che Koris perde la pazienza.
"Senta, io ho bisogno di quel certificato in pochi giorni…"
"Il massimo che posso fare per lei, signorina, è prendere il suo nominativo. Provi a telefonare domani pomeriggio, se è fortunata magari la stampante va"
Conoscendo la fortuna di Koris e la burocrazia italiana, quel certificato non arriverà mai.

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0 thoughts on “Odio questo paese

  1. Talebragno 6 settembre 2010 alle 22:32 Reply

    Potevi chiedere una stampa su un PDF da farti mandare a casa via mail.
    Non sarebbe cambiato nulla ma almeno ti saresti divertita nel vedere l’espressione di una persona convinta di parlare con un UFO.

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  2. Yaxara 6 settembre 2010 alle 23:49 Reply

    @Talebragno: avrebbero chiamato il prete per un esorcismo, pdf potrebbe anche essere una bestemmia articolata. Oppure avrei potuto dire "Niente PDF? Vabbé, Scotty, beam me up" e allora avrebbero chiamato la neuro. 😛
     

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  3. laDurlindana 7 settembre 2010 alle 11:51 Reply

     Scusami se non mi curo di tutto il post, ma solo di un particolare, ma, per caso, quella era la citazione da un film di Asterix e Obelix?

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  4. Yaxara 7 settembre 2010 alle 13:28 Reply

    Già, proprio quella. Volevo mettere il link di iutub, ma lo ho già ripetuto troppe volte nel passato…
     

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  5. LadyMarica 7 settembre 2010 alle 16:27 Reply

    Io quoto talebragno, ma avresti dovuto filmarmi la reazione, perché oltre alla costante della burocrazia, nell’universo, è assai probabile che siano costanti anche i deficienti in questi uffici. O al massimo i fancazzisti. Ma Brunetta lo schifo e lo odio eh 🙂 

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  6. Yaxara 7 settembre 2010 alle 19:27 Reply

    @LadyMarica: tanto ci devo tornare, che la questione non è mica sanata. Mi porterò dietro una troupe, così possiamo girarci un film horror. 😛
    E Brunetta… beh, Brunetta è peggio di Brontolo. U Babbu fa battute molto politicamente scorrette ma esilaranti, al riguardo.

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