Koris vs Burocrazia, oltre confine

(Che poi oltre confine è un problema ontologico. Yaxara si trova oltre confine in Francia o quando sconfina dalla Francia? Essendo che la situazione non è più così provvisoria, a meno che non si vogliano considerare provvisori tre anni di vita, bisognerebbe porsi il problema)
Koris ha ricordi molto vaghi della sua iscrizione all’università. Ricorda che era un martedì pomeriggio, che i corsi erano già cominciati e che era alloggiata in un’orribile foresteria universitaria con Hana. Ricorda inoltre che dell’università non aveva capito ancora molto, la stessa situazione in cui si trova adesso col dottorato.
Le due non-ancora-matricole-ma-quasi si erano avventurate in segreteria a scienze in una Boulogne orribilmente piovosa ed umida che faceva rimpiangere di aver lasciato Valinor. Koris aveva tentato una fallimentare iscrizione su internet, arenatasi alla richiesta del pagamento tasse.
"Io sono borsista, mica devo pagarle le tasse!"
Koris e Hana, al pronunciare le parole immatricolazione, furono gettate fuori dalla segreteria per essere date in pasto al mostro chiamato AlmaWelcome, ancora prima che finissero la frase con le parole Collegio Superiore.
L’AlmaWelcome le rispedì in segreteria appena terminarono la frase. La segreteria, condita con italica scortesia, voleva rispedirle in mezzo alla strada. Quindi Koris si mise a strillare, finché non fu ricevuta da una segretaria particolare che riuscì a iscrivere le due pellegrine.
Della burocrazia di laurea questo blog ha ampiamente parlato, sia per la triennale che per la magistrale.
Qui in Francia la burocrazia è parimenti macchinosa. Per il contratto di dottorato, accettazione del principio di laicità a parte, è necessario presentare una lista di documenti. Lista lunga sei pagine, punto più, punto meno.
La differenza con l’Italia è la gentilezza con cui gli addetti alle segreterie si rivolgono ai malcapitati. La segretaria addetta al dottorato ha spiegato a Koris per filo e per segno dove andare a procacciarsi tutti i documenti necessari. In un francese a mitraglia, ma ha pur sempre fatto lo sforzo (che Koris non abbia capito niente e abbia vagato per l’enorme facoltà di scienze come un fantasma è un altro discorso).
La segretaria addetta agli affari esteri è stata eletta il nuovo Koris-angelo. Koris va a scocciarla due volte al giorno (ed è qui da poco più di 48 ore) e non è stata ancora cacciata a male parole. Anzi, ha preso il Koris-contratto e si è incaricata di andare a farlo firmare al rettore. Infine si è offerta di aiutare le povere dottorande ad aprire un conto in Francia. Ancora prima ha procurato loro l’alloggio a distanza, senza scomodarle per farle giungere a Marsiglia apposta. È un nume agli occhi miei.
Tutte le segretarie in generale, quando non sanno come aiutare, aggiungono un "je suis désolé". Che non risolve il problema, ma non peggiora la giornata.
Koris aspetta a cantare vittoria perché anche Marseille ha i suoi lati negativi (ad esempio le reti che dovrebbero esserci e non ci sono, causando crisi di astinenza al tossico Stato Maggiore), ma per ora il soggiorno potrebbe essere più piacevole del previsto. Alla fisica (quando torna dalle Canarie) l’ardua sentenza.

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