Il senso delle cose

Fugace Koris-riflessione prima della prima riunione del gruppo che si occupa dei maliardi neutrini cosmici.
L’aver ricominciato a lavorare, o comunque a fare qualcosa di diverso che girarsi i pollici, dà una dimensione nuova al week-end. Prima era un giorno come gli altri, caratterizzato giusto dall’invasione dei nordici sulle spiagge di Valinor e condito con le colorite imprecazioni di U Babbu per l’assenza dei parcheggi. Il week-end dava persino un po’ fastidio, ma alla fine non c’era gran differenza col resto della settimana. Un giorno, il giorno dopo e un altro ancora sempre dello stesso niente.
Invece, dopo soli sette giorni di pseudo-dottorato, il fine settimana ha già un’altra dimensione. Sarà che Koris aveva calibrato i bioritmi per andare a dormire all’una passata e svegliarsi alle otto e mezza e la sveglia un’ora prima la sta destabilizzando. Probabilmente è quello, più che un effetto "Sabato del villaggio", molto leopardiano ma poco adatto a dottorandi debosciati.
Certe cose sono come la fascia di ozono: ne senti la mancanza proprio quando non c’è più.

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0 thoughts on “Il senso delle cose

  1. Emix 8 ottobre 2010 alle 17:56 Reply

    Lo sapevi che l’ozono, prima di bucarsi, si faceva le canne?
    AH AH AH AH AH AH AH.

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  2. Yaxara 8 ottobre 2010 alle 17:57 Reply

    LOL. Non approfittare della mia stanchezza post-laboratoriale per propinare humor di dubbia moralità… 😛

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