La sposa neutrino

Koris alla fine si è arresa. È tornata a lavorare in OPERA, mestamente, con la coda fra le gambe. Non poteva fare diversamente, del resto. È esperta in quello e nient’altro. Che poi esperta è una parola grossa.
"Ma certe cose non te le scegli e la vita è ingiusta. Come quando decide di farti diventare madre a 23 anni. Beh, quasi 24, siamo onesti"
Non lo sa nessuno. Non lo sa il Senzaddio, non lo sanno i Maiores, non lo sa il laboratorio. Lo sa lo Stato Maggiore e tanto basta. Magari meno gente lo sa e meno la cosa è reale. Quanto meno nella logica perversa di Koris.
Comunque sia, data la attuale consapevolezza, i cinque brick appena arrivati dal Gran Sasso sembrano alti quanto la montagna che ospita OPERA. Insormontabili quasi quanto il meeting della settimana prossima con i nipponici T. e A., i coniugi del Sol Levante a cui non va regolarmente mai bene niente, in particolare il Koris-lavoro.
Sono le due del pomeriggio, il tempo è orribile e umido e Koris avrebbe voglia di prendere quei cinque brick e tirarli dalla finestra, 57 emulsioni nucleari per brick, incurante delle loro necessità di temperatura controllata.
Suona lo Schiphone. È il Senzaddio.
"Scommetto che sei ancora in laboratorio"
"Ovvio che sono ancora in laboratorio. Dove pensi che dovrei essere?"
"Cosa succede oggi alle cinque?"
"Mancherà un’ora all’uscita? Non lo so, ho una vita vomitevole, il mio cervello fa acqua da tutte le parti e noi dovremmo parlare…"
"Comunque mi sembra improbabile che non te lo ricordi. Vuoi farmi uno scherzo come al solito"
"Lo giuro su Trillian che è quanto di più caro abbia al mondo, non lo so"
"Ci sposiamo"
"Come sarebbe a dire che ci sposiamo?"
"Sì, ci sposiamo. Mica lo ho deciso io adesso, ne parliamo da mesi"
"Mesi?! Ma io, OPERA, il dottorato…"
"Beh, alle cinque io mi sposo, con o senza di te. Ciao, dottoressa"
Merda. Merda cosmica. Ed era pure segnato sull’agenda di Trillian, quindi nessuna scusa. Tocca mollare tutto, brick, neutrini e compagnia, per filare a casa. Cosa non facile, visto il traffico che accompagna Koris fino all’uscio, assieme alla sfiga che regna sovrana su di lei in secula seculorum.
A casa Koris ovviamente regna il casino più totale. U Babbu è in registro festoso, quasi molesto. Orso, dall’alto della sua saggezza, è non pervenuto per recarsi alla ricerca dello champagne. L’Amperodattilo sta agghindando la casa e persino la gatta.
"Non ditemi che vi ricordavate tutti che io mi sposo oggi!" esplode Koris, che avrebbe da fare tutt’altro terribile annuncio. Lo Stato Maggiore pensa che suicidarsi e divenire la sposa cadavere sia l’unica soluzione.
"Certo che lo sapevamo tutti. Solo tu non ti ricordi mai niente, presa come sei dal tuo dottorato. La fisica, la fisica, sempre la fisica! Che ci troverai poi in quei neutrini lo sai solo tu…"
"E dove dovrei sposarmi, di grazia?"
"Nella chiesa in cui ci siamo sposati noi, quella a picco sul mare"
"Chiesa?! Mi rifiuto di chiedere che il Senzaddio abbia accondisceso a sposarsi in chiesa! E poi non abbiamo i requisiti minimi di sistema, nessuno dei due"
"Ma con rito civile, scema"
Koris si sente in trappola. Tutti hanno pensato a tutto. Forse aveva pensato a tutto lei stessa, ma se n’è dimenticata. U Babbu si veste e va in chiesa ad occuparsi di ospiti che sfuggono alla Koris-memoria e, soprattutto, del Senzaddio. Che sarà vestito di blu perché ha sempre ripetuto che se mai avesse dovuto sposarsi si sarebbe sposato in blu. Sembrerà Jack Aubrey di "Master and Commander" e sarà fichissimo. A questo punto allo Stato Maggiore viene un terribile dubbio. Si guarda addosso: è vestita coi suoi soliti stracci, jeans e maglietta.
"Amper, scusa, ma io avrò pur pensato a un vestito da sposa…"
L’Amperodattilo sfodera quel sottile sorriso bieco proprio dei momenti in cui parla di abbigliamento con Koris.
"Non che io sappia. Avevi detto che ci avresti pensato tu, che avresti fatto una sorpresa a tutti"
Merda episodio due. Koris si è dimenticata persino del matrimonio, figurarsi pensare a un vestito. E intanto sono le quattro del pomeriggio, il tempo stringe e le idee latitano. Poi un’illuminazione.
"Il mio vestito estivo blu!"
"Ma è novembre!"
"È l’unica cosa decente che possiedo. Mica posso sposarmi con lo stesso vestito della laurea"
"Ma non puoi nemmeno sposarti in minigonna. Poi è in cantina"
"Vallo a prendere"
"Non farai mai in tempo"
"La sposa si fa sempre aspettare"
Ovviamente il tempo per trovare il vestito è pare a un’era geologica. Fuori è già buio e sembra fare persino piuttosto freddo. La giornata ideale per stare in laboratorio fino a mezzanotte, non per sposarsi.
"Eccoti il vestito. Hai idea di che scarpe metterci?"
"Possiedo solo scarpe da ginnastica"
"Escludo categoricamente che tu ti sposi in scarpe da ginnastica!"
"Affrontiamo un problema per volta, per piacere"
Koris si veste. Sembra un sacco della spazzatura in formato umano. La depressione la assale mentre rifiuta sdegnosamente il velo che l’Amperodattilo cerca di metterle sulla testa. È incinta, ha un sacco di lavoro da fare e sente di essere sul punto di esplodere. In un fungo non atomico, ma leptonico.
"Amper, io non posso sposarmi"
"Ma come non puoi sposarti? Sono già le cinque e mezza, sei in ritardo e tutti ti aspettano"
"Io… non me la sento"
"Dovevi pensarci prima"
"Non escludo di averlo fatto"
"E il Senzaddio? Lo abbandoni così?"
"Gli spiegherò. Capirà. Se mi vuole bene sono sicura che capirà il mio gesto…"

Ore 7:45, Koris si sveglia nel suo microbico letto di Marsiglia, dottoranda non di OPERA ma di ANTARES, senza prospettive di matrimonio a breve termine. E con un’unica consapevolezza: le proiezioni notturne, altresì note come attività onirica delirante, sono ricominciate. Dense di emozioni fino al risveglio, lasciano scosse anche dopo la fine del film. Psicologi astenersi da comprendere, lo Stato Maggiore non vuole responsi.

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0 thoughts on “La sposa neutrino

  1. Emix 6 novembre 2010 alle 00:19 Reply

    Uffa io non sognerò mai di andare in sbattimento per via delle scarpe da indossare al mio matrimonio!
    Meglio così che gay, dichiarerebbe un noto statista. E stavolta non sto parlando d Charley 02, il mio amico tassista.

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  2. Yaxara 6 novembre 2010 alle 09:46 Reply

    È stato un sogno disagevole, lo ammetto.
    E stai ovviamente citando il miglior statista che l’Italia abbia mai avuto… cheddico! L’Europa! Cheddico! Il mondo! Cheddico! La Galassia! (Basta così che poi Spock mi picchia…)

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  3. laDurlindana 6 novembre 2010 alle 10:49 Reply

     Guarda, stavo commentando davvero lo giuro, ma mi hanno chiamato da fastweb per una promozione e sapere se per caso pago il canone telecom. Gli ho risposto a fastweb che non erano fatti suoi e, salutando, ho riattaccato.
    Ora sto aspettando per vedere se si riazzarda a richiamare.

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  4. Yaxara 6 novembre 2010 alle 11:56 Reply

    @laDurlindana: se è per questo io sono assediata dalla Vodafone sul cellulare. Anche oltre confine. Mi domando come i francesi chiamino lo stalking…

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  5. LadyMarica 8 novembre 2010 alle 22:40 Reply

    Io tra una pagina di studio e l’altra leggo i tuoi post, che mi fanno bene al morale 🙂
    Ma sei incinta?

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  6. Yaxara 9 novembre 2010 alle 00:01 Reply

    @LadyMarica: non che io sappia. Non che sappia nemmeno il Senzaddio, quindi qualora lo fossi qualcuno mi trovi uno spirito santo di corsa. Ma lo vedo piuttosto arduo, per mia fortuna.
    Mi fa piacere alzare almeno un pochino il morale. In fondo lo scopo di questo misero blog voleva essere anche quello! 🙂
    P.S. Quando hai tempo e connessione stabile, ci facciamo due chiacchiere…

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