Un week-end di non ordinaria follia

"Che bella!"
"Chi? Dove?"
"Laggiù, guarda! È una signorina splendida, una gioia per gli occhi…"
"Se lo dici tu…"
"È terribilmente sexy"
"Mah…"
"E ha un culetto bellissimo"
"Certo, lei, ovviamente…"
"Con lei farei di tutto, qualsiasi cosa"
"Ah-ah"
"Adesso vado e chiedo"
"E cosa vorresti chiedere? E in che lingua?"
"Tu non ti preoccupare che ci penso io. Peccato per quel giallo che non le dona tanto, ma pazienza"

barca_marsiglia
(La signorina di vetroresina che ha conquistato il Senzaddio)

Fede
(Lo sguardo innamorato, quasi commosso, del Senzaddio.
Siccome la macchina fotografica era saldamente nelle Koris-mani,
Non c’è testimonianza della gelosia dello Stato Maggiore)

Il Senzaddio è arrivato alle 15:00 di venerdì pomeriggio, dopo un viaggio di otto ore. Koris è andato a raccoglierlo in stazione, dicendosi che in fondo al venerdì c’è gente che non si presenta nemmeno, per cui poteva concedersi il pomeriggio. Il sentimento è stato quello di andare a incontrarsi con l’amante tradendo la moglie.
Una volta giunto sul suolo francese, il Senzaddio ha colonizzato i sette metri quadrati in cui Koris vive, ridacchiando fra sé.
"Questo castello è talmente enorme che ho paura di perdermi. Devo aver lasciato le scarpe nello stanzino del secondo piano della reggia…"
"Minchione"
si è eletto a tentatore e propagatore del vizio e del malcostume alimentare.

"Finché sono qui non voglio sentir parlare di fisica, di ANTARES e di SeaTray. Chiaro?"
"Sì, chiaro"
"Se no mi metto a parlare di quella cosa che ti dà gli incubi"
"Cosa?"
"Indovina"
"Bazilla?"
"No, ma potrei anche. Quell’altra cosa…"
"Attualmente mi sfugge"
"Il matrimonio. Potrei dire cosa penso di…"
"No! No, no, no! Pietà, il matrimonio no!"
"Va bene, ho capito che dovrò rassegnarmi ad una perpetua convivenza, o no?"
"Facciamo che non ne parliamo adesso"
"E andiamo a fare la spesa"
"Perché dovremmo fare la spesa? C’è un sacco di roba da mangiare"
"Sì, come no, ti conosco. Quando sei sola, sei così dura con te stessa che a confronto Leonida e i trecento delle Termopili erano bambini piagnucolosi"
"Ora non esageriamo, diciamo piuttosto che evito gli sprechi"
"Comunque oggi comando io, la spesa la faccio io"

Il vizio alimentare si è concretizzato il mezzo chilo di pistacchi consumati in parte come aperitivo il venerdì, in parte davanti a "Scary Movie", un pacchetto di frutta secca caramellata con cioccolato elargito da un sordido spacciatore sulla Canebière (che in quella giornata avrà fatto affari d’oro), una bottiglia di blanquette a buon mercato ("Ma no, dai, la blanquette no, a che serve?" "Zitta, lo dico cosa si prende e cosa no: questa si prende"), una colazione a base di baguette e nutella.
Il Senzaddio si è inoltre impadronito della cucina comune, sostenendo che cucinare faceva parte, così come il vizio, del suo contratto sindacale con lo Stato Maggiore. Koris non ha osato opporsi.
Per contro, portare il Senzaddio al Vieux Port è come passare un pomeriggio di shopping a Milano con una diciassettenne alla moda. Si guarda tutto, ci si ferma ogni dieci passi, si passa un quarto d’ora a contemplare ogni cosa.

Attualmente il Senzaddio ha varcato nuovamente il confine, alla ricerca di un regionale che lo riporti a Valinor. Koris invece è nella sua reggia a Marseille, con un pacco di schiacciatine di riso prosciugato dal Senzaddio ormai contumace e una cena da preparare con una voglia latitante.

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0 thoughts on “Un week-end di non ordinaria follia

  1. LadyMarica 14 novembre 2010 alle 20:15 Reply

    Le barche. Adesso le barche hanno un senso. Hanno molto senso. Hanno davvero senso.
    Per il resto il tuo post poco più sotto, alla cortese attenzione del Senzaddio, avrebbe convinto chiunque 🙂
    (p.s. bello anche il piccolo disclaimer qui sotto che io noto solo oggi)

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  2. Yaxara 14 novembre 2010 alle 21:58 Reply

    @LadyMarica: il Senzaddio ha un passato e un presente (e forse un futuro) in mezzo alle barche. Io mi sono inserita fra lui e il suo grande amore come una variabile impazzita, solo che ogni tanto si vede un ritorno di fiamma.
    Se il mio post non lo avesse convinto, c’erano sempre le cattive maniere. Quelle funzionano sempre.
    Il disclaimer mi è sembrato necessario, solo che non volevo suonasse troppo pesante o minaccioso. 😛

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  3. Emix 15 novembre 2010 alle 01:24 Reply

    Disclaimer? quale disclaimer? Non farei prima a cercarlo e a leggerlo piuttosto che fare domande idiote? Sia quel che sia, cara Yax, ho deciso che Drink! ospiterebbe più che volentiere un guest post scritto da te.
    Onori che capitano a pochi. Hai carta bianca, puoi anche farmi aspettare dei mesi, ma sappi che aspetto.

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  4. Yaxara 15 novembre 2010 alle 08:37 Reply

    Ommioddio, quale assurdo onore! Un guest post su Drink! Mediterò, riesumando il mio passato da videogiocatrice…
    Potrebbe volerci un po’ di tempo, in questo periodo c’è un po’ di casino nella mia vita e mi fanno scorrazzare da una parte all’altra dell’Europa.
    Per il disclaimer, beh, non è importante, Emix è al di sopra di ogni disclaimer di sorta.

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  5. Pacatamente 15 novembre 2010 alle 19:25 Reply

     Che belli i ricongiungimenti..

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  6. Yaxara 15 novembre 2010 alle 20:22 Reply

    Più che altro sembrano congiunzioni astrali attese da millenni, giorni mirabili, eventi cosmici… ma così è, che ci paia o meno. Alla fine non ce la passiamo nemmeno troppo male, per avere 400 km a fare da terzi incomodi.

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