Anche Koris nel suo piccolo si incazza

Ci sono quei giorni in cui capisci che alzarsi dal letto è stata una pessima idea. Soprattutto se la giornata precedente è stata foriera di bile nera. Si aggiunga inoltre di aver sognato di dover rifare l’ultimo anno del liceo, non l’esame di maturità, solo la frequenza dell’ultimo anno. Da spararsi nelle gonadi, soprattutto se maschili, che fanno più scena.
Se fossi un un re ittita come Suppiluliuma andresti a razziare il regno confinante senza un perché, se fossi Oda Nobunaga sarebbe il giorno giusto per fare una montagna di teste, nasi e orecchie, se ti sentissi letterario e fossi Lord Voldemort ci sarebbe una pioggia di Avada Kedavra.
Non essendo nessuno dei precedenti ed essendo per giunta sprovvista della sua lama Nimi, Koris si accontenta di aggirarsi con la voglia di urlare "sono incazzato nero e tutto questo non lo accetterò più!". Non lo fa solo perché non ha (ancora) trovato una traduzione in francese.
Koris ha una sola parola, non promette se non può mantenere, se dice una cosa è quella senza troppi ma e però. Qualora dovesse venire meno, cerca prima di trovare una soluzione poi recede. L’illusa un tempo si convinse che la maggior parte del mondo non poteva che fare così, altrimenti si finiva tutti gioiosamente in merda.
L’illusa era appunto un’illusa. O meglio, è. Che sta cominciando ad avere le palle strapiene dei contrordini e di quelli che dicono una cosa e ne fanno un’altra. Senza curarsi di avvertire, se le loro azioni hanno ripercussioni su altri o meno.
Koris è stufa di subire gli effetti collaterali del menefreghismo (e buon sangue non mente data la provenienza) altrui.
Koris è così superbamente incazzata che nemmeno SeaTray ha osato opporsi al suo volere, una volta fiutata l’aria.

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0 thoughts on “Anche Koris nel suo piccolo si incazza

  1. L'Incognito 16 novembre 2010 alle 11:36 Reply

    "je suis vraiment en colère et je ne accepterai plus touts ces trucs!"

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  2. Yaxara 16 novembre 2010 alle 11:52 Reply

    @L’incognito: "en colère" non è abbastanza. E non è sufficientemente volgare per i miei scopi.

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  3. Pacatamente 16 novembre 2010 alle 13:48 Reply

     Bhe, secondo la consuetudine per la quale tutti sanno, anche senza parlare altra lingua se non la propria, dire si/no/ciao/varie parolacce in tutte le lingue del mondo non dovrebbero esserci problemi a dirlo in italiano e farsi comprendere.

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  4. Yaxara 16 novembre 2010 alle 13:55 Reply

    Questo in effetti è vero, e il luogo pullula di italiani, per cui il messaggio sarebbe recepito, persino dal vero e proprio destinatario (madrelingua, per altro). Però dirlo in Francese fa più effetto e potrebbe ritornare utile in caso si verificassero spiacevoli inconvenienti col mio Responsabile Replicante Transalpino.

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