Love Koris #2

Episodio precedente: Love Koris #1

Koris iniziò a fare atletica che aveva quindici anni appena compiuti. Ebbe un colpo di fulmine incompreso con Lerry, che all’epoca era già no global ma non ancora frate trappista, che andava a prenderla in vespa il martedì e il giovedì e che le dava il casco di Sarona, fidanzata di Lerry e alunna di U Babbu. Lo Stato Maggiore non aveva ben chiaro se Lerry ricambiasse o meno, quindi seguitò, con i quattro allenamenti alla settimana e le gare nel week-end.
Fu quando, tempo dopo, Lerry partì per stare tre mesi in Corea a preparare la tesi che accadde il fattaccio. La tragedia. Il peggio del peggio. Del peggio. Ghesy, saltatore in lungo di un anno più vecchio di Koris, andò al cospetto dello Stato Maggiore e si dichiarò. Costui, proveniente da sancta sanctorum degli sfigati cosmici, aveva tentato più avvicinamenti, raccogliendo informazioni che la perfida Yaxara elargiva errate, perché essere carogne è un stile di vita. Lo Stato Maggiore deliberò senza troppa serietà.
"Mah, sarà la solita storia da due settimane e via"
"Ma a te piace?"
"Nemmeno un po’, ma a giudicare dall’espressione disperata, se gli diciamo di no questo si impicca"
"Non credo che sarebbe una grave perdita per il genere umano…"
Koris aveva quasi 16 anni e le idee piuttosto confuse sul rapporto di coppia. Disse di sì per tedio.
Fu una cazzata e lo Stato Maggiore se ne accorse subito, fin dal momento in cui Ghesy tentò disperatamente di trovare delle affinità per dimostrare che erano fatti l’uno per l’altra ("Tifiamo la stessa squadra di calcio" "Veramente a me del calcio non può fregare di meno" "Beh, ma io e tuo fratello tifiamo la stessa squadra"). Ma tant’è, non è che fosse molto impegnativo. Si trattava si sopportare quelle sporadiche incursioni bavose durante gli allenamenti, tollerare un "piccolina, sei la mia piccolina" senza ricambiare e reprimendo l’istinto di strappargli un orecchio a morsi, staccargli le mani dai magnifici miei quarti reali qualora si facesse insistente. Niente di più.
Di ritorno dalla Corea, Lerry li convinse che si amavano, anche se lo Stato Maggiore non ne era per niente persuaso, Yaxara in primis.
Ghesy proponeva di uscire, Yaxara declinava dicendo che doveva studiare, mentre cercava di finire la campagna di Dynasty Tactis attaccata per ore alla PlayStation 2, oppure in tenera comunione con Mercury a scrivere qualche pezzo per il gioco di narrazione su Star Trek.
Ghesy teneva gelosamente celata la sua relazione ai genitori, per cui non aveva mai soldi nel cellulare, cosa di cui Koris era immensamente grata. L’Amperodattilo, al contrario, sapeva tutto e non capiva.
"Io vado a giocare a D&D con L. e tutti gli altri, poi degenereremo in una partita a Magic, torno a casa per cena"
"Ma è sabato, di solito le ragazze escono col fidanzatino!"
"Di quale fidanzatino stai favoleggiando?"
"Ghesy. Non andate al cinema, o a fare una passeggiata in centro…"
"Che Nostra Signora della Sfiga con i Dadi ce ne scampi e liberi! Vado che ho un’elfa druida da far salire di livello"
Ghesy chiese una sola volta di poter vedere dove la sua presunta ragazza andasse. Probabilmente si spaventò al secondo "fammi un tiro salvezza" o al "metto in gioco sedici pedine scoiattolo!" oppure al "ti countero la magia! E adesso rispondi se sei capace, pivello!". Ne fuggì disgustato, cosicché lo Stato Maggiore ebbe campo libero e guinzaglio lungo. Koris fu un po’ meno grata quando lui scoprì le chiamate a carico del destinatario, che lo Stato Maggiore rifiutava allegramente.
L’estate in cui i tubi di casa Koris esplosero al gran completo e la famiglia si stabilì nelle steppe della Valbormida si verificò il punto di minimo storico. La madre di Ghesy scoprì il love affaire del pargolo, convincendosi che Koris lavorava per qualche hot-line e battesse la via Aurelia nel week-end per arrotondare. Così telefonò l’Amperodattilo, che si esibì in un cazziatone in grande spolvero per tutto lo Stato Maggiore.
"Ma cosa ci hai fatto con questo qui?!"
"Niente, manco è buono per farci il brodo!"
"E allora quelle chiamate alle hot line di cui dice sua madre?"
"Che colpa ne ho io se è un imbecille dedito all’onanismo con le gonadi al posto del cervello?"
Koris si ripromise di abbandonare un siffatto uomo per dedicarsi alla zoofilia (o all’ascetismo nerd), ma Lerry si mise in mezzo.
"Ma vuoi mollarlo?"
"Mi ha dato né più né meno che della passeggiatrice, che dovrei fare?"
"Perdonarlo"
"Sposarlo sobbarcandomi anche le spese del matrimonio no, per caso?"
"Lo sai che ha smesso di mangiare? È disperato, ti ama. Se lo abbandoni si lascerà morire di fame"
"Meglio, più ossigeno per tutti gli altri"
"Da quanto è che state assieme?"
"Stare assieme, adesso… non usiamo parole forti. Diciamo che gli piacciono le mie chiappe"
"Piacciono anche a me"
"Sì, lo so che sei un porco"
"Allora, da quanto state assieme?"
"Ho fatta la cazzata di dirgli di sì dieci mesi fa"
"E vorresti buttare via dieci mesi di investimento affettivo?"
Come investimento era paragonabile a un bond argentino, ma Koris decise di andare avanti. L., che ronzava attorno a Koris e alle sue druide elfe, se ne ebbe grandemente a male, ma nessuno nello Stato Maggiore ci fece caso. Così come non si accorse della corte spietata che le faceva il suo master di Dungeons and Dragons e del GDR di Star Trek, tutto intento a schermagliare con L. per contendersi i favori di Koris, che di favori non ne concedeva a nessuno. In compenso raccoglieva il meglio da entrambi, in termini di personaggi gonfiati e una discreta collezione di Magic di un certo valore.
Koris e Ghesy arrivarono a un anno assieme, stando quanto meno al calendario. Ghesy decise di agire da principe azzurro, prese in biblioteca una copia di "Dating for dummies" e portò fuori Koris. La invitò a mangiare una pizza, ma non si curò di prenotare. Vuoi per uno sfortunato giro di coincidenze, non c’era posto da nessuna parte. I due finirono a cenare in un simil Spizzico. Koris stava mangiando un trancio di pizza rancida quando Ghesy le allungò un pacchettino. Dentro c’era un braccialetto d’argento con lune e stelle, fine, aggraziato, luccicante. "Minchia," si disse Yaxara, in mezzo a un attonito Stato Maggiore "allora ogni tanto ci sa anche fare".
"Ti piace?"
"Molto carino"
"È di mia madre. Mi ha detto di dartelo, io non sapevo bene che fare, altrimenti…"
La classe era già morta e sotterrata, ma una nuova caduta di stile era in agguato. Appena Ghesy si alzò per pagare e tornò mestamente indietro.
"Senti, non è che potresti pagare tu? Sono uscito senza soldi"
Perse anche l’ultima chances della serata quando Koris si incantò a guardare i fulmini che cadevano sul mare.
"Non è uno spettacolo fantastico?"
"Mah, non so, non direi. Anzi, mi rende inquieto, torniamo in macchina che ho paura"
Membri esagitati dello Stato Maggiore urlavano vendetta mulinando lunghi coltelli e trinciapollo (lo Stato Maggiore era ancora in fieri e l’arsenale non era quello attuale). Una volta saliti in macchina, una Panda verde acido, fece l’ultima stronzata del loro rapporto.
"Senti, ma ormai è un anno che stiamo assieme…"
"Così pare"
La Koris-diplomazia era passata a miglior vita.
"Non è che noi…"
"Noi cosa?"
"Sì, beh, insomma…"
"Insomma cosa?"
"Potremmo… beh, hai capito"
"No, non ho capito nulla"
"Quella cosa lì…"
"Quale cosa? Il freno a mano? Il cambio? Il volante?"
Ghesy era più viola di una melanzana, Koris era furibonda e propensa al romanticismo quanto una tigre albina a digiuno da una settimana.
"Stai parlando di sesso?"
Ghesy annuì timidamente.
"Scordatelo"
"Ma… ma… li miei amici mi hanno detto… cioè, tutti quanti…"
"Io non sono tutti quanti"
"Dai, secondo me ti piacerebbe…"
"Secondo me no. Non ho neanche diciassette anni, nella vita ho di meglio da fare. Poi non mi stavi riportando a casa?"
Il giorno dopo Koris era tornata felicemente zitella, libera come l’aria e padrona delle sue chiappe.

Il seguito alla prossima puntata.

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0 thoughts on “Love Koris #2

  1. Pacatamente 24 novembre 2010 alle 21:06 Reply

     No, dico. Un’eroina..
    Voglio il tuo poster da mettere in camera.

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  2. kurdt 25 novembre 2010 alle 03:33 Reply

    Francamente, è irrealistico.
     
    Nella mia lunga esperienza di giocatore di magic, non ho mai conosciuto una ragazza capace di comprendere il funzionamento della pila.
     
    A d&D invece andava meglio, capivano il funzionamento, anche se avevano le tendenza a mettersi nei casini, le tipe dico.
     
    😉

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  3. Yaxara 25 novembre 2010 alle 09:39 Reply

    Non ho mai pensato a stampare poster della sottoscritta… vedrò che si può fare! 😛
    @kurdt: ammetto che il mio mazzo blu (prima blu-nero, poi blu) non era potentissimo, ma anche perché non mi sono mai applicata seriamente e finanziariamente a migliorarlo. Col bianco è andata decisamente meglio. Ma il funzionamento della pila è elementare, dai! 🙂
    A D&D, in quanto druida, ero a tirare fuori dai casini gli altri. Il curatore ha salvato un po’ di culi, all’epoca…

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  4. LadyMarica 25 novembre 2010 alle 10:10 Reply

    Direi che l’espressione "minimo storico" è parecchio indovinata. Peggio di così veramente non si può fare. O si può? Il fatto che la mamma gli avesse detto di darti il bracciale poi, sprofonda nel più assoluto grottesco. Cioè, passi essere pezzente e senza soldi, ma farti un regalo per gentile intercessione della mamma che ti ha dato della disponibile a 17 anni è veramente "l’estremo" 🙂
    Bello, bello. Aspetto le evoluzioni 🙂

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  5. Yaxara 25 novembre 2010 alle 11:33 Reply

    @LadyMarica: peggio di così quanto a cadute di stile non si può (e non si è raggiunto, anche perché sarebbe stato difficile). L’essere senza soldi non è mai stato un problema, ma l’escalation di minchiate che ne è seguita… cielo!
    E comunque ci tengo a sottolineare che, nonostante sembri pensata apposta, è una storia vera! Potrei addurre il bracciale a testimoniarla, ma temo di averlo perso… Però ho la testimonianza dell’Amperodattilo per quanto riguarda la fantastica telefonata…

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  6. Pacatamente 26 novembre 2010 alle 08:11 Reply

     Mi ricordo che una volta fui invitata da un disgraziato per vederci sabato. Vederci dove? A una partita di magic. Naturalmente sono stata totalmente ignorata.
    Ecco la mia esperienza a proposito: http://franz89.deviantart.com/gallery/#/d1telib
     
    Però non gliel’avevo chiesto io di vederci. Dico, hai la fortuna, pelatone con le orecchie a punta, che una ragazza ti presti attenzione e la butti così!!!
    Non ti meravigliare se poi ti restituisco pan per focaccia e dimentico il tuo nome quando ti incontro all’interno della facoltà.

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  7. Pacatamente 26 novembre 2010 alle 08:15 Reply

     Ti avevo inviato un commento con un link, ma son stata tacciata di spam. E’ la seconda volta in una settimana!
    Mi sto ponendo delle domande..

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  8. Yaxara 26 novembre 2010 alle 09:13 Reply

    Eh, ma i giocatori di Magic sono fatti cosi’, quando si gioca, si gioca. Io purtroppo la vedo (o meglio, la vedevo) dalláltra parte della barricata. 😛
    Per quanto riguarda lo spam, nonostante sia riuscita a recuperare il tuo commento, iobloggo fa la stessa cosa  anche con me. Mi taccia di spammer, per ragioni misteriose. Dovrei investigare, ma oggi preferisco finire di aggirarmi per Amsterdam…

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