Love Koris #3

Episodio precedente: Love Koris #2

Scongiurato il pericolo Ghesy, fu Lerry a farsi insidioso. Sempre fidanzato con Sarona, in modi ancora ignoti allo Stato Maggiore fece cadere Koris nella sua rete (che se ci ripensa si incazza ancora). Lerry ne approfittò per tenere il piede in due scarpe, Koris perse la testa accettando di divenire "l’altra". Condizione umiliante che probabilmente Sarona conosceva, ma lo Stato Maggiore aveva deciso che l’amore era divenuto sofferenza, per cui giù a soffrire, canticchiando non trovo pace notte né dì, eppur mi piace languir così. Ne seguirono incontri in cui niente era chiaro, in cui Koris non capiva (o meglio, capiva ma non voleva accettare) cosa la spingesse verso Lerry. Il tutto sulla pista dei 400 m.

Lerry lasciò la società di atletica l’anno dopo, per ragioni che restarono sconosciute, ma che avevano a che fare con un suo desiderio di fuggire in Africa, evento che pareva ormai prossimo. Koris soffrì immensamente, soprattutto dopo la conversazione che ebbero davanti a un tramonto durante una scampagnata.
"Koris, ti devo parlare"
Yaxara lo sapeva già che le doveva parlare e sapeva anche cosa voleva dirle.
"Dimmi"
"Volevo dirti che se non ci fosse Sarona, la mia prescelta saresti tu"
"Lo so"
"Non è che questa situazione ti dà fastidio?"
"Ci ho fatto il callo"
Koris fece l’ultimo anno del liceo frequentando casa di Lerry nelle assenze di Sarona, mangiando lenticchie secche, zucchini bolliti e altre amenità. Ma all’epoca era disposta a tutto pur di stare con Lerry, per cui si faceva andar bene qualsiasi, comprese le sere di inverno senza riscaldamento e acqua calda. Si preferiva usare un altro genere di riscaldamento, a detta di Lerry.
Finì anche l’ultimo anno del liceo, Koris si era impallinata con la fisica e Lerry stava ancora con Sarona. Era estate quando successe. Una giornata come tante, la vigilia di ferragosto. Era primo pomeriggio, Koris aveva programmato di andare a dormire da Iset. Doveva solo recuperare un documento al computer prima di partire. E Mercury non si accese più. Il vero amore di Koris, il suo Pentium 2. Morto. Defunto. Kaputt.
Non ci fu niente da fare, nessuna donazione di organi provenienti da altri computer.
"È troppo vecchio, non vale la pena tentare"
Koris lo lasciò andare alla discarica informatica col cuore gonfio di dolore e la mente facile all’errore. Nel mentre aveva fatto la sua comparsa in casa l’ADSL sul Pentium 3 dei Maiores, nello stesso periodo in cui il metallaro L. scoprì msn.
I due cominciarono a sentirsi senza la presenza di Iset. Le cose precipitarono quando i due cominciarono a vedersi in due, senza Iset e senza uno stuolo di nerd giocatori di Magic attorno.
"Senti, Yax, volevo dirti che tu mi piaci circa dal primo anno del liceo"
Koris aveva bisogno di staccarsi un po’ da Lerry, perché il triangolo stava diventando usurante. E poi Lerry non ne sarebbe stato geloso, del resto aveva pur sempre una strana nicchia privata negli affetti di Koris. All’epoca si usava citare Cat Steven, the first cut is the deepest.
"Benissimo! Allora mettiamoci insieme"
"Va bene, ma non deve saperlo nessuno"
"Nemmeno Iset?"
"Tanto meno Iset, sai che è innamorata di me…"
Cominciò una storia d’amore clandestina che nemmeno Romeo e Giulietta. Tant’è che per comunicare si erano invertiti i sessi. L. si faceva chiamare Alice, Koris Jimmy. Era assolutamente folle, ma lo Stato Maggiore alla fine non era così infelice. Anche se L. si comportava con posizioni da maschio alfa dell’inesistente gruppo, bocciando qualunque Koris-proposta e spalando letame sui Koris-gusti in qualsiasi ambito.
"Tu ascolti musica di merda. I Queen sono merda, i Dire Straits sono merda, Bruce Springsteen è merda"
"Ma ascolto anche musica classica"
"Mozart è merda, Rossini è merda, Handel è merda, l’unico musicista vero è Wagner"
"E anche un po’ di metal"
"I Blind Guardian sono metal di merda"
Ripensando al passato, lo Stato Maggiore si domanda per quale motivo stesse con individuo simile. Durò un mese o poco più, ma si videro più di quanto facciano Koris e il Senzaddio in sei mesi. Inoltre Koris ci credeva. Sapendo che L. sarebbe andato a studiare a Perugia ("Perché io voglio studiare una cosa seria in un posto serio, mica come te che vai a vantarti di far fisica"), lo Stato Maggiore studiò inverosimili percorsi ferroviari per i ricongiungimenti. Almeno finché non accadde il fattaccio.
Koris aveva ormai la certezza di dirigersi verso Boulogne ed erano i suoi giorni a Merdopoli. A casa di L. era ben vista da entrambi i genitori, evento eccezionale, data la precedente esperienza di Ghesy. Il padre di L. un giorno domandò a Koris:
"Che ne dici di venire a mangiare una pizza con noi? Così festeggiamo la tua partenza"
"Mi pare un’ottima idea, accetto volentieri. Che ne dici, L.?"
"No"
A quel monosillabo Koris sentì uno scricchiolio.
"No, non si può. Tu stasera hai un impegno, mi hai detto"
Lo Stato Maggiore si passò in rassegna, ma per quanto rassegnasse non riusciva a trovare nessun impegno di sorta. O almeno, nessun impegno improrogabile.
"L., ma veramente…"
"Dai, lascia stare, no"
A quel punto Koris capitolò anche davanti al genitore. Tuttavia, appena lasciati soli, lo Stato Maggiore domandò ragione di quell’improvviso rannuvolamento.
"Mi sono fatto i miei conti per la giornata. E tu non ci rientri. Stasera ho da fare per cazzi miei, Poi ti chiamo io prima che tu parta"
Se Koris fosse stata un fumetto, avrebbe avuto una vignetta col cuoricino stilizzato che andava in pezzi. Tornò a casa più mesta che mai, domandandosi quelli fossero le sue colpe. Inconsolabile si era raggomitolata in un angolo dello studio di U Babbu assieme a Spot (il predecessore di Spin, attualmente latitante sulla Sila), a piagnucolare.
"Avanti, esci di lì! Devi chiamare Hana per mettervi d’accordo per Boulogne. Non posso vederti lì a vegetare!"
"Ah, sì, Boulogne…"
Hana era una conoscenza in comune con L., alunna di U Babbu e all’epoca futura studentessa di Boulogne. Koris prese mestamente il telefono per accordarsi sulla partenza.
"Pronto, sono Koris, vorrei parlare con Hana…"
"Ciao, sono sua madre. Hana non c’è, è andata a dormire da L., torna domattina"
La colonna sonora adatta per la serata non fu il metal, ma il Dies Irae. Koris si mise a tempestare contro L. facendo tremare i muri della casa, invocando divinità celesti e terrestri che le facessero vendetta. Poi capì che la vendetta non poteva che farsela da sola. Quindi si sedette al computer e gli scrisse una mail così carica di insulti che non volle nemmeno rileggere. Altrimenti ne avrebbe aggiunti degli altri. La mail terminava con "non farti mai più rivedere, grazie". Dopodiché lo Stato Maggiore passò alla damnatio memoriae, cancellano numeri di telefono, indirizzi mail e contatti msn, senza voler spiegare a Iset il significato della frase "per me L. è morto" (e fece male, perché fu L. a spiegare a Iset e a rigirare a suo favore la frittata). In questo stato d’animo da assetata di sangue, Koris partì per Boulogne.

Il seguito alla prossima puntata.

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0 thoughts on “Love Koris #3

  1. kurdt 9 dicembre 2010 alle 04:15 Reply

     Le studentesse di fisica che giocano a Magic e fanno atletica sono sempre le più sciocche.
     
    La più profonda, in ogni caso, non è la prima.
     
    La più profonda è la più profonda e basta.
     

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  2. Lotti 9 dicembre 2010 alle 08:39 Reply

    delle volte non capisco se sei ironico o più semplicemente pirla.

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  3. Yaxara 9 dicembre 2010 alle 08:56 Reply

    @Kurdt: ero gggiovane, facevo l’ultimo anno del liceo e non volevo farlo (avrei voluto fare la maturità un anno prima, ma non mi fu concesso), quindi ero emotivamente debole nonché incline alle cazzate. Quanto a profondità… rischio di diventare abissale. 😛
    Io? 50 e 50. L’ironia la uso per guarnire il mio essere minchiona. 😛

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  4. kurdt 9 dicembre 2010 alle 15:47 Reply

    Se usando il maschile intendevi yax allora ok, se invece dai del pirla a me, sappi che hai ragione su tutta la linea.

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  5. Yaxara 9 dicembre 2010 alle 16:07 Reply

    @kurdt: siamo tutti pirla nel profondo dell’animo. Talvolta nemmeno troppo profondo. Io lo sono superficialmente.

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  6. Pacatamente 9 dicembre 2010 alle 19:08 Reply

     Oramai noi donnine romantiche educate alla Alcot&Auste attendiamo l’avvento della puntata in cui appare il Senzadio in tutta la sua avvenenza. Chi lo interpreta?

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  7. Yaxara 9 dicembre 2010 alle 20:02 Reply

    C’è ancora un po’ tempo prima che il Senzaddio entri in scena. Diciamo altri tre episodi.
    Per l’interprete, il suo narcisismo direbbe Russel Crowe in "Master and Commander". Lo Stato Maggiore sta deliberando se è opportuno o meno tale azzardo.

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  8. Senzaddio 10 dicembre 2010 alle 15:33 Reply

    Sono stufo di essere censurato dalla mia fidanzata! Kurdt, sappi che ironia o meno, non mi piace che si chiami sciocca la mia signora. Pacatamente, magari assomigliassi a Russell Crowe, magari… per fortuna Koris non ci vede tanto… grande Lotti, come sempre.

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  9. Yaxara 10 dicembre 2010 alle 15:50 Reply

    @Senzaddio: iobloggo ti censura perché verosimilmente ci vede meglio di me. Comunque lo so che non somigli a Russel Crowe, era per alimentare il tuo ego… proprio perché in realtà SONO sciocca…

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  10. Senzaddio 10 dicembre 2010 alle 16:14 Reply

    allora trovatene un altro…

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  11. Yaxara 10 dicembre 2010 alle 16:35 Reply

    @Senzaddio: aspetto i saldi. Ora devo trovare casa.

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  12. Senzaddio 11 dicembre 2010 alle 17:41 Reply

    ahahahah… occhio alla miliardaria russa ultraottantenne!

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  13. Yaxara 11 dicembre 2010 alle 18:12 Reply

    @Senzaddio: ma se la miliardaria russa ultraottentenne mi trova un posto all’acceleratore di Serpukov potrei sempre venire a vivere con voi e fare il terzo incognito. Che so, la au pair che lava i piatti, ad esempio.

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  14. Senzaddio 13 dicembre 2010 alle 15:51 Reply

    vedo, io speravo in una robetta balistica a Murmansk ma se proprio vuoi l’accelleratore…

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