Alla soglia dei ventiquattro

Alla soglia dei ventiquattro anni, che equivalente a dire venerdì 17 (oh, che cosa molto horror anni ’90!), Koris si è tolta alcune soddisfazioni che negli eoni precedenti aveva mancato.

  • Mangiare cose immonde senza saperlo.
    Venerdì c’era il cosiddetto repas de Noel, ovvero tutti a mangiare gratis che offre il laboratorio coi fondi residui. Sorvoliamo sul fatto che in Italia il concetto "fondi residui" si trova alla stessa voce di "motore a curvatura": fantascienza. Koris ha mangiato per la prima volta nella sua vita il foie gras, arrivano alla conclusione che una fetta di pane spalmata col suddetto si potrebbe anche mangiare, ma una seconda è troppo. Insopportabile già alla lingua, figurarsi all’apparato digerente. Lo Stato Maggiore la ha bollata come esperienza da non ripetere, limitandosi a mollare il costrutto infame per dedicarsi all’insalata per contorno.
    Koris ha poi mangiato una sorta di braciola proveniente da non si sa quale bestia.
    "Questo è…"
    "No, H., non dirmelo se vuoi che faccia almeno un tentativo"
    Koris tende al vegetarianesimo, ma quando il è offerto il vegetarianesimo va in vacanza. Del resto si fa per gusto e non per scelta.
  • Tirarsi fagioli.
    A metà del pranzo sono state portate in tavola ciotole piene di fagioli secchi. Forse servivano per giocare a qualche gioco di società. Fatto sta che i fisici hanno deciso di farne un uso alternativo. In trenta secondi la sala da pranzo trasformossi in un campo di battaglia, tutti contro tutti.
  • Ritrovarsi sulla viscida china della sbronza
    Soprattutto se c’è a fianco il collega dottorando S. che festeggiare il compleanno quel giorno stesso e una bottiglia di Cote du Rhone nelle vicinanze. All’urlo di "Prosit!" sono spariti abbastanza bicchieri perché Koris non si preoccupasse più degli errori di grammatica nel suo francese. Ma non abbastanza per cedere alle insistenze di Z. per ballare la salsa o quello che era.
  • Figure di guano con sconosciuti
    Koris aveva un appuntamento per vedere l’ennesima casa. Si trovava al numero tre di una rue di cui Koris non vi tedia. Controindicazione: lo Stato Maggiore si era fermamente convinto che il numero civico fosse il sette. Prima di recarsi in zona Préfecture, ha ricontrollato l’indirizzo del rendex-vous. "Numero tre, numero tre" è stato il mantra ossessivo ripetuto durante l’intero tragitto Luminy-Marseille 6ème. Giunta in loco, Koris si ferma davanti a un portone chiuso. Indugia alla ricerca di un nome che possa somigliare vagamente a quello del locatario. Non lo trova. Chiama l’uomo che poi si scoprirà essere uno studente.
    "Va bene, aspetta lì, scendo"
    Koris attende e non vede scendere nessuno. Alla fine dal portone esce una signora oversize e Koris si introduce. Si fa tutte le scale del palazzo senza trovare porte aperte né locatari. Lo Schiphone (che un giorno avrà una sim francese, promesso) suona di nuovo.
    "Ma dove sei? Non ti trovo"
    Koris realizza che nonostante il mantra si è introdotta al numero sette anziché al numero tre. Lo Stato Maggiore decide di dare la colpa al Cote du Rhone ancora in circolo.
  • Ballare
    Preambolo: fino a venerdì 17 Koris era stata fedele alla massima di "In&Out", "un vero uomo non balla". Per 23 anni della sua vita non ha mai ballato, non è mai stata in discoteca, non ha mai mosso un solo passo a ritmo di musica, attività per cui risulta piuttosto negata.
    Venerdì sera ci sarebbe stato un appuntamento a sorpresa col collega S. per festeggiare. Poi la di lui ragazza rimandò tutto di un’ora, lasciando un nutrito gruppo italico a surgelarsi a cour Julien.
    "Andiamo all’Equitable, fanno musica occitana!" propone la collega M. e Koris accetta di buon grado. Quello che non sapeva era che si ballava pure. Lo Stato Maggiore fa la minchiata di seguire come un’ombra M. e H., le quali si mettono a ballare. Koris si trova a scambiare uno sguardo con L., maitre de conference nonché relatore di tesi dell’altra dottoranda italica. L. fraintende lo sguardo di Koris.
    "Va bene, dai, proviamo a ballare anche noi. Cerchiamo di non far vedere che veniamo da un dipartimento di fisica, però"
    Così Koris si trova ad aver ballato per la prima volta con un quasi perfetto sconosciuto (ballare col Senzaddio non sarebbe stato proponibile perché pare che lui sappia ballare, gli si sarebbe fatta fare brutta figura) danze occitaniche stramorte da anni. Il grado di sfighitudine dello Stato Maggiore è a livelli epici.
  • Non soffrire del complesso di Cenerentola, ma semmai il contrario
    A un’ora più tarda di quanto meditato in principio, ci si riunisce con S. e signora in una serata che promette di essere la soirée des éponges (la serata delle spugne per i non francofoni). Solo che Koris è legata agli autobus per Luminy come Cenerentola alla zucca, quindi è dovuta rincasare per mezzanotte, pertanto non può raccontarvi come la serata si è conclusa. A meno di dormire in qualche oscuro vicolo del Vieux Port.

Fortunatamente ormai abbiamo 24 anni, possiamo tornare ad essere morigerati.

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0 thoughts on “Alla soglia dei ventiquattro

  1. kurdt 20 dicembre 2010 alle 03:38 Reply

    Ma porca puttana, chi ha detto che per conoscere le dinamiche del fottuto neutrino bisogno dimenticarsi quali sono le dinamiche di un ostupido essere umano.?
     
    Bah.
     
    Sangre de toro.

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  2. Yaxara 20 dicembre 2010 alle 08:42 Reply

    @kurdt: in realtà è una legge non scritta. Funziona così in saecula saeculorum, noi fisici siamo per la maggior parte socialmente disadattati. Nella maggior parte dei casi le dinamiche dello stupido essere umano non erano note nemmeno prima di cominciare lo studio del fottuto neutrino (almeno, così è stato per me).

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  3. mesic 20 dicembre 2010 alle 10:51 Reply

    Ahahahahaahah ma i fagioli che vi siete lanciati è fantastico!!!

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  4. Yaxara 20 dicembre 2010 alle 11:06 Reply

    @Mesic: sì, geniale. Un bombardamento a mitraglia. La cosa anomala è che non ho cominciato io. Sto invecchiando, già.

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