In turno

Secondo giorno di turno, il tempo è turpe, c’è scirocco e lo Stato Maggiore comincia a credere che Tolone sia invasa dalla nebbia. Se non ci fosse il mare a dieci metri sembrerebbe di essere ad Avalon.
Dieci neutrini in due giorni, nessuno interessante. Noia.
Fare le sentinelle è piuttosto noioso, soprattutto quando SeaTray è lento e non vuole lavorare. Forse, al contrario di Koris, è ancora in ferie.
Non succede nulla, ma se succedesse qualcosa sarebbe molto peggio, per cui meglio così. Assistere all’esplosione di ANTARES sapendo che magari avresti potuto farci qualcosa potrebbe uccidere Koris dai sensi di colpa. E suonare la campana a morto della sua inesistente carriera.
Lo Stato Maggiore è stato lasciato da solo circondato da Procyon, Mira, Castor, Pollux, Deneb e Sirius (e nessuno dica che dare nomi ai computer è una perversione Koris-autoctona) per ben due ore. Centoventi lunghi minuti in cui poteva succedere qualsiasi cosa. E invece non è successo nulla.
Le agenzie immobiliari sono chiuse in un torbido mutismo. Koris chiama e si scontra con agenzie telefoniche a cui è inutile lasciare il cellulare, che essendo italiano non viene richiamato. È altresì inutile lasciare il numero dell’ufficio, che sarà deserto fino a lunedì, forse. Koris sta cominciando a disperare. Le agenzie che rispondono hanno case fetide, nella peggiore delle ipotesi sprovviste di accessori superflui quali il cesso. La scelta potrebbe non ricadere sulla locazione migliore, ma sulla prima reperibile con cesso e cucina. Non importa il prezzo, non importa la superficie.
L’assenza di qualsivoglia genere di conforto, sia esso leptonico, immobiliare, umano o alimentare, porta Koris a fare conversazione che la sua dignità ripudia (troppo tardi):

Anonimo: mi sa tra poco torno al cesso
Yaxara – Plutot la mort que l’esclavage…: grazie dell’annuncio, chiamo repubblica?
Yaxara – Plutot la mort que l’esclavage…: o vogliamo chiamarlo "orgoglio intestinale"?
Anonimo: orgoglio intestinale
Yaxara – Plutot la mort que l’esclavage…: bene!
Yaxara – Plutot la mort que l’esclavage…: dopo il gay pride e l’atheist pride, abbiamo the guts pride!
Anonimo: ye
Yaxara – Plutot la mort que l’esclavage…: quando la prima parata?
Yaxara – Plutot la mort que l’esclavage…: tutti vestiti da villi intestinali, ovviamente

Lo Stato Maggiore ha censurato l’autore della massima per salvaguardarne la dignità. Ma tanto sappiamo che commenterà, quindi non sarà difficile identificarlo. E così, dopo l’affermazione della ciurma di Berlino secondo cui la cacarella è una cosa virile, abbiamo l’orgoglio intestinale. È un mondo di merda, è decisamente il caso di dirlo.
Koris non è più abituata a vedere il mare d’inverno, non dopo la lunga permanenza a Boulogne. Ha un ché di nostalgico, decisamente inappropriato a un individuo cinico che dovrebbe stare impalato sull’attenti di fronte ai monitor di ANTARES. Fa venire idee strane, fugate immediatamente dal fatto che il Senzaddio è moribondo dall’influenza nel suo letto a Valinor, mentre Koris è incatenata mani e piedi alla villa di La Seyne.
Tutto ciò ha inoltre un ché di terribilmente sonnolento. Koris rischia di addormentarsi con disonore dalle quindici alle venti volte al giorno, ricadendo su Procyon, Castor, Pollux, Mira, Deneb o Sirius oppure, peggio del peggio, sulla dolce Trillian che cerca di tenerla sveglia. Il picco della narcolessia si ha sull’autostrada Tolone-Marseille, luogo in cui il sonno incoercibile si fa imperante e lo Stato Maggiore crolla per un secondo. Come accade in treno, del resto. E se Koris ben ricorda, anche quando si era recata a Marseille a fare il colloquio al ritorno aveva perso i sensi prima di Tolone. Ci deve essere un motivo della sonnolenza del luogo. In compenso Koris arriva alla sera sveglia come un grillo, senza speranze di recuperare un’oncia del sonno che le piomba addosso nel Var. E facesse almeno fatica a svegliarsi la mattina spiegherebbe la narcolessia di Tolone. Invece nada. Che bioritmi del cazzo.
Per inciso, lo Stato Maggiore rigetta l’idea che oggi sia venerdì. Forse perché domani sarà ancora qui, in diretta da La Seyne, a fumarsi il week-end. Quindi è meglio non pensare che a Marseille c’è gente che pregusta uscite serali e folle cazzeggio per i due giorni successivi. Qualcuno potrebbe obbiettare "Koris, sei appena tornata dalle vacanze, è giusto così!". No, non è giusto così, qui ci sono cinque anni di cazzeggio arretrato, dobbiamo recuperare.
Invece andremo a fare un calibration check, prima che ci taccino di fancazzismo pernicioso. O prima di cadere in coma neutrino-indotto.

La mer d’hiver me fait songer de toi…

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0 thoughts on “In turno

  1. Henry Triplette 7 gennaio 2011 alle 19:05 Reply

     Perdona l’iNioranza, ma questo SeaTray, che sarebbe?
    Finora mi pare aver capito che:
    1) non è un videogioco (o qualunque altra sorgente di intrattenimento assimilabile);
    2) non è una piattaforma offshore per lo studio del comportamento dei cetacei francofoni;
    3) non è qualcosa che finisce per -elide, non è verde fluo e non si mangia a capodanno.
    Ha gli occhiali? (.cit)

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  2. Yaxara 7 gennaio 2011 alle 19:30 Reply

    @Henry: SeaTray è una cosa non bella. È un programma (in continua evoluzione, per inciso) con cui analizziamo i dati del nostro esperimento.
    Non si mangia a capodanno, però i cetacei può studiarli. Miracoli dei sensori acustici.

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  3. Henry Triplette 11 gennaio 2011 alle 12:09 Reply

     Ahww. Sarà un qualcosa di malvagio, ma complimenti a chi ha scelto il nome. A livello di un possibile marketing dell’applicazione, spacca la sacca, come dicono a Pordenone (trad: niente male).
    Poi, dio, a sentire l’unica utente che conosco, sembra qualcosa di malvagio. =3

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  4. Yaxara 11 gennaio 2011 alle 12:48 Reply

    @Henry: tutti gli utenti dicono che è malvagio. O quanto meno, tutti quelli che ho incontrato io. Perché se trovo il suo creatore… beh… potrei fargli tanto male…

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  5. Henry Triplette 11 gennaio 2011 alle 20:15 Reply

     Se c’è una cosa che temo più di una donna e il suo desiderio di vendetta. Ed è una donna, il suo desiderio di vendetta e una discreta quantità di fantasia. 
    Tempo per il becero programmatore. Perchè non rendono obbligatorio un corso di IUM ad ogni programmatore?

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  6. Yaxara 11 gennaio 2011 alle 20:21 Reply

    @Henry: a Ginevra… a Ginevra avrò la mia vendetta… basta aspettare febbraio…

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  7. Henry Triplette 12 gennaio 2011 alle 13:07 Reply

     Sembra l’headline d’un thriller. X3
    O un film piacevolmente splatter a scelta.

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  8. Yaxara 12 gennaio 2011 alle 14:01 Reply

    @Henry: vada per il film splatter, non siamo abbastanza concentrati per un romanzo.

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