All work and no play makes Koris a dull girl

La settimana lavorativa di Koris è durata nove giorni. Nove giorni di La Seyne Sur Mer, pezzi di rivelatore che si rifiutavano di funzionare, adrenalinici eventi sottomarini con intermezzo di SeaTray ove possibile. Lo Stato Maggiore ammette che non sono stati nove giorni passati indenni, soprattutto con la compagnia non troppo brillante del collega strafottente. In questi nove giorni Koris ha sofferto di malinconia prima e cinismo poi. Attualmente siamo nella fase "cattiveria cercasi".
L’incubo immobiliare è ormai così raffinato da confondersi con la realtà, garantendo allo Stato Maggiore un sonno latitante fino alle tre di notte circa. Stanotte, nella fattispecie, Koris si è svegliata un imprecisabile numero di volte mormorando le parole "quittance de loyer". Che ovviamente non è una pratica erotica diffusa qui in Provenza, bensì un bollettino di affitto pagato, pizzino indispensabile e facente parte della documentazione da presentare come dossier per essere considerati potenziali inquilini. In altre parole, le chiavi delle porte del paradiso.
La spesa di ieri ha fiaccato Koris nel corpo e nello spirito. Aspettare mezz’ora l’autobus ha dato allo Stato Maggiore strane idee sul comprarsi una macchina. Dover portare a spalle su per la collina dove si situa il loculo sei cartocci di latte, un chilo di piselli, un chilo di fagioli, un chilo e mezzo di spaghetti (erano in offerta!), un chilo di cacao solubile nel latte di cui sopra e parecchi altri articoli dal peso non noto ma comunque non trascurabile ha gettato Koris nella più nera disperazione. Sono uscite maledizioni su colui che progettò lo stabile, considerando l’ascensore un accessorio inutile e borghese, non adatto agli studenti. Altre maledizioni sono state indirizzate allo Stato Maggiore stesso e alla sua smodata passione per le spese da famiglia. Un individuo di imprecisata nazionalità, mosso a compassione del miserando Koris-individuo e notando forse le convessità all’altezza del torace (altresì dette tette), si è offerto di portare i sei cartocci di latte fino alla porta del Koris-loculo. Lo Stato Maggiore si è convinto che si trattasse di un’apparizione celeste o di un kami benigno e da allora si è riappacificata coi rapporti sociali.
La spalla destra di Koris pareva aver serenamente salutato il resto del corpo ieri sera, diretta verso lande in cui non ci sono sacchi della spesa da portare. Oggi un colossale crack! degno dello spostamento di una faglia (non sarebbe sfigurato come suono in quella chiavica di "2012", di cui Koris voleva fare una recensione, ma poi è stata sopraffatta dallo schifo) ha riportato alla vita la scioperante articolazione. Ora anziché a ogni movimento, duole a un movimento ogni quattro.
Lo Stato Maggiore, visto lo stato miserevole di stress fisico e psichico in qui versa Koris, ha deciso di intervenire, siccome non si può andare avanti così. Per adesso la cura prestabilita è una cena a base di fagioli alla messicana e uova strapazzate, l’apporto proteico di una settimana concentrato in una cena. Questo per ristabilire la spossatezza fisica. Per l’articolazione dolorante si accettano suggerimenti. Un massaggio risanatore di Nami o anche un massaggio impastatore del Senzaddio sarebbe molto gradito, ma attualmente non è disponibile. In merito al sonno latitante, lo Stato Maggiore ha diverse idee. I barbiturici alla prossima puntata (sempre che Koris sopravviva).

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0 thoughts on “All work and no play makes Koris a dull girl

  1. Pacatamente 17 gennaio 2011 alle 10:13 Reply

     Magari non un’auto, ma una bici con uno di quei portapacchi che facchini nei paesi in via di sviluppo riescono a sfruttare per un quantitativo di trasporto che qui da noi non si riuscirebbe a far entrare neanche nin un camioncino.

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  2. Yaxara 17 gennaio 2011 alle 10:37 Reply

    La bici forse arriverà (a Boulogne avevo il mio fido destriero chiamato Gemini, ma il suo cestino era oggetto di vandalismo dalla popolazione punkabbestia e usato come bidone della spazzatura dai comuni incivili), tuttavia fare la spesa in quel supermercato, sito a metà della collina sul cui cucuzzolo svetta la cittadella universitaria è offlimits. Se riuscirò mai a spostarmi verso il centro, allora sarà tutta un’altra musica.

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  3. Henry Triplette 17 gennaio 2011 alle 15:22 Reply

     Non c’entra molto, ma dopo questo video penso che voi fisici abbiate seriamente bisogno di vacanze: 


     
    Anche se effettivamente, come banco di prova per l’illuminazione in ambienti ristretti, il CERN pare sufficientemente arduo. [http://strobist.blogspot.com/2009/03/cern-pt-1-its-little-things-that-matter.html]
    Be happy and keep on Lasonil. Dicono faccia bene per le giunture. X3

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  4. Yaxara 17 gennaio 2011 alle 16:05 Reply

    @Henry Triplette: a proposito del "Large Hadron Rap" un mio collega diceva che era la ragione per cui noi fisici non riusciamo a farci una vita sociale.
    La spalla va notevolmente meglio. La controindicazione del Lasonil è "Come si chiama in francese?". Sul "be happy" ci stiamo lavorando, in realtà senza troppo successo…

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  5. Henry Triplette 18 gennaio 2011 alle 11:45 Reply

     @Yax: però almeno è comprensibile anche a chi di fisica non ci capisce una beneamata mazza [come il sottoscritto, d’altronde.]
    E lascia stare il lavorare sulla felicità, sono cazzate per vendere libri sull’autostima. 
    Meglio investire su un biglietto sola andata per il Senzadio. Sperando all’uomo piaccia il brie.

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  6. Yaxara 18 gennaio 2011 alle 12:54 Reply

     @Henry: l’uomo è entrato in guerra coi formaggi dalla tenera età di tre anni. Tuttavia se gli si dice "So fare dei dolcetti al cocco e cacao impastati con la ricotta, però non te li faccio visto che coi formaggi non hai un buon rapporto" nega di aver mai avuto qualsiasi animosità con la ricotta.
    Il lavorare sulla felicità è inteso come smettere di passare notti insonni su preoccupazioni inesistenti, non comporta un grande sforzo economico… 

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