Love Koris #6

Episodio precedente: Love Koris #5

"Koris…"
"Che cazzo c’è?"
Erano appena ricominciate le lezioni, l’affaire Lerry bruciava come il fuoco e quella era la risposta standard che lo Stato Maggiore elargiva più o meno a chiunque. Koris alzò gli occhi e le sue fosche pupille incontrarono i lineamenti di W.
"Che cazzo vuoi?" fu il rafforzativo.
"Andiamo a pranzo?"
"Certo, siamo nella pausa, ovvio che andiamo a pranzo, se no come si affrontano due ore di ottica e due ore di meccanica razionale a stomaco vuoto?"
"No, intendevo, andiamo a pranzo assieme?"
"Come sarebbe? Non vai con il tuo adorabile compagno di stanza, la sua boccoluta ragazza e Whisper?"
"Quei due non li sopporto e Whisper è la persona più falsa su questa terra. Volevo dire andiamo a pranzo noi due?"
Lo Stato Maggiore si riunì in seduta straordinaria in trenta secondi. Ma la fretta è sempre e comunque cattiva consigliera…
"Io dico di prenderci la sua esigua virilità in vendetta alla lettera famosa"
"Ma no, su, in fondo era anche colpa nostra"
"Colpa di chi?!"
"Vabbè, ma ora che si fa?"
"Averci una katana, lo saprei benissimo"
Koris si rassegnò, tanto più che non aveva voglia di pranzare da sola.
"E va bene, andiamo"
"E che ne dici se torniamo in bici assieme, dopo lezione?"
Koris non capì l’atteggiamento. Bisogno di avere qualcuno accanto? Manie di emulazione del compagno di stanza? Improbabili sensi di colpa? Mentre se ne andavano a pranzo nella scadentissima mensa dell’università, lo Stato Maggiore macchinava. Ai tempi era appena comparso l’individuo Batrace sul Koris-blog, un commentatore arrivato per caso a queste sponde e che si dilettava a leggerle le gesta dello Stato Maggiore. Koris si impuntò per un certo periodo che fosse lo pseudonimo di W., prendendo un granchio enorme.
Batrace era Batrace e con lui cominciò un intenso rapporto di chat. Si incontrarono persino un paio di volte prima dell’estate, senza che Koris sospettasse retroscena, troppo presa com’era a capire la questione W.
L’individuo si comportava in maniera anomala. Era persino gradevole. Parte dello Stato Maggiore continuava ad essere dubbiosa, e durante pranzi finalmente a base di panini e non di schifezze radioattive servite dalla mensa (grande vittoria di Koris) guardava W. con occhio critico.
"Ma che si sia ravveduto?"
"Non ci credo"
"Però è così galante…"
"Se vuoi chiamare galanteria stare sotto lo stesso ombrello…"
"Non sembra lui"
"Eppure è quello che ha scritto la lettera, ricordatelo"
"Infatti, è questo che non mi quadra"
Koris e W. finirono per passare sempre più tempo assieme, a lezione e, cosa preoccupante, anche non. Koris riuscì a iniziarlo al Lupus in Tabula, gioco che veniva consumato quasi ogni sera nelle camere collegiali e a farlo accettare alle pizzate della domenica (ovvero, "nessuno ha voglia di cucinare, siamo in dieci, ci facciamo portare una pizza?"). W. accettava di buon grado gli inviti (sempre declinati fino ad allora), apprezzava i Koris-dolcetti al cocco, era ricomparso on line, sorrideva e non chiariva mai le sue intenzioni. Koris in tutto questo continuava anche a sentire Batrace, sempre senza dubitare nulla da parte sua.
Venne l’estate, vennero gli esami a cui Koris si preparò con teutonica determinazione che in taluni casi servì, in tal altri per nulla. W. le promise che sarebbe andato con lei alla cena di fine anno del Collegio. Si limitò invece a tirare un pacco clamoroso, che avvelenò la Koris-serata e mandò in guano il conteggio di particelle dell’esame di fisica statistica. Quella sera la Koris-depressione toccò vette epiche, tant’è che parte dello Stato Maggiore decise di farla finita. Con W., non in assoluto.
Tuttavia W. era più recidivo di un eczema. Si presentò la settimana dopo come se niente fosse successo a domandare a Koris se potessero preparare assieme l’esame successivo. Koris era tanto tonta, per cui accettò, dando inizio a quelle che chiamava le serate di "sesso, teorema di Thevenin e rock’n’roll" (peccato ci fosse soltanto la componente di mezzo).
Passati bene o male gli esami (con due rimasti nel grugno a settembre), venne il momento di parlare di vacanze.
"Koris, tu cosa fai?"
"Boh. Quei folli dei Maiores volevano andare a Vienna, pare"
"Vienna… ci sono già stato tre volte"
"Io no, quindi spingerò per andare a Vienna"
"Io vado in Finlandia coi miei, poi a Praga e Bratislava con un amico. Se le date coincidono posso fare un salto a Vienna con te, che ne dici?"
Una cannonata nello Stato Maggiore avrebbe fatto meno impressione. Membri ottimisti sventolarono lo striscione mormorando "è fatta!". Altri si domandarono cosa ci fosse sotto. Yaxara optò per la cautela.
"Mah, non so, vediamo…"
"Ho preso i biglietti per Berlino!" arrivò strillando l’Amperodattilo a fine luglio.
"Berlino? Ma non avevamo detto che saremmo andati a Vienna?"
"Io e U Babbu abbiamo cambiato idea"
Pertanto Berlino fu e Koris partì in contumacia mentre W. era in Finlandia. Al suo ritorno trovò nella posta una cartolina finlandese che sul retro la supplicava di raggiungere W. a Vienna. Ma Koris aveva da preparare due esami a settembre, per cui si compiacque della nostalgia generata (ma all’epoca, col senno di poi, la vera nostalgia non si sapeva nemmeno cosa fosse) e se ne tornò a studiare.
A settembre le cose cominciarono a mutare. In meglio. Già sapea che la commedia si cangiava al second’atto… Koris passò i due esami che le rimanevano e si prese la prima inaspettata lode della sua carriera accademica. Il terzo anno cominciò in gloria, con W. che si faceva premuroso e attento e un nascente interesse per la fisica nucleare.
"Vieni con me a sentire la conferenza di Margherita Hack sullo Sputnik? Che poi dopo magari facciamo un giro, beviamo qualcosa…"
Lo Stato Maggiore contava di portare a casa la vittoria quella sera di fine settembre. W. pareva nascondere evidentemente qualcosa. Koris trepidava. Poi accadde l’impensato. Alla conferenza spuntò l’amico Bryda.
"Ehi, ciao! Che dite se torniamo in collegio insieme?"
"No, dai, non vorremmo rallentarti…"
"Ma no, a me fa piacere"
"Abbiamo le bici lontane…"
"Vi accompagno a prenderle"
"Ma sono DAVVERO lontane…"
"Non importa, faccio due passi con voi"
"E poi magari noi ci fermiamo un po’ in centro…"
"Che bella idea! Vengo anche io!"
Koris decise di demordere, rimandando la vittoria finale di qualche giorno. Del resto ormai era imminente ed ovvio.
Accadde poi che Koris passò un pomeriggio presso Batrace, sempre senza dubitare nulla. Fu il pomeriggio in cui ricevette più messaggi in assoluto. Tutti di W., tutti sul tema "dove sei-con chi sei-quando torni", tutti con i pretesti più stupidi.
"Un po’ geloso, il tuo amico…" lasciò cadere Batrace.
"Ma no, e poi se vuole vantare diritti su di me prima deve sposarmi"
"Ah…" Batrace mutò espressione, ma ancora una volta lo Stato Maggiore non se ne accorse "se siete già a questi punti…"
Marvin, il paranoico portatile di Koris dotato di Kubuntu, morì i primi giorni di ottobre. Lo Stato Maggiore non si diede pace per la sua perdita.
"Beh, adesso prenditi un Mac!" suggerì W., uno dei pochi suggerimenti sensati. Fu così che il 18 ottobre 2007 (il ventitreesimo compleanno del Senzaddio, per inciso) nacque Trillian. Per Koris e W. fu una sorta di nascita di una pargoletta, tant’è che l’evento venne salutato con multiple cene e grandi libagioni.
Koris e W. ormai mangiavano sempre assieme, cenavano a lume di portatile ogni sabato sera ed erano inseparabili, nonché particolarmente esclusivi nei confronti di ogni altro compagno di corso. Tuttavia c’era sempre almeno un membro dello Stato Maggiore che dubitava in silenzio, nascosto nelle tenebre della poca fiducia. Un sabato sera Koris stava tornando da uno dei tanti rendez-vous con W. quando intravide un’ombra nera davanti alla porta. Si inquietò, pensò di andare a chiamare W., si ricordò che era tutt’altro che un valente cavaliere, si fece coraggio e avanzò. L’ombra era Batrace.
"Sono tre ore che ti aspetto, al cellulare non rispondi… e io devo dirti una cosa"
"Non potevi dirmela su msn?"
"Non è il genere di cose che si dicono su msn. Yaxara, ti amo"
"Ahia" pensò in coro lo Stato Maggiore. Koris pensò come aggiustare le cose, poiché gli dispiaceva perderlo, ma non voleva nemmeno dargli false speranze.
"C’è già W., lo sai…"
"Sì, ma non state assieme"
"Non nel senso canonico del termine, però…"
"Io voglio solo il tuo bene, ti prego, ascoltami… la tua felicità non è con lui"
In effetti tutti i torti non li aveva, pensandoci a posteriori.
Il menage fra Koris e W. continuava, frainteso fra alcuni, non compreso da altri. Ci furono terribili momenti di disillusione e tristezza, che tuttavia vennero superati. I due andarono a visitare il CERN a Ginevra assieme e a Koris piacque pensare che W. lo trovò divertente, cosa che non fu. W. non tollerava le particelle che tanto esaltavano Koris e pensava all’inutilità di quella branca della fisica, senza farne troppo mistero.
A fine anno vennero separati dalle vacanze di Natale, ma si sentivano tutti i giorni. Passarono capodanno in chat assieme, a causa di troppi esami da preparare per muoversi. A suo modo, Koris era felice e pensava che ormai la formalizzazione dell’atto era prossima.

Il seguito alla prossima puntata.

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0 thoughts on “Love Koris #6

  1. LadyMarica 26 gennaio 2011 alle 17:38 Reply

    non le dovevi staccare 😛
    voglio la prossima

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  2. Yaxara 26 gennaio 2011 alle 17:39 Reply

    @LadyMarica: la prossima la settimana prossima! 😛
    Come "Lost", solo che non dà dipendenza.

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  3. Faber 26 gennaio 2011 alle 18:05 Reply

    Non vale… almeno potevi dirlo che era in due puntate!!!

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  4. Yaxara 26 gennaio 2011 alle 18:08 Reply

    @Faber: e ci sono quanto meno altre due puntate seguenti… non potevo fare un post unico con tutta questa roba. All’inizio l’idea era questa, poi mi ha preso la mano…

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  5. Pacatamente 28 gennaio 2011 alle 17:20 Reply

    Credo che oramai ci voglia una sigla di apertura..

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  6. Yaxara 28 gennaio 2011 alle 18:53 Reply

    Sì, qualcosa di epico, come il "Dies Irae" di Mozart…

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  7. Pacatamente 29 gennaio 2011 alle 09:31 Reply

     Pensavo più qualcosa alla "Vento di Ponente", a dir la verità..

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  8. Yaxara 29 gennaio 2011 alle 09:42 Reply

    Nooooo! La fiction no, pietà! Al massimo quella di un telefilm stupido ma pseudo-epico, come quelli che giravano su Italia1 anni fa…

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