Love Koris #7

Episodio precedente: Love Koris #6

(Sottotitolo: lui, lei e l’altro, ovvero il neutrino)
Le cose per Koris andavano a gonfie vele, tutto sommato. Con W. era culo e camicia e, incredibile a dirsi, gli esami cominciavano a ingranare nel verso giusto. Il trenta di fisica nucleare e subnucleare le spalancò le porte dell’inferno, all’epoca mascherate da cancelli del paradiso, e lo Stato Maggiore andò a chiedere la tesi triennale nell’ambito della fisica delle particelle al suo adorato Nanoprofessore.
"Allora, purtroppo LHC non è ancora partito, per cui non abbiamo dati…"
"A me però piacerebbe fare un lavoro di analisi dati. Posso proporti una tesi di elettronica, o di simulazioni…"
"Fammi pensare. C’è l’esperimento OPERA, sull’oscillazione dei neutrini: loro hanno sicuramente dati. Ci sarebbero da analizzare emulsioni nucleari al microscopio, cose del genere. Posso chiedere se ti vogliono. Nel caso, tu vuoi prendere questa tesi?"
Si dimenticò di dire "per amarla, onorarla e rispettarla, in salute e in malattia, in ricchezza e in povertà finché dottorato non vi separi", ma il concetto a posteriori si rivelò essere quello. Koris si mise in posizione epica, con la mano destra sul cuore, ignara del destino che la attendeva.
"Sì, lo voglio!"
"Così hai scelto una tesi in particelle?" domandò W., poco compiaciuto.
"Penso che ci farò la specialistica. È una branca assolutamente fantastica! Beh, forse preferirei poi passare alla fisica dei quark, ma anche così…"
"Bah, contenta tu…" fu la risposta assai poco entusiasta. Koris liquidò il commento caustico con un de gustibus o come l’invidia del leptone, e se ne tornò alle sue particelle, incurante dei primi scricchiolii sinistri che si facevano strada fra i due.
La prima scossa si ebbe col Koris-esame di biofisica. L’appello del suddetto si presentò sotto forma di mail:

Grande capo DonnaIsterica si è espressa, augh!
Lei data esame dato noi, augh! L’esame sarà domani e dopodomani,augh!
Allora oggi ci siamo recati dalla simpaticissima prof che ha detto che lei non ci sarà né la settimana dopo pasqua, né quella dopo ancora e che gli unici giorni utili sono domani e dopodomani… sicuramente non tutti saremo pronti quindi ha detto che chi non riesce a farlo domani o dopodomani potrà farlo in un futuro non meglio precisato… potrebbe anche essere mai…

Panico e delirio nello Stato Maggiore, all’epoca in laboratorio quando ricevette la notizia. Koris venne presa dalla tristezza, dall’inadeguatezza, dal terrore di non farcela. Un esame in un giorno e mezzo, con lezioni con obbligo di frequenza (per altro le lezioni del mostro orripilante noto come Bazilla, il professore di microelettronica). E nessun appello previsto per il futuro. L’apocalisse accademica, insomma. Andò da W. a mendicare compassione e una pacca sulla spalla.
"Ma no, scusa, guardala da fuori, è una situazione divertente"
"… scusa? Credo di non aver capito bene, hai detto divertente?"
"Io ci rido, è divertente"
Le energie dello Stato Maggiore erano tutte concentrate per l’esame, quindi non si incazzò, solo perché non ne aveva la forza. Batrace le dava comprensione, ma non era da Batrace che Koris la voleva.
Alla fine l’esame andò e W. venne a chiedere scusa. Voleva forse chiedere qualcosa di più, ma Koris non gli concesse ulteriormente udienza, presa com’era da una verbalizzazione che rischiava di non farsi mai. Se ne partì per le vacanze di Pasqua con lo Stato Maggiore dubitante.
"Secondo me non ci ama"
"Ma cosa dici? A noi tiene, è evidente"
"Beh, Julie, non è che si sia comportato una favola negli ultimi giorni…"
"Poi guarda in faccia la realtà: chi ci amerebbe mai?"
"Arianna, non siamo un po’ radicali?"
"Realisti semmai. Tutti quelli che ci amano, famiglia a parte, vogliono qualcosa in cambio per sopportarci"
"Sì, Yaxara, presto si dimenticherà di noi"
"Dite?"
"Nessuno ci vorrà mai bene per quello che siamo. Bene intendo come qualcosa di più che un amico. E noi siamo progettate per stare da sole"
"Tutto sommato, meglio sole che male accompagnate"
"Sì, e rigorosamente senza palle al piede da sopportare"
"Però… beh, insomma, non sarebbe un po’ squallido?"
"Perché, tu non saresti squallida, scusa?"
Koris tornò a Boulogne con questo spirito dubitante e lo Stato Maggiore confuso. A causa di riflessioni troppo intense, la sua amicizia con Batrace degenerò fino a scomparire. Koris non pensava di soffrirne e invece ne soffrì. Ne soffrì al punto che si mise a piangere senza quasi accorgersene. Così, in preda a uno sconforto senza  precedenti, abbandonò gli amici che andavano a fare jogging e chiamò l’unico che sperava la capisse.
"W., ti prego, vieni, non riesco a stare da sola…"
Lui in effetti arrivò, trovandosi davanti una Koris piangente e facendole un discorso a base di "si vede che non era ‘sta gran persona" e "io te l’avevo detto che non poteva volere un’amicizia disinteressata". Ma lo Stato Maggiore non ascoltava granché.
"Non ho bisogno di parole, ho bisogno che per una volta mi abbracci!" urlava Yaxara, con alle spalle uno Stato Maggiore consenziente. L’abbraccio ovviamente non arrivò, ma Koris volle convincersi di essersi consolata.
La relazione-non-relazione continuava, con lo Stato Maggiore sempre più dubbioso. La routine delle cene insieme era ormai diventata abitudine e a detta di Koris aveva ormai perso quel sapore di "facciamo qualcosa insieme" che fino ad allora le aveva fatto attendere con impazienza il sabato sera. W. percepì l’allontanamento e giocò la carta della gelosia, mettendosi a parlare di una ragazza russa del suo giro di amici, di come fosse simpatica, di come fosse dolce nel suo aver bisogno di aiuto per parlare l’italiano, di come cucinasse bene l’insalata di riso.
"Anche un topo morto sa cucinare un’insalata di riso" concluse lapidaria Koris, che invece di avvicinarsi si allontanava sempre di più.
Poi W. se ne uscì con la proposta che avrebbe mutato la situazione.
"Andiamo in vacanza assieme?"
"Perché no? In fondo l’alternativa potrebbe essere stare tutta l’estate sotto l’ombrellone ai soliti bagni. Ma dove?"
"Non so, fai tu"
"Perché non andiamo in Irlanda? Non ci siamo mai stati, è abbastanza a nord per non dare fastidio a te che sei fotofobo e io sono curiosa. Oppure avevi proposto un tempo anche Malta, andando in treno fino in Sicilia e poi prendendo un traghetto per l’sola"
"Irlanda? Malta? Sì, sì, ci penso io…"
Alla fine le opzioni dello Stato Maggiore furono abolite in favore di un interrail Lubiana-Zagabria-Spalato, in cui la decisione di Koris contò poco o nulla. Ma lo Stato Maggiore si adattò, siccome l’alternativa era nessuna vacanza. Nel frattempo W. si fece esigente.
"Ti voglio nobildonna, dimostrami che le nobildonne esistono ancora"
"Chi, io? Che ho come vetta del sexy le scarpe da ginnastica? Che sembro un ciospo ambulante? Ti ricordo che studio fisica come te!"
"Dai, sii nobildonna per ventiquattr’ore! Ti porto a mangiare al ristorante indiano"
Koris fece lo sforzo di essere nobildonna ed effettivamente andarono a mangiare fuori. Una cena tutto sommato piacevole, in cui W. alludeva ("Sai, a casa mia insistono per sapere come stanno le cose fra noi due, soprattutto mia madre…" e Koris rimase di ghiaccio) e lo Stato Maggiore dubitava, verosimilmente rovinandosi l’occasione. Quando venne il momento di pagare il conto, W. insistette per farsi carico della cena.
"Ehm, hai mica dieci euro? Non mi bastano, se no…"
"Yaxara, non hai una strana sensazione di déjà-vu?" si dissero svariati membri dello Stato Maggiore. Koris era incerta e parecchio sulle sue, non mitigata nemmeno da una crepes alla nutella, con in testa le parole di una canzone dei Queen.
It’s late – but it’s time to set me free
It’s late – yes I know but there’s no way it has to be
Too late – so let the fire take our bodies this night
So late – so let the waters take our guilt in the tide
It’s late it’s late it’s late it’s late
It’s late it’s late it’s late it’s late
It’s all too late

In altre parole, se quello era un tentativo di fare breccia nello Stato Maggiore, giungeva ormai tardivo e al limite dell’inutile.

Il seguito alla prossima puntata.

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0 thoughts on “Love Koris #7

  1. LadyMarica 2 febbraio 2011 alle 17:42 Reply

    I dieci euro hanno richiamato subito anche la mia di attenzione. Direi che potresti essere la donzella dei dieci euro erranti. Fa abbastanza "nobildonna" (ecco, io a quel punto sarei fuggita).
    Quello che mi piace di queste ultime due Koris Love è l’aria da scoppio di tragedia che si respira. E scoppierà. Apetto 😉

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  2. Yaxara 2 febbraio 2011 alle 17:55 Reply

     @LadyMarica: la donzella dei dieci euro erranti suona bene, ci devo pensare. Con la nobildonna ammetto che mi ha fregato configurandomela come una sfida e io alle sfide non so resistere. Pensandoci a posteriori è veramente orribile.
    La tragedia si sta preparando, vedrai… 

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  3. L'idea Errante 3 febbraio 2011 alle 00:07 Reply

     In attesa della tragedia, ho la terribile sensazione che quella DonnaIsterica sia la detentrice del mio destino, attualmente.
    E il Nanoprofessore potrebbe aver rappresentato un node fondamentale della mia rete di coincidenze, ma quello non farebbe paura 😀

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  4. Yaxara 3 febbraio 2011 alle 00:19 Reply

    Toglile il tuo destino dalle grinfie! Io avrei paura. Si studiano materie scientifiche, per caso?

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  5. Faber 3 febbraio 2011 alle 09:00 Reply

    non mi pronuncio… non mi pronuncio….
     
    … ma controllare il portafoglio prima di uscire no, vero???? Non ci sono più gli uommmmmmini di una volta!

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  6. Yaxara 3 febbraio 2011 alle 09:13 Reply

    @Faber: già chiamarlo uomo è un’esagerazione. Poi lo ho sempre detto che le principesse moderne devono smettere di aspettare che il principe le salvi dal drago e cominciare ad uscire col drago…

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  7. Pacatamente 4 febbraio 2011 alle 10:01 Reply

     Se anche il miglior spasimante chiedesse a me dieci euro, io scomparirei. Sono una taccagnaccia!

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  8. Yaxara 4 febbraio 2011 alle 13:06 Reply

    Il problema è che se non ci mettevo quei 10€, saremmo stati percossi dal padrone del ristorante, un energumeno indiano che pareva voglioso di scazzottarsi. Meglio dieci euro in meno che un soggiorno in traumatologia.

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