Desperate PhD Housewife

Questo post illustra la ragione per cui Koris dovrebbe lavorare anche nei week-end. Quanto meno in linea teorica.
Ieri, sabato, Koris si è alzata ad un’ora che di sabato non dovrebbe esistere (7:44) e di sua spontanea volontà, perché certi automatismi sono duri a morire. Si è dunque recata in banca a recuperare il libretto di assegni, elemento fondamentale per chiunque viva in Francia e pretenda di fare spese di un certo calibro.
"La banca non è lontana dal supermercato, posso approfittare per fare la spesa!"
Peccato che lo Stato Maggiore si sia dimenticato che raramente ciò che è vicino in linea d’aria può non essere tale sul terreno. In altre parole, Koris si è persa e ha girato a vuoto per il quartiere residenziale in cui abita Roy Batty. Non si sa per quanto abbia vagato per il limbo di villette, giardini e palazzine. Fatto sta che, stufa delle peripezie, a un certo punto ha pedinato una signora con carrellino, certa che si sarebbe diretta sul bersaglio.
"Un attimo, ma io questo posto lo conosco!"
Koris si è così ritrovata in boulevrad Michelet, a quasi tre chilometri dall’ipermercato, più vicini al centro cittadino che all’agognata spesa in tempio del consumismo. Lo Stato Maggiore ha pertanto deliberato di prendere il metrò e tornarsene a casa con le pive nel sacco.
Koris è rimasta vilipesa e depressa per il resto della giornata, come se avesse il mondo in gran dispitto, tant’è che ha compiuto un paio di azioni che hanno aumentato l’assurdità dell’universo di un grado considerevole. Il primo misfatto è stato l’acquisto di una crema idratante per viceculo (volgarmente detto viso) che dovrebbe risolvere l’annoso problema della pelle degli zigomi ridotta a cartavetro. Lo Stato Maggiore non crede nei miracoli e tanto meno nella cosmetica, ma l’Amperodattilo ha insistito. Il secondo misfatto è stato guardare fissamente una gonna primaverile nera, lunga fino al ginocchio, battaglia con lo Stato Maggiore per vincere il terrore dei negozi di vestiti, entrare e provarla. Fortunatamente una volta che se l’è vista addosso Koris si è vista somigliante a un’abat-jour (come ogni volta che fa l’errore di mettersi una gonna) foderata con un sacco della spazzatura (effetto dovuto al colore nero), pertanto è uscita di gran carriera, evitando così il collasso dell’universo per picco di assurdità.
Dopo la spesa il pomeriggio piovoso è stato sperperato in attività futili e improduttive, pertanto lo Stato Maggiore ha deliberato che il giorno successivo ci si sarebbe cimentati nella preparazione di una focaccia.
"Ma quanta acqua devo mettere per mezzo chilo di farina? E sale? E olio?"
"Ah, vedi tu, io non so mica le dosi, vado ad occhio!"
Dopo questa conversazione skype Koris ha capito che l’Amperodattilo non vuole che il segreto della focaccia si espanda oltr’alpe. Probabilmente non reputa la pargoletta una degna allieva in cucina, pertanto sarà Orso ad essere iniziato ai misteri della cucina. Pazienza.
Tuttavia la buona volontà non difetta nello Stato Maggiore, per cui Koris si è alzata di buon mattino, presentandosi davanti a un plotone già schierato a battaglia, composto da un chilo di farine de blé liquide (ci piace pensare che sia farina), acqua in quantità sconosciute, olio di importazione, lievito di birra anch’esso importato, zucchero e sale. A differenza delle precedenti quanto fallimentari esperienze da assistente alla preparazione di cotanto divino cibo, questa volta Koris si è ricordata di togliersi tutti gli ammennicoli che le pendono dalle mani e di tirarsi su le mani. Quindi, incurante delle proporzioni che nessuno si è curato di comunicarle, ha buttato tutto assieme in una terrina improvvisata. Dopo due minuti di manipolazioni folli in qualsiasi direzione, il presunto impasto aveva l’aspetto di un vomito di gatto, per niente parente a ciò che ottiene l’Amperodattilo.
"Basta, ora getto tutto giù dal balcone e con i frustoli che mi sono rimasti attaccati alle dita gioco al tiro a segno col palazzo davanti!"
Dopo il momento di sconforto, lo Stato Maggiore ha provato ad aggiungere acqua e farina seguendo nient’altro che il suo capriccio, ottenendo così un impasto che era quanto meno cugino alla lontana di quello dell’Amperodattilo. Dopo aver preso la pasta, averla tirata fuori dalla presunta madia, averla manipolata per un tempo indeterminato ma sufficientemente lungo da farle venire male alle braccia (i bicipiti di Koris non sono mai esistiti), Koris ha preso tutto e lo ha buttato in un forno spento, a mo’ di camera di lievitazione.
Attualmente Koris sta guardando la pasta che a breve svilupperà un’intelligenza tale da farla uscire dal forno, espropriare Koris dalla sua tana, andare alla prefettura per avere la cittadinanza e finire il dottorato iniziato dallo Stato Maggiore.
Koris potrebbe anche deliziarvi sulla sua totale incapacità di preparare la presentazione per l’operazione di marketing in cui la hanno incastrata, ma per oggi i fallimenti culinari possono bastare.

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0 thoughts on “Desperate PhD Housewife

  1. Odisseo 13 marzo 2011 alle 17:07 Reply

    Si, forse koris è meglio si dedichi alla fisica delle particelle e lasci a noi miseri mortali simili esperimenti meno scientifici. 🙂

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  2. Yaxara 13 marzo 2011 alle 17:09 Reply

    @Odisseo: sì, decisamente sì. Ordinerò il cibo dal take away cinese e non riuscirò a finire il dottorato per il suicidio del mio fegato. 😛

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  3. L'idea Errante 14 marzo 2011 alle 18:45 Reply

     La signora col carrellino come sintomo di supermercato vicino è fantastica 😀 
    comunque gli impasti tentano Sempre di uscire dal forno e mangiarti (almeno da dopo il Fantaghirò-non-so-che-numero in cui le mele destinate alla marmellata mangiavano le persone)

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  4. Yaxara 14 marzo 2011 alle 19:56 Reply

    la signora col carrellino è stata la mia ultima flebile speranza, per altro disattesa. E alla fine ho persino trionfato sull’impasto, da pazzi! 🙂

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