Don’t try suicide, o forse anche sì

Koris in questi giorni è sull’orlo del suicidio. Cioè, è sempre sull’orlo del suicidio, ma in questi ultimi giorni un po’ di più.
Troppo presto Koris dovrà partire per le lande bavaresi, per il solito meeting di collaborazione. Questa volta spera di andarci con Trillian e non sola, abbandonata e in lutto, come accadde a Mosca. Per ovviare poi alla serrata delle borse da parte del capo, Koris e il collega dottorando S. hanno optato per la soluzione di viaggio low-cost: areo fino a Francoforte e treno fino alla destinazione bavarese. L’aereo partirà da Marignane alle ore 6:05. Per giungere a Marignane da Marseille Saint Charles sono necessari più o meno trenta minuti. Da tana Koris fino a Marseille Saint Charles dieci minuti, che prima del levar del sole contano doppio. Ci si prospetta una levataccia universale.
Ma non è questo il problema di Koris. Lo Stato Maggiore è inquieto perché dovrà presentare. E non sa cosa. Roy Batty ha comandato, quindi Koris deve eseguire prontamente. Koris ha quindi preparato un fantastico template che farà da cornice alla sua presentazione. Il problema è il contenuto. Il centro di calcolo di Lione continua a boicottarle le analisi dati. E non si può nemmeno sperare in una proiezione di foto delle Koris-vacanze, notoriamente non pervenute.
Il problema numero due, a cui non c’è rimedio alcuno, è ancora più imminente. Si situa a Parigi, capitale in cui Koris si sposterà al più presto per una settimana. La chiamavano summer school, episodio due. Lo Stato Maggiore sperava che fosse migliore della precedente, ma come sempre et ho errato. Ieri Koris ha guardato la lista dei professori che interverranno. E ha scoperto che c’è lui, R*. Quello che offrì a Koris il dottorato a Ginevra. Quello che venne illuso da Koris con blande promesse e silenzi imbarazzanti. Quello che venne prontamente tradito quando Koris si gettò fra le braccia del più giovane e prestante Roy Batty. Lo Stato Maggiore ha l’impressione che R*, megaprofessore dedito a fare offerte che non si possono rifiutare, non l’abbia presa esattamente con filosofia. Koris teme rappresaglie sotto il cielo della Ville Lumière. Sta per chiedere la scorta armata. O un secondo per il seppuku.

P.S. La prima parte del titolo è presa da una sconosciuta canzone di Freddie Mercury. Al modo di Koris, voleva essere un omaggio.

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0 thoughts on “Don’t try suicide, o forse anche sì

  1. Singlebanana 5 settembre 2011 alle 15:32 Reply

    pure io sto meditando il suicidio, però deve essere di grande effetto

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  2. Yaxara 5 settembre 2011 alle 16:25 Reply

    @Singlebanana: per ora è solo rimandato perché non sto trovando un’idea abbastanza scenografica… 

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