Déjà vu milanesi

Ovvero, quando il Koris-passato ferroviario si ripresenta furiosamente. E dà incubi sublimi, ad occhi aperti per di più. Per ritornare dall’inesistente Bamberga era previsto che Koris e colleghi si sorbettassero tre ore di treno fino a Francoforte, con cambio nell’altrettanto inesistente Wurzburg. Nomi che potrebbero essere in tema soltanto all’Oktoberfest.
Lo spleen ferroviario è iniziato quando il treno ha decelerato per entrare nella stazione di Francoforte. Sarà che è una stazione di testa. Sarà il tragitto fra i campi di barbabietole. Sarà che Koris non si spara un tragitto ferroviario pluriorario da troppo tempo.
Lo Stato Maggiore si è convinto di entrare a Milano centrale.
All’ingresso sotto la copertura in ferro e vetro, con i cartelloni pubblicitari che svettano, Koris si è messa ad annusare alla ricerca familiare puzza di Trenitalia. Per fortuna non è stato riscontrato il caratteristico odore a metà fra il bruciaticcio dei treni e fetore di piscio, condito di vunciume per far piacere all’Amperodattilo.
Scontentato l’olfatto, il déjà-vu si è fatto tutto mentale. Lo Stato Maggiore era ormai certo di essere di ritorno da Berna e di dover inseguire un lurido (e ritardatario) intercity per Ventimiglia. Il treno per Frankfurt Flugafen non ha lenito questa sensazione. E così fra il crepuscolo nuvoloso e viola, i grattacieli sullo sfondo, una pianura senza mare e senza monti, il grigiore delle città all’uscita di grande stazione, Koris si ripeteva le fermate del (all’epoca) ben conosciuto mantra. Milano Lambrate. Milano Rogoredo. Pavia. Voghera, a Voghera tipicamente il peggio è passato. Tortona, ok, siamo in Piemonte, ce la possiamo fare. Arquata Scrivia, è uno sputo a palombella. Genova Piazza Principe, il Nirvana. Quindi una macchia, fosse di U Babbu, fosse del fu Senzaddio, che ti riporta a Valinor, l’autostrada per Merdopoli…
L’impatto col gate della Lufthansa ha strappato Koris dal suo passato di laureanda bernese al presente di dottoranda del quasi secondo anno all’imbarco per il volo con destinazione Marseille, di Provenza il cielo e il mar. Niente macchina, non questa volta, ma l’autobus per Gare Saint Charles.
Ma la prospettiva dei vuoti d’aria dei cieli notturni è molto più piacevole di un passaggio per la stazione di Voghera.

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