L’influenza di Achille

Disclaimer: post ad alto contenuto di femminismo, complice una notte seminsonne a causa del cosiddetto sesso forte.

Pensando ad eroi che combattono strenuamente incuranti delle proprie condizioni fisiche, mi è subito venuta in mente questa scena:

Che non è che un singolo elemento di una lunga serie. La letteratura (e perché no, anche la storia) rigurgitano di simili esempi. Gente in fin di vita che si lega alla sella di un cavallo per guidare l’ultima carica di cavalleria. Altri che combattono per giorni con una freccia piantata in un testicolo. Altri ancora che, trafitti da un dardo a un occhio, strappano dardo e occhio e ingurgitano il bulbo oculare a mo’ di spuntino prima di ricominciare il massacro (questo in particolare era un cinese decisamente debosciato). O il lebbroso che si fa portare in lettiga sul campo di battaglia pur di dare il suo contributo.
E la donzella? Da copione, se le va male, muore di tisi abbandonata nella torre. Per eventuali esigenze narrative, come per esempio in Star Wars, muore di parto.
Dicono che [la donna] passa in casa, e scevra dai pericoli la nostra vita, e invece essi combattono; ed hanno torto: ch’io lo scudo in guerra imbracciare vorrei prima tre volte, che partorire anche una sola. Questo è Euripide in "Medea" che la sa lunga, in un raro ellenico scatto di femminismo (che poi solo io sia in grado di citare Euripide e George Lucas nello stesso post è un altro discorso).
Ebbene, perché l’eroe di turno ha la grazia di coprirsi di gloria prima di dare il mortal sospiro mentre la donzella, al massimo, fa tre passi dal letto al divano prima di accasciarsi consumata dal morbo (ogni riferimento alla Traviata è puramente casuale, come sempre, se no zio Wolfango mi scomunica)?
Semplice: perché gli autori sono di preferenza maschi e come tali hanno la tendenza a imboscare la verità sulla faccenda.
Siamo seri, se al posto di Boromir con tre frecce di corpo ci fosse stata Eowyn, probabilmente avrebbe combattuto gli Uruk-Hai e lavando anche i piatti nel frattempo, frecce o non frecce. Questo perché noi donzelle siamo multitasking in qualunque condizione.
Poi, come si sa, i maschi tendono all’esagerazione. Il sesso forte è fragile. Che sia eroe omerico o ingegnere asmatico con le costole storte. Un raffreddore diventa una pestilenza in men che non si dica, fosse soltanto per esigenze affabulatorie.
Uno (anzi, una) comincia a farsi strane domande: come se la carica di cavalleria non fosse stata guidata con un naso tappato, anziché in fin di vita. Sul testicolo, invece, non si transige.

P.S. Riflessioni sparse e mal scritte generate dalla comparazione di due individui di sesso opposto nelle medesime caduche condizioni. Ovvero mentre la femmina cominciava a considerare la possibilità di lavorare solo al pomeriggio, il maschio stava dando disposizioni per le proprie esequie.

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0 thoughts on “L’influenza di Achille

  1. Aislinn 16 dicembre 2011 alle 21:00 Reply

    Condivido in pieno le tue osservazioni!

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  2. Yaxara 16 dicembre 2011 alle 21:18 Reply

     @Aislinn: questo perché sei una fanciulla! 🙂 

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  3. kurdt 17 dicembre 2011 alle 03:44 Reply

     Ok, dirò qualcosa che non ti piacerà, mi spiace. 

    Sono balle, quando noi ragazzi facevamo a schiaffi all’uscita da scuola, le ragazze scappavano piangendo, quando c’era una rissa, si nascondevano dietro di me, quando c’era pericolo, scappavano. 

    Con tutto il rispetto che nutro nei confronti di una donna, non potrei mai affidarmi a lei in una situazione di pericolo fisico. Intellettualmente poi è un altro discorso. 

    La verità è che siamo fatti diversi, noi siamo imbottiti di ormoni del cazzo, voi no, ma se c’è da menare le mani voglio vedere chi preferisci avere accanto.

    Con grande affetto per il mondo femminile, migliore per tante robe.
     

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  4. Yaxara 17 dicembre 2011 alle 08:24 Reply

     In primis, mi mancava il tuo modo civile di discutere (e no, non è sarcasmo, lo giuro sul mio macbook). In secundis effettivamente non hai tutti i torti. Quando ci si mena gli ormoni del cazzo (lett.) fanno sempre comodo… devo ricordarmi di tenerne una scorta nella credenza.

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  5. kurdt 17 dicembre 2011 alle 10:22 Reply

     Non puoi giurare su un oggetto rotto. 

    Sai cos’è? che non potete levarci anche questo, già fate tutto quello che facciamo noi, a volte meglio, almeno l’eroismo lasciatecelo, è una foglia di fico.

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  6. Yaxara 17 dicembre 2011 alle 13:40 Reply

     Non sarà rotto a lungo, il tempo di sopravvivere al week-end e riparo il pezzo.
    La foglia di fico però è evocativa… d’accordo, ve la lasciamo. 

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