When it comes to you

Gossip del laboratorio, ovvero quello che succede dall’altra parte del corridoio.
"La sai l’ultima?"
"Su cosa? Sul bosone di Higgs? Sulle misure di OPERA? Che poi io lo avevo che non mi fidavo…"
"Ma no, sul tuo collega dottorando"
"Quale collega? Quale compagno di schiavitù, quale profugo della fisica nella condizione in cui hai troppi doveri e nessun diritto?"
"Quello dell’altra parte del corridoio"
"No, non ne so nulla. Spero solo che non abbia a che fare con un seminario che non ce n’ho voglia. Già ‘sta cosa del bosone di Higgs non è che mi abbia convinto più di tanto…"
"Si sposa"
"… che poi, diciamolo, con tre eventi cosa pretendi di… EH? Come sarebbe a dire si sposa?"
"Si sposa"
"No, scusa, farà un PACS al massimo…"
"No, no, si sposa proprio"
"Cioè, si sposa davvero? Ma è un dottorando!"
"Perché, i dottorandi non possono sposarsi?"
"Non nella mia testa bacata, ma effettivamente credo non ci siano impedimenti oggettivi… dove si sposano?"
"In comune, lo sai che qui il matrimonio religioso non ha alcun valore. Comunque si sposano per questioni di visto, niente di superformale o cose del genere. E Z. gli fa da testimone"
"Credo che un matrimonio con Z. come testimone possa essere considerato non valido… Z., quando sarebbe il matrimonio?"
"A metà gennaio, direi il 16…"
"A me avevano detto il 18…"
"Ah, sì, vero, forse è il 18…"
"Ecco, per l’appunto…"

Che poi io sono suscettibile a questi discorsi. Ormai è passato un anno, ma certe mentalità dell’anno scorso sono dure a morire (assieme alla prova che sì che i sogni sono sempre al contrario, ma che in essi si nasconde un fondo di verità). Soprattutto quando ti casca vicino, più o meno dall’altra parte del corridoio in cui lavori. Lui ha pochi anni in più di te, abbastanza pochi da poterlo considerare coetaneo, e si sposa. Mentre tu come un’ape nei giorni d’aprile va volando leggera e scherzosa corre al giglio poi salta alla rosa, dolce un fiore va a cercar per sé, insomma, saltelli di palo in frasca. Anzi, soffri di imeneofobia aggravata, vista la difficoltà ad accettare determinati inconfutabili fatti. Fatti reiterati, per altro.
Qui urge che si cresca. Proverò a mangiare del lievito.

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