Back in Bo

Che poi diciamocelo, la voglia di Koris di prendere e andare a Boulogne per una riunione di due giorni era pari a zero.
“Trovati una buona scusa per motivarti e vai” disse Roy Batty, l’uomo a cui puoi anche dire di no, basta che poi fai come dice lui, che tanto ha sempre ragione.
Così Koris si è motivata con “male che vada, recupero la pergamena di laurea” ed è andata.
La riunione è stata la solita inutilità necessaria, con le ordinarie follie dei fisici (“lo so che sono quasi le sette di sera, ma dovete sentire assolutamente il mio talk, sono solo 35 slides”, e sticazzi no?). La parte interessante è stato il contorno.
Koris è giunta a Boulogne sotto un cielo assurdamente azzurro. Delle nebbie di Avalon nessuna traccia, invogliava quasi a restare. Fra i pollini e il miscuglio di nostalgia/consapevolezza che assale all’uscita dell’aeroporto. Poi ci si ricorda dei 35° con umidità di agosto o delle settimane di umidità trionfante e allora l’idea di essere sul mare a Marseille riacquista fascino.
Con la faccia di bronzo che la contraddistingue, Koris si è praticamente auto-invitata a cena da Arunka. Quivi ha abusato della generosità di Arunka e consorte, scroccando pasta al pomodoro, ottimi ceci e gelato, con vino che per amore di metafora chiameremo del Peloponneso. In cambio ha offerto un po’ del suo umorismo becero e di bassa leva, con qualche coccola al micio, che a differenza della strafottente e pingue gatta Spin è interattivo e si lascia accarezzare. Il tutto coi peggiori aneddoti che lo Stato Maggiore racconta, conditi con nerdaggine a tema Star Trek in libera uscita. In sintesi, serata veramente gradevole, qualcosa che varrebbe la pena di replicare. Non fossero quei 500 km di impiccio, ecco.
Koris è stata quindi scarrozzata (che quando si abusa bisogna farlo seriamente!) in collegio. Ove è stata pizzicata appena ha messo il piede oltre la soglia.
“Tu! Di ritorno! Vieni che parliamo un po’!”
“Mah, sarebbe anche mezzanotte…”
“Dai, ci facciamo una tazza di the e ci racconti le tue passate imprese con Bazilla”
Così, fra una tazza di brodaglia inglese, un “beh che il corso di laurea ora fa schifo”, un “ma perché minchia hai comprato i tovaglioli se avevo già comprato lo scottex?!” e una beffa alla distribuzione gran canonica, si sono fatte le tre. Di notte.
E la sera dopo…
“Allora che si fa? Mi avevi promesso che avremmo fatto qualcosa…”
“È che siamo al venerdì sera prima di un ponte, quindi il collegio è il deserto…”
“Ho ben presente, ricordo”
“Pizzata collegiale con i superstiti? Ti va?”
“Sai da quant’è che non mangio una pizza da asporto con la mozzarella?”
E così pizzata, col pakistano che consegna le pizze e le due bibite omaggio. Dopo una delle solite classiche raccolte soldi.
“Io ci metto dieci”
“A me la paga Phara”
“Io mangio con voi, ma mi porto la mia roba che se no mi si mummifica l’insalata in frigo”
“Qualcuno ha da cambiarmi 20 euro?”
“Va bene, anticipo io, ma se non mi tornano i soldi indietro mi incazzo”
E si mangia tutti assieme giù, sotto al portico. La compagnia non è la stessa che Koris ricorda. Un tempo c’era Junior che inorridisce all’idea della pizza alla nutella, Sophia che “ma dai, cosa buona più cosa buona uguale cosa buonissima”, il Mathematicus con le pizze fetenti per l’alito, W. che la vuole con le olive, Nick il filosofo che ordina un’improponibile salsiccia e scamorza, il “non avete chiamato Gweedo, vero?”. Ora Koris siede assieme ai giovincelli, ma le abitudini sono rimaste le stesse. Metà del tavolo parla del crollo del sistema liberale, l’altra metà canta la sigla delle Tartarughe Ninja a bocca piena.
“Biliardino prima di andare a dormire?”
“Sì, ma non facciamo tardi che io ho da ripetere metodi matematici fino allo sfinimento”
La sala delle feste non c’è più. È sopravvissuta solo una saletta minuscola che ai tempi di Koris nessuno filava. Un po’ di tristezza all’idea che il luogo che ospitò così tante feste mal riuscite non ci sia più. Tristezza fugata dal biliardino con bestemmione, perché sentire due chiamarsi Topino e poi cantare a rutti “We’re the champions” è qualcosa di assolutamente fuori dall’ordinario. Da uscire dallo spaziotempo.
E ti viene quasi da pensare che domani mattina ti sveglierai alla 115, nel tuo letto vicino alla finestra con l’improponibile plaid dei Looney Tunes, e ti farai una enorme tazza di latte, cacao e pan di stelle generici Coop sulla tua tovaglia tattica a chicchi di caffè, dove le briciole non si vedono. E penserai se scendere subito a studiare qualcosa come laboratorio di fisica nucleare o trovare una scusa per attardarti, come i piatti della sera prima da lavare. Poi Koris la pianta perché si accorge di diventare troppo nostalgica.

camer

Koris-camera dei tempi andati. Con la coperta dei Looney Tunes

tovaglia

La mitica tovaglia. È quasi arduo trovarci i piatti...

 Ma invece no, Koris la mattina dopo prende zaini, masserizie e lauree di sorta e va a imbarcarsi per Monaco prima, per Marseille poi. Con la piacevole consapevolezza che in quei cinque anni ha lasciato comunque un buon ricordo di sé.

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0 thoughts on “Back in Bo

  1. Quella del Sangue di Porco 28 aprile 2012 alle 20:32 Reply

    Questo post fa commuovere pure me che ancora non c’ero.
    E quella tovaglia coi cornetti trompe l’oeil è… non so, è ciò che ho sempre desiderato e non l’ho mai saputo. Coi giornali coperti dai chicchi di caffè Y_Y guarda, migliore sarebbe stata solo con delle vere foto di briciole trompe l’oeil anche loro. (uò, quasi quasi me ne faccio una personalizzata)
    Domanda: ma il biliardino è un’abitudine da fisici bolognesi (tu e altri due ceffi fisici siete gli unici che hanno nominato il biliardino da quando sono qua) o da qualsiasi studente tranne tutto il resto dei miei amici?

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    • Yaxara 28 aprile 2012 alle 20:40 Reply

      Ecco, mannaggia a me che mi è uscito il post smieloso! 😛
      La tovaglia fu comprata a metro in un negozio di bricolage, all’Ipercoop di Merdopoli. Ma mi è capitato di vedere ancora quel particolare tessuto (?) in giro. Con l’Amperodattilo se n’erano comprati due/tre metri e quindi sagomato.
      Al biliardino in realtà si è giocato con filologi e letterati, ma l’iniziativa è stata del fisico…

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