La teoria dell’alligatore nel water

Buongiorno a voi, popolo di telefono-connessi col resto della vostra famiglia disperso per il globo!
Avete mai provato quella fastidiosa sensazione di sprecare prezioso fiato attaccati alla cornetta, mentre dall’altra parte siete considerati radiazione cosmica di fondo? Vi è mai capitato di lamentarvi con vostra madre di sciagure inenarrabili e ricevere un schiera di risposte precotte? Avete mai sciorinato alla vostra più o meno  (agro)dolce metà una dichiarazione di sconfinato affetto che avrebbe fatto sbavare gli stilnovisti per ottenere solo un “ok, amò”? Avete mai sentito gli inconfondibili suoni di Spider, mentre l’altro conversante negava ogni evidenza?
Qualora la risposta sia sì,  la teoria dell’alligatore nel water fa per voi.

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Visto? Già pronto ad entrare nel tuo water!

Semplice, pratica, efficace, sonda in pochi secondi il grado di attenzione del vostro ascoltatore. Qualche domanda:

  1. Chi può applicare tale pratica? Tutti. Esiste anche una versione francese chiamata “je suis fait inculer par une balene”. Perché i francesi sono volgaroni, ecco.
  2. Ci sono delle controindicazioni? Tendenzialmente no. O forse chi le ha provate non è qui per raccontarle.
  3. Cosa mi serve per applicarla? Un po’ di faccia da culo. Koris la vende su ebay.
  4. È efficace? 100%. Del resto non capita tutti i giorni un alligatore nel water.

Esempio pratico: Koris e l’Amperodattilo. Sottofondo di suoni di Mahjong, probabilmente una nuova hit dell’estate, visto che a Merdopoli pare che nessuno stia giocando.
“… quindi due palle, non sono riuscita né a pagare le tasse né a fare il versamento…”
“Eh, capita”
“Almeno la spesa, quella sì, se no non c’era niente da magiare”
“Cosa vuoi che ti dica…”
“Poi c’è pieno di gente che mi vessa, devo fare la presentazione per Roma e pure il bucato…”
“Eh, mah…”
“Poi devo escogitare qualcosa da fare per cena e mi è finito un alligatore nel water”
“Eh, succede”
Di fronte a un tono piatto e risposta precotta potete anche riattaccare, probabilmente dall’altra parte del filo andranno avanti a “Eh, mah” ancora per qualche minuto, poi si convinceranno che è caduta la linea o che siete stronzi voi. Qualora al contrario vi stessero ascoltando, beh… o ci fate una figura di guano, o finite alla neuro.

cesso

Adducete prove (di plastica) se dovessero scoprirvi!

Se invece abitate a New York e l’alligatore nel cesso lo avete davvero, provate a permutare la frase magica con “pitoni nella lavastoviglie” (non nelle lavatrici, mi raccomando, pare che ci si trovino piuttosto spesso).

P.S. disservizio: pare che aprile sia finalmente finito. Koris ha fatto il versamento nipponico e intanto ghigna canticchiando una canzone sentita da sua nonna secoli fa, di cui ricorda solo “Cucù, aprile non c’è più, è ritornato maggio al suono del cucù” (Koris ultimamente si sente parecchio demente).

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0 thoughts on “La teoria dell’alligatore nel water

  1. Lisette LaNoiosette 2 maggio 2012 alle 13:29 Reply

    Purtroppo non potrò mai essere io ad usare questa scusa, perché appartengo all’opposta fazione: di solito, dato che ho il telefono in soggiorno, se intuisco essere una telefonata lunga, accendo la play station e annullo il cervello.
    Ultimamente chi mi chiama sul fisso sente il rumore di spari: è il periodo di Red Dead Redemption.

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    • Yaxara 2 maggio 2012 alle 13:34 Reply

      Ma io rispetto i videogiochi seri, ci mancherebbe. E capita a tutti di applicarla, prima o poi. Il peggio è che funziona davvero.

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  2. Quella del Sangue di Porco 2 maggio 2012 alle 14:44 Reply

    Aaaaah ecco cos’era l’altro giorno quella frase di mamma che finiva per “water”!

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    • Yaxara 2 maggio 2012 alle 14:55 Reply

      LOL! Che poi tecnicamente parlando è una supercazzola…

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  3. Aislinn 2 maggio 2012 alle 16:09 Reply

    Eh, succede…
    😀

    Scherzi a parte, ricordi “Last action hero”, con Schwarzy che posava la cornetta del telefono su un registratore di “m-mm, ah-ah” preregistrati, quando telefonava l’ex moglie? Ecco.

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    • Yaxara 2 maggio 2012 alle 16:10 Reply

      Onestamente il film mi manca. Però ricordo adesso che Terry Pratchett deve aver scritto una cosa simile in “The Fifth Elephant”, in un momento in cui Lady Sybill parla a Vimes che non la ascolta…

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