Specchio specchio

(Il titolo non c’entra un tubo, ma ci sentiamo startrekkiani, oggi, e verosimilmente domani anche di più).
Ambientazione: metrò uno, direzione La Fourragere, dopo la fermata Saint Juste – Hotel de la region.
Due coppie sedute nel posto a quattro, speculari una rispetto all’altra.  Koris, in cerca di ispirazione, osserva.
Coppia numero uno: vestiti di nero integrale, scarpe Nike di vernice modello “mi ci vedo riflesso”, pantaloni azzimatissimi di come piacevano a Orso anni fa (il famigerato stile WinZip), cotti e lampadati a puntino. Tamarri marsigliesi, in altre parole. Lui parla con l’iPod, o più probabilmente l’iPhone, nelle orecchie e porta gli occhiali più truzzi mai visti sulla faccia della terra. Capello a due millimetri come da manuale del tifoso dell’OM. Lei ha i lobi deformati da cinque chili di orecchino per lobo, trucco da occhi di gatto, coda altissima e nera trattenuta da elastico di paillette. Dalla maglia attillata si intuisce che stia facendo la dieta per la prova costume. A tratti lui alza un braccio, afferra letteralmente la testa di lei e le stampa un bacio a ventosa con risucchio sulla bocca. Verosimilmente stanno andando allo struscio domenicale per le vie del centro.
Dall’altra parte: campo profughi. Hanno entrambi pantaloni da trekking color seppia e scarpe da montagna infangate. Lui ha una faccia da Talebano con l’influenza intestinale. A giudicare dalla zazzera e dalla barba deve aver divorziato dalle forbici e dal rasoio un paio di mesi fa. In braccio ha una sorta di mazzo di fiori, ma più probabilmente sono talee da riproduzione per furto. La lei al fianco mostra la medesima coda di cavallo alta, ma a differenza del suo doppio speculare devono averla deportata di forza dal parrucchiere una decina di anni fa, visto che ha i capelli di un carciofo in shock anafilattico. Fra le gambe uno zaino usurato, che avrà di certo portato lei perché il maschio è una specie debole, e una borraccia di colore improponibile. Ha lo sguardo perso fuori dal finestrino, come chi ha perduto la speranza qualche chilometro a piedi fa. Lui ronfa con la testa sulla spalla di lei, sempre per il discorso precedente. Verosimilmente stanno andando a dormire su una panchina di Gare Saint Charles.
Koris osserva e medita sugli universi paralleli. Nel frattempo si domanda quale delle due direzioni voglia prendere da grande.

P.S. Non volevate un post allo stress da pre-meeting, vero? Perché lo Stato Maggiore ha un vagone di stress, basta solo farlo uscire. Ma si preferirebbe soprassedere.

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0 thoughts on “Specchio specchio

  1. Lisette LaNoiosette 7 maggio 2012 alle 10:09 Reply

    KLa tua è una previsione troppo limitata.
    Due coppie su una metrò, e magari da grande non prenderai i servizi pubblici, ma te ne starai col sedere sul sedile di un auto. Una di quelle grosse e che inquinano.
    Sta’ attenta.

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    • Yaxara 7 maggio 2012 alle 10:33 Reply

      È che non guido un’auto da quando ho preso la patente, più o meno, quindi dubito. Al massimo avrò l’autista.

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  2. spicciola 7 maggio 2012 alle 19:14 Reply

    Ehm, io non è che ho ancora capito molto, su Loris e tutti i suoi mondi paralleli, ma se si tratta di fisica, secondo me può esserci una via d’uscita: la smaterializzazione, per esempio.

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    • Yaxara 8 maggio 2012 alle 07:24 Reply

      Ecco, la smaterializzazione sarebbe sempre una buona opzione. Io mi smaterializzerei volentieri adesso, per ricomparire in una pasticceria praghese (ho saltato la colazione…).

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  3. Quella del Sangue di Porco 8 maggio 2012 alle 07:33 Reply

    I pantaloni da trekking e le scarpe da montagna promettevano bene. Pure lo zaino (e pure il maschio debole -.- almeno non ti ritrovi una deficiente che non sa portarsi da sola le sue valigie, anche se a quel punto la saggia cosa è abbandonare il maschio debole lungo il cammino perché venga naturalmente selezionato in tempi brevi).
    Se col vagone lo stress se ne va, è il benvenuto (tanto non è che qui siamo messi meglio). Ma mi sa che ti resta comunque, quindi tanto vale soprassedere.

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    • Yaxara 8 maggio 2012 alle 07:44 Reply

      I pantaloni da trekking e le scarpe da montagna hanno il loro perverso fascino (all’Amperodattilo non piace questa affermazione per Koris-trascorsi burrascosi).
      Spero comunque che oggi il vagone di stress parta per un’altra destinazione. Vi saprò dire.

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