Imminenze nipponiche

Fra dieci giorni Koris sarà nel paese del Sol Levante per un paio di settimane. È la trasferta dell’anno e, come secondo la migliore tradizione, non c’è niente di pronto. E con niente si intende niente nientissimo, nemmeno la testa di Koris, ove lo Stato Maggiore continua a ripetersi “C’è tempo” (il vecchio Relatore ha fatto più danni del previsto sul Koris-inconscio).
Il poster della Koris-presentazione esiste in teoria ma non in pratica. Tecnicamente, è un’idea platonica. E come tale se ne sta a sguazzare nell’Iperuranio, ben lungi dal diventare realtà.
Le analisi dati sono la solita crisi per colpa dei Lionesi. Koris avrebbe dovuto approfittare della sua presenza in zona per piombare a  Villeurbanne e fare una strage degli addetti al centro di calcolo. Del resto bisognerà pure trovare un capro espiatorio per la faccenda. Dall’alto della sua atarassia (sì, stamattina Koris si è svegliata con la filosofia greca per traverso), Roy Batty resta imperturbabile e sereno come un monaco Zen. Lo Stato Maggiore comincia a pensare che non gliene freghi più di tanto. O forse è asceso al Nirvana senza avvertire nessuno.
I pagamenti per il Giappone sono né più né meno che una tragedia. Non si capisce perché la banca non autorizzi il trasferimento da carta di credito. Il pagamento viene rifiutato. Il bonifico annullato non è ancora tornato alla base. La banca dice di non saperne niente di niente. Koris è sempre più a favore del ritorno al regime del baratto.
Dopo un incubo tremendo in cui Koris perdeva l’aereo perché non aveva lo zaino pronto, si sta stilando una lista delle cose da portare in viaggio. Peccato che siddetta lista conti al momento soltanto delle voci “k-way” (pare che da quelle parti sia la stagione delle piogge) e “shampoo”. Koris deve impegnarsi di più, maledettamente di più.
Il tour giapponese post conferenza sta prendendo piede altrettanto lentamente. C’era un foglio che recava le tappe previste, ma è andato perso nell’entropia della Koris-scrivania. Comunque pare che ci si limiti a Kyoto-Osaka. A tratti lo Stato Maggiore viene colto dal panico all’idea di trovarsi dall’altra parte del mondo, in un paese completamente diverso dal suo, con una lingua completamente alinea e in un altro continente. Fra Koris e la ventitreenne francese che partirà per un anno a fare il tour delle Americhe con la sola compagnia della gatta c’è ancora un abisso.
Così Koris se ne sta bellamente sospesa fra sé e sé, terrorizzata a tratti, stressata ad altri, euforica prima e dopo i pasti. Un’agitazione che a confronto la partenza per Mosca era una scampagnata nel cortile di casa.
Vi si terrà aggiornati.

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0 thoughts on “Imminenze nipponiche

  1. Quella del Sangue di Porco 23 maggio 2012 alle 14:52 Reply

    Che poi a me già Shampoo mi sembra di troppo.

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    • Yaxara 23 maggio 2012 alle 15:01 Reply

      Eh, ma per due settimane è meglio averlo. Avrei paura dello shampoo giapponese…

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  2. Jacque 23 maggio 2012 alle 21:37 Reply

    Ma vaaaiiii e divertiti – forse? – e soprattutto porta anche me. Sul serio. Shampoo, un dizionario, un po’ di consigli su come usare la metro – io per capirlo ci ho messo due giorni su 10, fai tu -.-*
    Salutami la Tokyo Tower ç___ç*

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    • Yaxara 24 maggio 2012 alle 08:42 Reply

      Spero proprio di divertirmi. Aspetto di andare in Giappone da una vita, l’idea che possa non piacermi mi ammazza un po’. 😉

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