Last day in Kyoto

Domani Koris lascia Kyoto per dirigersi a Osaka (e da lì, due giorni dopo, all’accogliente estate marsigliese). Quindi quelli di oggi sono stati gli ultimi dieci chilometri di suole usurate, poiché è stato sindacalmente deciso che a Osaka ci si muoverà solo ed esclusivamente in metrò. Anche per andare al cesso.

kinkakuji

Kinkakuji, o Padiglione d'Oro. Nella parte troppo lontana di Kyoto.

L’idea di fare i bagagli e partire per Osaka fa quasi un po’ impressione. Dopo nove giorni, a Kyoto si era quasi di casa, come si può essere di casa in una metropoli di un milione e passa abitanti, di cui non si conosce la lingua e si sottostimano alla grande le dimensioni ogni due per tre. Ma ormai a Kyoto si è visto quasi tutto quello che c’era da vedere, quindi passiamo oltre.

ninfee

Ninfee di Ryoanji, le uniche che prosperano nell'umidità presente.

 Koris non si azzarderebbe mai a dire che i templi sono tutti uguali, così come non lo direbbe di una cattedrale gotica. Ognuno ha la sua particolarità, il suo giardino con il suo antro segreto, qualche dettagli che sulle prime ti pare insignificante. La verità è che Koris sta diventando zen a sua insaputa, ma ha giurato che smette appena varca la frontiera di un paese in cui una mozzarella non costa otto euro (in compenso in Giappone la benzina costa poco più di un euro, automobilisti rodetevi).

drago

"Ho un muso simpatico, vero?"

Però, fuori di metafora, l’umidità uccide. Tutti, tranne le zanzare. Oggi Koris stava per stramazzare a terra, priva di sensi, implorando il monsone di scatenarsi in tutta la sua potenza per raffreddare il luogo. Poi si è ricordata che la pioggia cade calda, quindi la situazione sarebbe peggiorata senza rimedio. Per una volta le è andata bene.

acqua

Acquaaaa!! Acquaaaa!! E non è nemmeno un cimitero!

Alla fine della triplice visita odierna a Kinkakuj, Ryoanji e Ninnaji, Koris era talmente gravata dall’umidità che ha abdicato i suoi sani principi a base di “a Kyoto solo a piedi” per abbracciare la trasgressione dell’autobus. Il quale era pieno di studenti delle equivalenti medie giapponesi, fra cui una ragazzina con gli occhiali da Harry Potter che fissava Koris e rideva. I casi sono due: o lo stato di Koris-derelitta diverte i Giapponesi, oppure la ragazzina era fatta di funghi all’età di undici anni. In ogni caso, Koris vorrebbe essere esperta di manga per scoprire a quale personaggio sicuramente imbecille assomiglia.

ninnaji

Ninnaji: foto a sbattimento minimo.

Comunque sia, domattina si parte. Stazione di Kyoto, treno JR (quindi non lo ShinkanSticazziSen) in direzione Osaka. Si dice che i treni giapponesi non concepiscano il ritardo. Ma si diceva la stessa cosa dei treni svizzeri, eppure Koris riuscì a scoprire che un Berna-Milano poteva arrivare in ritardo di tre ore. Ma no, dai. Andrà bene. La sfiga ferroviaria sarà rimasta su rotaia, non può aver preso un volo intercontinentale solo per perseguitare Koris. O no?

demone

"Attenta, Koris, io ti guardo..."

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