Ragni, serpenti, Francesi e zanzare

Quando si ricevono certe telefonate e si da loro credito, è scontato ritrovarsi in situazioni rischiose e al limite del disagio personale. In altre parole, Koris ci va a nozze.
In questo modo si è ritrovata su un minuscolo treno che tagliava le Bouches du Rhone diretto ad Avignone, Vaucluse. Koris-destinazione: Cavaillon, villaggio mai sentito prima e che ha stupito un po’ tutti per esistere sulle carte della SNCF.
Giunti a Cavaillon, il cielo minacciava pioggia. Koris ha pensato che l’idea di portare il k-way era stata tutto sommato azzeccata: per la legge di Murphy inversa, non avrebbe dovuto piovere.  Il ragionamento non faceva una piega, dal suo punto di vista. L’appuntamento per il prosieguo verso le Dentelles de Montmirail era previsto alle 18, ma Koris ha imparato a conoscere i suoi polli e sapeva di poter contare su un margine di un’ora. Giusto il tempo di trovare un supermercato, fare la spesa di generi alimentari e di conforto, far suonare per ragioni sconosciute l’antitaccheggio, svuotare lo zaino davanti a una guardia annichilita dal numero di moschettoni e rinvii ivi contenuti e ripartire per la stazione. Ove il ritardatario era in anticipo di cinque minuti.
“Hai visto le nuvole?”
“Il meteo ha detto che non pioverà”
“Sia, ma abbiamo qualcosa con cui ripararci durante la notte, nel caso? Che so, una tenda…”
“Non pioverà, al limite cerchiamo un riparo in loco”
“Ho capito, ci piglieremo un monsone sulla testa”
Giunti a destinazione, ha cominciato a piovere. Due gocce, poi ha smesso. Va bene, niente panico, saranno solo due gocce. Si monta il campo nello stesso punto scelto la volta precedente, si constata l’assenza d’acqua e si entra nell’ordine di idee di cenare.

cascata

Qui c’era una cascata, un tempo.

Durante la cena ha ricominciato a piovere. Ci si è riparati sotto una roccia sporgente. Tempo di spostare zaini e armamentari e la pioggia era finita.
“Ma per dormire come facciamo? Qui non c’è posto per i sacchi a pelo”
“Ha smesso di piovere, non c’è bisogno di ripararsi e la terra è già asciutta”
“Sì, ma se ricominciasse a piovere?”
“Il meteo ha detto che non pioverà”
“E va bene…”
Ci si mette a dormire alla buona, telo di plastica, materassi vintage e sacchi a pelo. Koris si è appena addormentata che, indovinate un po’, comincia a piovere. Unica soluzione percorribile: prendi il telo e mettilo a mo’ di coperta. A operazione terminata smette di piovere, come secondo la migliore tradizione. Andrà avanti così per tutta la notte. Koris vota per “fanculo la pioggia”, si chiude nel sacco a pelo sudando l’anima dei suoi migliori e si addormenta. Il resto della truppa passerà la notte a togliere e a mettere il telo a seconda delle precipitazioni.

alba

Buongiorno! Passata bene la notte insonne?

campo

Notte insonne passata qui, per inciso.

Tirati fuori pani e nutelle dallo zaino-incubo-anni-’90 di Koris e sfamatisi a dovere, si attacca ad arrampicare. Con Koris-soddisfazione, unica per altro. Sarà stata la roccia particolarmente simpatica. Sarà stata l’idea che le quotazioni non erano folli come al solito. Sarà stata la corda nuova. Sarà.

falsesi

Niente di meglio che una falesia conquistata.

Nel pomeriggio si rifanno armi e bagagli, si rinfodera la corda, ci si cambia d’abito (da cui la necessità di un vestito decente) e si parte per il ridente villaggio di Sablet, un discreto nulla cosmico nel Vaucluse i cui abitanti sono campanilisti dal XIII secolo. Anzi, sono rimasti al XIII secolo.

scorcio

Scorci provenzali.

stemm

La campanilistica Vaucluse.

sablet

Manteniamo la stessa mentalità da circa 700 anni…

Per la serata, Koris ha potuto dimostrare che cinque anni di collegio non sono stati spesi in vano, distruggendo a ping pong chiunque le si parasse davanti. Santa sala Oxford col santo ping pong di preferenza con racchette rotte e palline ammaccate.
Il resto è riassumibile con andare a dormire alle quattro del mattino e svegliarsi all’una, frastornati come non mai e con gente che fa della filosofia appena svegli (“Il faut jamais etre desolé dans la vie”). Esperienza da non ripetere: bere succo d’arancia appena svegli, a meno che non si voglia sperimentare la digestione di un tirannosauro.

lavanda

Lavanda di Provenza, per dimenticare il tirannosauro.

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4 thoughts on “Ragni, serpenti, Francesi e zanzare

  1. laViscida 30 luglio 2012 alle 17:05 Reply

    Desidero follemente i tuoi weekend. O almeno, li desidererei se avessi dei desideri che vadano oltre la sopravvivenza spicciola.
    Un giorno, quando diventerò più coscienziosa, ti imiterò: che dici, mi devo educare al sacco a pelo già da ora?

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    • Yaxara 30 luglio 2012 alle 17:14 Reply

      Non usarlo nel letto. Solo su superfici rigide e scomode. Se no la comodità del materasso esalterà la scomodità del sacco a pelo. Consiglio un materasso di pietroni.

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  2. Quella del Sangue di Porco 30 luglio 2012 alle 18:22 Reply

    Tu meriti molto di più.
    Molto, molto di più
    di uno zaino anni ’90.

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    • Yaxara 30 luglio 2012 alle 18:44 Reply

      E in verità vi dico, quello zaino è l’Eden dei bagagli. Perché anziché andare in altezza come gli zaini moderni va un po’ in tutte le direzioni ed essendo io di dimensioni ridotte mi garba alquanto. Che poi abbia l’accostamento di colori più orribile di qui alla fascia degli asteroidi, è un altro discorso…

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