I love sciòpping con il Borg

Che Koris e lo sciòpping viaggino su binari paralleli destinati a non incontrarsi mai è cosa nota. Koris compra qualunque cosa come se comprasse il prosciutto: “mi dia quello, due etti e mezzo tagliato sottile. Grazie e arrivederci”. Perché Koris compra se e solo se ha veramente bisogno di qualcosa, ed è in grado di meditare mesi e mesi su un singolo acquisto per valutarne la necessità (deve essere il suo lato ligure che ogni tanto riappare).
Fosse per Koris lo struscio nel corso, le vetrine i saldi e le svendite non avrebbero nessuna ragione di esistere.
Fosse per Koris il capitalismo si sarebbe già impiccato a una trave.
Capita tuttavia che nei suoi giri Koris sia accompagnata da individui che millantano di essere come lei, ma che al contrario vengono subitaneamente posseduti dal demone dello sciòpping e si trasformano da frati trappisti a Sophie Kinsella.
A casa Koris mancava da troppo tempo una libreria e i libri avevano colonizzato un po’ qualsiasi tavolo del salotto, il comodino, a breve anche il water. Una situazione simile doveva finire.
“Oggi si va a procacciarsi una libreria!”
Koris ha un’allergia all’Ikea degna di un cromosoma Y (ma del resto si sa che Koris è XX per un errore della genetica), ergo si è dovuta trovare una soluzione alternativa. Il piano di Koris: incursione velocissima-si trova qualcosa di potenzialmente interessante-si paga-si torna a casa. Tempo stimato per l’operazione: un’ora e mezza. Due ore se si aggiunge un fly-by al negozio di attrezzature di sopravvivenza per comprare il sacco a pelo invernale sospirato da natale in poi.
Koris ha ovviamente fatto i conti senza l’oste. Il quale, mentre Koris scandagliava il territorio con la stessa apertura mentale di un centurione Cylone alla ricerca dello scaffale, si comportava come una tredicenne al centro commerciale cittadino.
“Potremmo dare un’occhiata nel mucchio, intanto che cerchiamo lo scaffale”
“Il mucchio non ci interessa”
“Beh, già che siamo venuti fino qui…”
“Il mucchio dice 404 scaffale not found, quindi si passa oltre”
Koris è bravissima a fare il robot, tant’è che l’Amperodattilo in epoche remote la chiamava Super Vicki. Ma quando si ha a che fare con uno che parla il Java, anche il robot deve cedere.
“Un’occhiata veloce”
Il mucchio, contenente la quintessenza del ravatto tanto temuto, restituisce una padella per caldarroste e nessuno scaffale. Koris storce il naso, perché anche i robot nel loro piccolo si incazzano.
In quei cinque minuti dilatati relativisticamente si trova lo scaffale. A quel punto Koris cerca di mettere in atto un acchiappa-e-scappa, ma fallisce miseramente. Soprattutto non avendo in suo potere le chiavi della macchina.
“Già che ci siamo do un’occhiata ai vestiti”
Ecco. A Koris comprare i vestiti fa venire l’orticaria isterica. Koris è completamente incapace di dare un’occhiata ai vestiti. L’ideale di Koris sarebbe il sarto di corte a cui commissionare lo stretto indispensabile secondo il suo gusto. Ma non è l’epoca giusta, a quanto pare.
“Ti piace questo?”
Trattasi di una felpa piuttosto innocua. Koris-Borg si connette al database del suo armadio, lo scandaglia e risponde.
“Non ho bisogno di felpe”
“Non ti ho chiesto se ne hai bisogno, ti ho chiesto se ti piace”
“Il gusto è una peculiriatà irrelevante rispetto all’occupazione dell’armadio”
“Ora, non offenderti, ma tutte le tue felpe che hai sembrano trafugate alla tua cugina che fa le medie. Quindi decido che ti piace e il posto si trova”
Risposta degna dell’Orso nei suoi momenti di arbiter elegantiarum più sublimi. Nel frattempo all’Amperodattilo dovrebbero fischiare le orecchie, visto che si incarica dell’abbigliamento di Koris in maniera quasi insindacabile.
Dopo un periodo inusitatamente lungo e parecchia pazienza, si decide finalmente per partire. Un solo ostacolo si intromette fra Koris e la macchina: una lastra di marmo trovata nel parcheggio. Abbandonata.
“Potrebbe tornare utile”
Certo, chi non tiene sempre del marmo in cantina in caso di necessità? Hai visto mai uno avesse una targa da scolpire al volo, fa un salto nel seminterrato ed è fatta. Mentre Koris comincia a dubitare di uscirne viva, l’altro familiarizza col parcheggiatore (perché una polmonite nel cv pare accomuni i popoli) e si aggiudica il granito, che pesa quanto Koris.
“Ora, non è per tirarla in lungo, ma possiamo fare una toccata e fuga a prendere il mio sacco a pelo invernale?”
“Se troviamo parcheggio sì”
“Tanto non ci vorrà molto”
Al solito, il Borg si sbaglia. Ci sono state ricerche del vestito da sposa che sono durate meno. Il Koris-accompagnatore è stato più cavilloso dell’azzeccagarbugli.
“Questo non tiene sotto i dieci gradi. Questo ha la piuma, non va bene. Questo è enorme e ci stai dentro sei volte. Questo è troppo pesante. Questo prende fuoco facilmente. Questo…”
“Questo costa 400 euro e pongo il veto io. Poi si chiama neutrino. Se devo dormire da qualche parte alla diaccio, non voglio avere niente a che fare niente a che fare con i neutrini. Già abbastanza sul lavoro”
“Guardo sul catalogo”
Dopo aver sgabolato l’umiliazione del sacco a pelo modello junior, si è optato per un modello già collaudato, per andare sul sicuro. Koris stava già per gridare al miracolo e dirigersi a pagare, quando è giunta un’idea fulminante.
“Potremmo comprare anche due coperte termiche, quelle che alzano la temperatura del sacco a pelo di otto gradi, tanto per avere un margine e poter bivaccare anche sottozero!”
“Potremmo fare che ci pensiamo e se siamo sottozero io non esco dal letto col piumone?”
“Conosco i tuoi ‘ci pensiamo’, hanno una vita media di sei mesi. Quindi prendiamo le coperte che tornano sempre utili”
Il peggio pareva passato. Poi ci si è ricordati che si è a secco con la cordicella per l’arrampicata. E si può vivere senza dieci metri di cordicella con cui fare autobloccanti e altri nodi che non sfigurerebbero in una seduta di bondage? No, certo che no.
“Già che ci siamo vedo se ci sono anche le scarpette da arrampicata”
“Già che ci siamo un tubo, Cenerentola. Conosco la tua passione per le scarpette, sei peggio di un feticista!”
Koris è stata ingorata nel peggiore dei modi. Dopo una scelta incredibilmente veloce, il fashion-victim si è deciso per la versione maschile delle scarpette di Koris, già spacciate del Cattivo Consigliere. Questo dopo aver dato spettacolo arrampicandosi sugli scaffali per provarle.
A questo punto non c’era umanamente più nulla da comprare. Di fornte ad un paio di occhi lucidi davanti all’espositore delle carte topografiche, Koris ha preferito non vedere e andare ad affrontare la chilometrica coda, meditando che il suo secondo cromosoma X è versomilmente transessuale. Dopo un tempo smodatamente lungo i cui Koris si è accorta di andare in giro un’orribile voragine sui jeans all’altezza della coscia, subito prima di pagare è giunta una carta 1:50000 della regione fra Grenoble e Montelimar.
“Quella dei dintorni di Lione sarà per il prossimo acquisto”
Mai più un sabato pomeriggio in città a cercare cose necessarie per la casa. Da oggi in poi si diventa zen: una stuoia, una ciotola e il sacco a pelo da sfruttra. Promesso.

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20 thoughts on “I love sciòpping con il Borg

  1. Aislinn 21 gennaio 2013 alle 08:25 Reply

    Buongiorno! Grazie per il sorriso mattutino ^^

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    • Yaxara 21 gennaio 2013 alle 08:43 Reply

      A me fa solo che piacere far sorridere i visitatori del blog! 🙂

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  2. Jacque 21 gennaio 2013 alle 16:38 Reply

    Ahahahaha, mi sono schiantata dal ridere 😀
    Ultimamente la reticenza verso lo shopping è un tratto comune…

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    • Yaxara 21 gennaio 2013 alle 18:58 Reply

      Per me è una costante, sono nata così: uno dei miei due cromosomi X è transessuale.

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  3. Fannes 21 gennaio 2013 alle 20:28 Reply

    A me basta solo il sacco, il pelo ce l’ho già a sufficienza.

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    • Yaxara 21 gennaio 2013 alle 20:35 Reply

      LOL!
      Quando si dice uno nato con la pelliccia. O era con la camicia?

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      • Fannes 22 gennaio 2013 alle 21:24

        In realtà è venuta fuori col tempo, a 18 anni avevo giusto 3 ciuffi sullo sterno!

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      • Yaxara 23 gennaio 2013 alle 08:26

        E pensa te che c’e’ gente naturalmente (quindi no epilazioni selvagge) glabra come il sederino di un androide!

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      • Fannes 24 gennaio 2013 alle 21:25

        Lo so, e la invidio tantissimo, soprattutto considerando che tra un mese dovrò affrontare un annetto e più all’equatore T_T

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  4. Viola 22 gennaio 2013 alle 19:05 Reply

    uhm. siamo passati dal lattice alla fragola al bondage.
    aria di primavera.

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    • Yaxara 23 gennaio 2013 alle 08:26 Reply

      Se dico che non lo ho fatto apposta non sono credibile, vero?

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  5. Vidaemquadrinhos 22 gennaio 2013 alle 21:57 Reply

    Ahahaha 😀 Leggendo il tuo post ho finalmente capito cos’è quello sguardo perso negli occhi di mio padre tutte le volte che si avvicina ad un negozio 🙂 A questo punto mi sa che la voragine nei pantaloni cerchi di sistemartela da sola nella pace della tua casa, invece di un altro giro di shopping. 😛

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    • Yaxara 23 gennaio 2013 alle 08:28 Reply

      Poveri padri bistrattati. Io al mio non faccio certi torti, no 😛
      I pantaloni sono momentaneamente archiviati, devo fare l’orlo a un altro paio. Ma sono sulla mia chilometrica lista delle cose da fare.

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  6. fradicuneo 23 gennaio 2013 alle 10:10 Reply

    Ti capisco, io vedo, entro, compro ed esco…a volte mi provo le cose. Ed é per questo che ikea mi da sui nervi, perché ti obbliga a fare tutto il giro!!
    Alla fine la libreria l’avete trovata???

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    • Yaxara 25 gennaio 2013 alle 08:29 Reply

      Vedo che il nervo provocato dall’Ikea e’ comune. Si’, libreria trovata. Tuttavia ce ne vorrebbero altre cinque! 😛

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  7. VenusDeMilo 23 gennaio 2013 alle 15:48 Reply

    Oddio, ho scoperto di aver un cromosoma transessuale anch’io! E io che pensavo di essere solo affetta da personalità multipla! 🙂

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    • Yaxara 25 gennaio 2013 alle 08:30 Reply

      Idem, stesso problema. Solo che la mia e’ una personalita’ multipla come la macchina FIAT, ovvero e’ anche orrenda.

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  8. SignoraWaldorf 25 gennaio 2013 alle 09:47 Reply

    Io mi devo confessare e dire che qualcosa dentro me si agita in cerca di una via d’uscita: è la voglia di shopping. Sono fortemente legata alla materialità che presenti un codice a barre…
    Io, però, la sopprimo sotto l’oscena penuria di danaro nelle mie tasche e un certo finto-snobbismo per la massa in fila davanti la cassa: sono la mia salvezza, altrimenti comprerei delle emerite sciocchezze. Proprio perché riconosco la pericolosità dei miei istinti non credo che trarrei vantaggio da un accompagnatore come l’Orso (che altre sorelle, invece, porrebbero su un altare fatto di scatole di scarpe): forse è bene che rimanga da sola con il mio malessere oltre la vetrine, lontana dagli scaffali.

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    • Yaxara 25 gennaio 2013 alle 10:46 Reply

      Orso non mi accompagna a fare sciopping da tempo immemore, ha gettato la spugna dai tempi del liceo (mio, non suo). Pero’ la fidanzata di Orso deve essere felice di tutto cio’. Suppongo.
      Io ho invece una repulsione per i codici a barre. Quando ero bambina e mi giravano vestiti usati della cugina ero in brodo di giuggiole, verosimilmente perche’ non mi avrebbero trascinata fuori a comprare vestiti nuovi.

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