Una storia di pillole

Nota namber uan: questo post è scritto nel solito farsesco Koris-stile, ma i contenuti sono attendibili. Non è stato aggiunto niente ai fatti puri e semplici.
Nota namber tvu: questo post non ha altresì nessuno scopo di convincere la gente in qualunque maniera. Vuole semplicemente esporre i fatti.

C’è un momento nella vita di un essere dotato di cromosoma XX, ove questo non abbia attrazione per i soli cromosomi XX, in cui si sente dire “Certo che potresti anche cominciare a prendere la pillola, così non ci si pensa più”. Che riflettendoci a posteriori significa “Che io, maschio, non ci penso più”, ma lasciamo da parte i femminismi da strapazzo.
Ora, nel caso di Koris fu il Senzaddio, che cominciò codesta litania. Koris sulle prime fu completamente sorda, vista la sua totale ripugnanza nell’assumere farmaci anche quando forse ce ne sarebbe di bisogno, poi scese a compromessi:
“Finisco l’università, mi laureo e poi magari ci penso”
Il compromesso era giustificato da una Koris-cautela, che non voleva che eventuali effetti collaterali interferissero con gli esami, già di per loro sufficiente ragione di stress, ritenzione idrica e allucinazioni. Tuttavia, chiunque sentisse il compromesso lo definitiva un’inutil precauzione:
“Al contrario, magari stabilizza un po’ i tuoi sbalzi d’umore di merda”
Koris si laureò nell’estate del 2010 e decise di tentare, nonostante l’idea non l’allettasse più di tanto. Ma una promessa è una promessa e il sistema sanitario italiano pareva non offrire tante alternative.
Vi si risparmia la trafila di esami resa epica dalla micidiale combinazione di “mese d’agosto” e “idolenze di sistema”, fatto sta che Koris riuscì a vedere una dottoressa che visionate le analisi alla buona buttò lì un responso.
“Può prendere qualunque pillola vuole, adesso vada che ho da lavorare”
“Scusi, ma… non potrebbe almeno farmi la ricetta?”
E facciamo pure nomi e cognomi (tanto il blog è libero e nessuno all’infuori di Yaxara può cancellare i post, gna gna gna): a Koris venne appioppata la Yasminelle, della casa farmaceutica Bayer, quella che fa l’aspirina, per capirsi.
Koris prendeva Yasminelle da circa un mese quando se ne partì per Marseille. Il primo episodio anomalo si ebbe appunto all’arrivo in Francia: i Maiores stavano per abbandonare Koris al suo tanto desiderato destino che quella si mise a piangere. A frignare senza sosta di fronte a un’insalata chèvre et miel. Ma era la partenza, la prospettiva di restare tre anni in un paese straniero a farla piangere.
Koris continuò ad assumere la pillola anche se, giudicando a posteriori, poteva anche trovare metodi meno deleteri. Tant’è non aveva alcun effetto collaterale evidente. Salvo l’essere perennemente stanca, perenemmente depressa, perennemente oppressa e svogliata. Ma oh, gli inizi sono difficili per tutti, poi abitare nella Cité Universitaire deprimerebbe chiunque.
Koris cambiò casa a gennaio 2011, ma tutto sommato la situazione non migliorò poi molto. Diede la colpa della sua depressione da autobus (perché la prendeva principalmente alle sei di sera, di ritorno verso casa). Poi era un periodo difficile, le analisi non ingranavano, non parlava francese quanto voleva, riusciva a toranre a Valinor solo una volta ogni tre settimane (il Senzaddio prometteva di venire, puntualmente, si tirava indietro all’ultimo momento), e non aveva praticamente modo di godersi Marseille.
A marzo 2011 la situazione era tale che Koris piangeva tutti i giorni, non aveva forze, si sentiva il mondo crollarle adosso. Quando tuttavia trovò il coraggio di chiamare la dottoressa che le aveva appioppato Yasminelle, quella rispose che se gli sbalzi d’umore non erano segnati sul bugiardino, significava che non era colpa della pillola. Koris si fidava ciecamente, non indagava e la sera frignava.
Ad aprile, tuttavia, Koris ricevette una lettera di licenziamento dal ruolo di fidanzata, senza ulteriore TFR né ricorso al Tar. Vista la scetticità sugli spiriti santi marpioni, venne deciso a furor di popolo di farla finita e coi maschi e con la pillola. Koris non ci fece caso, ma da quando smise di impastigliarsi ogni mattina le lacrime si calmarono, fino a sparire. Ma era la libertà ritrovata, si diceva, l’essere di nuovo padroni della propia vita, scoprire quanto è bella Marseille senza dover passare le serate a farsene dire di ogni via Skype.
Come si sa, Koris non è un mostro di coerenza e ci ricascò. In entrambe le tentazioni.
“Beh, ora potremmo anche passare ad altri metodi…”
“Posso riprendere la pillola che avevo un tempo”
“Fai come vuoi”
Era giugno 2012 quando Koris ricomiciò e per un mese non ci furono che benefici. Poi cominciarono i primi malumori, senza motivo. Serate a scazzo, impulsi a rispondere merde! a qualunque domande, sentimento di inadeguadezza. Prima una volta a settimana, poi sempre più spesso. Ad arrampicare si faceva fatica, Koris sentiva quasi il sangue che le scivolava giù dalle braccia, che regolermente non la reggevano.
Poi ad agosto iniziò il tracollo. Koris era nell’ameno posto di Sillans la Cascade, con Jé, la sua ragazza più varie ed eventuali. E non riusciva a spiccicare parola, era tetra, tesa, nervosa, schiacciata. Vedendo che stava rovinando la gita a tutti, venne presa da parte.
“Ma si può sapere che ti prende?”
“Non lo so”
E lì scoppiò a piangere, come se avessero amputato un braccio con la motosega. Dopo aver pianto tutte le sue lacrime si sentì meglio, ma c’era qualcosa che non andava: non aveva nessuna ragione per piangere. Si era presa qualche giorno di vacanza, in laboratorio c’era la solita routine, non aveva più un Senzaddio che la ingiuriava su Skype. Cominciò a venirle un sospetto.
Da lì i piagnistei aumentarono. Koris si metteva a piangere per gli script che non compilavano, sperando che in laboratorio non la vedesse nessuno. Ad arrampicare era una pena, arrivava a mettere il primo rinvio poi rinunciava miseramente. Inoltre ad ogni minimo colpo (e Koris sbatte veramente dappertutto perché è maldestra per definizione) le venivano lividi viola sulle braccia e sulle gambe. Una volta, ai piedi di una falesia, ebbe una vera e propria crisi di panico, tanto da respirare a fatica, come se avesse un quintale di piombo sullo sterno.
Koris in quella condizione non poteva resistere e ormai era chiaro che fosse Yasminelle a ucciderle l’animo e il corpo. A settembre una dottoressa francese le consigliò di cambiare pillola, perché hai visto mai a cambiare pillola la situazione migliorasse. Ovviamente non migliorò.
“Strano, però,” reagì la dottoressa “questa è una cosa che non avevo mai sentito”
E la si sente adesso, evidentemente. Alla proposta di andare a tentativi con altre pillole, Koris si rifiutò, perché ne aveva semplicemente le palle piene. Sì che la medicina non è una scienza esatta, ma a fare la cavia Koris non si stava divertendo più. A ottobre la fece definitivamente finita: andò in consultorio, chiese lo IUD che la dottoressa di prima le aveva categoricamente negato e lo ottenne (un modello che ovviamente non esiste in Italia). Ad oggi senza alcun effetto collaterale.
Perché raccontare questa storia? Perché nei mesi di lacrime, Koris peregrinava sul web alla ricerca di qualcuno a cui accadesse la stessa cosa, imbattendosi in forum a botta e risposta in cui si dice troppo spesso che si deve sopportare, che sono piccoli effetti collaterali. I medici, poi, ti liquidano con bizzarro e se sei fuori dalle statistiche non sarà certamente colpa del farmaco. Anche se è logico e scontato che a giocare con gli ormoni qualche effetto a livello comportamentale ci deve pur essere e magari c’è qualche organismo, come quello di Koris, che si sente autarchico come il regime fascista e non vede troppo di buon grado gli ormoni sintetici.
Questo è quanto, per dovere di cronaca. Senza giudizi, senza consigli, se non un “se vi fa star male non sopportatela, buttatela”. Che a star male non si guadagna mai niente.

P.S. Negli ultimi mesi in Francia si fa un gran parlare del mettere fuori commercio le pillole di terza e quarta generazione, causa di problemi vascolari anche gravi, quali ictus e relative paralisi. La Bayer in testa si è beccata 15000 denunce di donne che in seguito ad incidenti del genere sono diventate invalide totali o quasi (e no, non erano a rischio). Questo tanto per dire, visto che pare che in Italia non se parli e tutto vada bene.
Qui un documentario svizzero del 2010 sul tema, purtroppo solo in francese, ma ove interessasse Koris è disponibile per tradurre.

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18 thoughts on “Una storia di pillole

  1. Opticalillusion 16 febbraio 2013 alle 17:05 Reply

    Cazzo. L’incompetenza e il disinteresse della medico prima di tutto, roba da segnalazione all’albo (si potrà fare?).
    Ad ogni modo, la pressione del “Non pensiamoci più” a.k.a. “Io non ci devo pensare più visto che sono un idiota” era stata fatta anche a me. Ti capisco.

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    • Yaxara 17 febbraio 2013 alle 19:35 Reply

      La verità è che i medici troppo spesso non ne sanno granché. Esempio idiota: quando chiesi alla ginecologa francese di mettermi lo IUD, mi disse che non era possibile, che avevo il collo dell’utero troppo stretto SENZA NEMMENO VISITARMI. Al consultorio mi hanno spiegato che spesso i medici si nascondono dietro questo spauracchio perché la procedura è più complicata, loro non la sanno fare, ma non vogliono mandarti da un altro. Pensa te.

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  2. Tetto 16 febbraio 2013 alle 19:50 Reply

    Se ne comincia a parlare anche in Italia!! da qualche settimana girano notizie sulle “controindicazioni” delle pillole e devo dire che sono molto felice di non averle mai assunte (anche se mi sono trovata incinta a 24 anni in piena università, ma questa è un’altra storia…).
    Conosco una ragazza che è finita in coma e che avevano data per spacciata. Poi si è risvegliata, ma ha subito gravi danni. Lei sostiene che è stata la Yasmine la causa di tutto e a questo punto mi pare un’ipotesi più che fondata!!

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    • Yaxara 17 febbraio 2013 alle 19:36 Reply

      Spero che la ragazza in questione abbia fatto causa alla Bayer, perché non è giusto che queste storie passino sotto silenzio.
      Non averle mai prese è l’unica garanzia 🙂

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  3. Fannes 17 febbraio 2013 alle 15:14 Reply

    Come ti capisco, io sono un antifarmaci 😛

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  4. fradicuneo 18 febbraio 2013 alle 11:08 Reply

    Io la pillola ed il cerotto li ho usati sporadicamente e sono giunta a conclusione che non era sano per il mio corpo.
    Allo stesso tempo ho sviluppato il concetto di responsabilitá e co-responsabilitá e ho assimilato concetti del femminismo che sono diventati parte del mio quotidiano, la qual cosa mi ha fatto mettere una croce sopra a pillole e cerotti e giurare fedeltá al preservativo.

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    • Yaxara 18 febbraio 2013 alle 15:54 Reply

      Che come idea non è manco male, il problema è che non tutti si adattano. Io ora ho la mia soluzione personale, che ad oggi ha funzionato. Solo che in Italia non sarebbe stato possibile.

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  5. VenusDeMilo 18 febbraio 2013 alle 11:39 Reply

    Io sono antifarmaci ma ho dovuto prendere la pillola due volte per problemi gravi che non avrei risolto altrimenti. La prima per un anno con sintomi simili ai tuoi più un aumento spropositato del peso. Poi da un anno e poco più mi prendo la Gracial e per me è il Paradiso. Certo, mi devo fare le visite e gli esami una volta all’anno (tengo a sottolineare questo: se si prende la pillola ci vuole una visita e gli esami ormonali una volta l’anno in OGNI caso. Non ve li fanno fare? Cambiate ginecologo) ma sto da Dio. Questo è per raccontare una testimonianza diversa. Devo anche dire che la prima cosa che mi ha detto la ginecologa è stata “io te la do ma tu mi chiami appena avverti la minima cosa diversa dal solito anche se a te sembra una cretinata”. Fortunata io a trovare una ginecologa competente?

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    • Yaxara 18 febbraio 2013 alle 15:56 Reply

      Fortunata direi di sì, soprattutto perché ti ha ascoltato. A me di rifare gli esami non era stato nemmeno proposto, fai tu. Parlare dei rischi, poi, nemmeno a pensarci…

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  6. mezzastrega 18 febbraio 2013 alle 16:38 Reply

    io sono portatrice sana di IUD, che all’inizio mi dava qualche problema di ipersanguinamento…. Poi ha smesso.
    Ho scoperto da poco perchè: si è spostata e ora non si riesce a togliere e tocca andare in ospedale per questa cosa…
    Il mio ginecologo è il mio medico preferito, perchè guarda sempre l’intera persona, e per quanto possibile ricorre alla medicina alternativa e ai buoni consigli. Lui mi ha sconsigliato fermamente di usare la pillola, perchè la riteneva inadatta a me. Ritiene anche che latte e derivati siano inadatti a me, ed ha ragione.
    Ora sono inquieta perchè secondo me quel che non ha saputo fare lui, qualcun’altro lo farà in maniera terribile… Però è stata una scelta sensata, quando l’ho applicata e credo che lo rifarei

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    • Yaxara 18 febbraio 2013 alle 17:20 Reply

      Io sono al quarto mese di IUD (di rame, quindi senza ormoni) e nonostante io non abbia mai avuto bambini, nessun problema, manco mezzo. Per la serie, ad averlo saputo prima. Probabilmente non è una procedura facilissima, io ho avuto fortuna col ginecologo del consultorio 😉

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    • Jacque 19 febbraio 2013 alle 03:33 Reply

      Ti posso chiedere una cosa? (So che non c’entra assolutamente nulla, e mi scuso in anticipo con Koris per la domanda)
      Dopo quanto ha smesso di darti fastidio/problemi di ipersanguinamento? (Ho avuto lo stesso problema all’inizio, poi un mese dopo l’ho fatta controllare ma era a posto, e non vorrei ora si fosse spostata ç_ç)

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      • Yaxara 20 febbraio 2013 alle 07:06

        Glielo inoltro via messaggio privato, così siamo sicuri che lo legge 😉

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  7. Jacque 19 febbraio 2013 alle 03:29 Reply

    Io a due anni ho un IUD, non mi ha quasi mai dato problemi, e sono contentissima di averlo scelto; niente più scazzi e sto decisamente moooolto più tranquilla!

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    • Yaxara 19 febbraio 2013 alle 11:18 Reply

      Ci credo! E condivido appieno!

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      • Jacque 20 febbraio 2013 alle 01:37

        Una volta una mia amica mi disse “Eh, ma avere una cosa dentro per due anni…” e io “>.>”

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  8. Mezzastrega 20 febbraio 2013 alle 17:40 Reply

    Un paio d’anni. Peró non è detto che sia per quello… L’ho solo pensato io. Ma il mio dottore dice che è un modello con un difetto per cui spesso si stacca il filo. credo che abbiano risolto il problema…

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