Antidepressivo

Come si sarà certamente notato, da un po’ di tempo a questa parte Koris i “brutti pensieri”, come si direbbe se avesse cinque anni (di anni ne ha ventisei, ma il cervello è quello). Brutti pensieri perché un dottorando a cui restano sette mesi e una tesi infinita non può non averli, soprattutto se brancola nel buio ed è sempre stato un essere umano che aveva la strada tracciata. Ma non staremo ad analizzare i brutti pensieri in questa sede.
I brutti pensieri hanno la sovrumana capacità di imputridire definitivamente le giornate, presentandosi all’improvviso e facendo vedere tutto nero e inutile. Di solito i brutti pensieri fanno in modo che qualunque cosa degeneri in una valanga di umor nero che termina in una crisi di nervi. Urlando, tanto per cambiare. Anche perché quando si hanno i brutti pensieri si diventa persone socialmente sgradevoli, che danno risposte del cavolo a qualunque domanda non sia “Vuoi una tonnellata di cioccolato?”.
Il miglior modo per sfuggire ai brutti pensieri dev’essere partire e lasiarli dall’altra parte del mondo. Sia quest’altra parte il Giappone o l’emisfero australe, ove ci si può lamentare del cibo e annegare le preoccupazioni in troppe foto da fare.
Ora, Koris non può fuggire in un altrove che sia troppo altrove. In compenso ha trovato un metodo infallibile. Due, per la verità, quando ieri pomeriggio le è stato proposto di diserbare una zona di giardino a colpi di machete. Il machete non ha la nobiltà della katana, ma è capace di dare le sue soddisfazioni. Si deforesta l’edera ove si vorrebbe scapitozzare i brutti pensieri.
In tutte le situazioni in cui non si può procedere a colpi di arma contundente, Koris ha deciso che al presentarsi del minimo brutto pensiero si mette a pensare a qualcosa di cialtronissimo: il fantasy. Di qualunque genere esso sia, da Tolkien a Martin a Robert Jordan. Si immagina di vivere in un mondo di intrighi, magia e spade leggendarie e i brutti pensieri scappano.
Probabilmente perché non hanno mai avuto a che fare con una persona così infantile.

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10 thoughts on “Antidepressivo

  1. fradicuneo 11 marzo 2013 alle 21:01 Reply

    Io ho alcuni rimedi per i momenti difficili difficili, li scrivo in ordine di drammaticità della situazione: yoga e meditazione, scalata e iperico.

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    • Yaxara 11 marzo 2013 alle 21:04 Reply

      Scalare risolve sempre un sacco di cose, il problema è non avere in ogni circostanza una falesia a disposizione. Quindi in caso di necessità, mi immagino sulle scale di Cirith Ungol 😛

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  2. Jacque 11 marzo 2013 alle 23:24 Reply

    Magari ci fossero più draghi!
    E btw, siamo sulla stessa lunghezza d’onda: al momento sto leggendo quattro romanzi fantasy assieme – tanto per capire come va il periodo.

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    • Yaxara 12 marzo 2013 alle 08:19 Reply

      Ecco, appunto. Ora, non si dice di essere tutte “Mother of Dragons”, ma io metterei fra i diritti inalienabili l’avere un drago. Anche piccolo, non si chiede tanto. Che leggi di bello? Io sono a “La grande caccia” di Robert Jordan.

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  3. Tetto 12 marzo 2013 alle 13:36 Reply

    Mah, secondo me funziona più il metodo-machete (sarà che aborro il genere fantasy in blocco!)
    Guarda, sono convinta che ogni tot di tempo dedicato al lavoro intellettuale, ci vuole uno stacco in cui si fa solo qualcosa di molto manuale e fisicamente faticoso. Serve a riequilibrare le energie!!

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    • Yaxara 13 marzo 2013 alle 21:38 Reply

      Quando si può. Che se mi piglia il momento no sull’autobus, il machete è un po’ scomodo.

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  4. Opticalillusion 12 marzo 2013 alle 17:19 Reply

    Il the! Il the cura ogni dolore.
    O anche insultare la gente inutile su Fb. O anche insultare Chiara Ferragni. Funziona sempre.

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    • Yaxara 13 marzo 2013 alle 21:38 Reply

      Io col the mi addormento. Sono un individuo insensato.

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  5. Celia 14 marzo 2013 alle 09:48 Reply

    Brava, hai capito come faccio ad essere ancora viva malgrado tutto.

    Certe sere, ritrovarsi con i muscoli indolenziti per il chilo e mezzo di spada da allenamento e in testa un’epopea di cavalieri è l’unica salvezza possibile.
    Non posso dedicargli molto tempo, ma scherma storica e rievocazione mettono assieme quelle giuste dosi di esaltazione epica e di fatica fisica.

    Quanto alle tesi infinite e all’ansia da dottorando… io per ora sto ignorando il problema 😀 quando dovrò farci i conti saranno dolori, ma come dice sempre l’assistente del mio capo, “il dottorato lo si fa nel tempo libero. tutto il resto è lavoro”.

    p.s.: ho mentito, anzi, ho omesso un dettaglio. Uno fa rievocazione e scherma storica anche per potersi alcolizzare in buona compagnia. Ma fa parte pure questo dei metodi di salvezza.

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    • Yaxara 14 marzo 2013 alle 13:37 Reply

      Le gioie che ti dà un po’ di violenza anche non consumata…! Alcolizzarsi in buona compagnia sarebbe da fare. Di certo poi non ci si pongono più problemi!

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