Basta un poco di zucchero

Per Koris ultimamente è un periodo nero, un po’ su tutti i fronti. Per riassumere, non c’è niente che vada bene e la vita pare scapparle dalle mani per andare a nascondersi in angoli fetidi.
Sul punto di vista lavorativo Koris non vede un futuro, cosa che per la prima volta nella sua vita la fa vacillare.
Sul punto di vista affettivo si ritrova con una probabile relazione a tempo determinato, condizione che la fiacca non poco, e il terrore di finire alla Bridget Jones all by myself, perché si sente vecchia dentro.
Sul punto di vita della tesi di dottorato è l’inferno, ma questo più o meno s’era intuito. Solo che pare non esserci un limite al peggio. Koris è in balia degli sbalzi d’umore (o intestinali) del Replicante, ha paura ad aprire le mail che tipicamente arrivano cariche di insulti, non dorme la notte a causa dei grafici che sballano.
Insomma, la situazione non è delle migliori. Diciamo che il lato positivo è che fisicamente sta bene, quando non medita di terminare le sue sofferenze psicologiche con gesti autolesionistici.
Il vero problema è che tutto ciò si ripete ogni giorno, in una sorta di supplizio di Tantalo che forse avrà fine, forse no, forse finisce prima Koris. E in questa mentalittà di demolizione dell’autostima (perché per Koris alla fine la colpa è sempre sua) rialzarsi e dirsi “alla fine andrà tutto bene” non è così scontato. Diciamo che l’unica cosa di cui Koris avrebbe veramente voglia sarebbe tornare a Merdopoli a farsi cucinare dall’Amperodattilo e finere di essere in un’estate dell’era del liceo, in fuga da tutto e tutti. Un comportamento in verità non molto maturo.
In questo clima, una singola goccia di ottimismo pare un raggio di sole.
Ieri Koris aveva la presentazione del suo lavoro alla collaborazione. Il Replicante le aveva mandato una mail feroce il giorno prima, Koris si era sciolta in lacrime davanti al monitor del pc e c’era voluta tutta la mattinata più l’intervento del ritrovato collega siculo S. per riprendersi. Quando aveva ripetuto la presentazione davanti al Replicante, quest’ultimo l’aveva ritenuta una roba appena accettabile. Grazie tante.
Il lato positivo di avere a che fare col principe dei rompicoglioni è che quello che per lui è appena accettabile, per altri va bene senza troppi dettagli.
Alla fine della sua presentazione, in cui Koris chiedeva il permesso ufficiale di guardare i dati veri (no, non volete conoscere le meccaniche bizantine degli esperimenti in fisica delle particelle), il prof di Boulogne ha detto:
“Era da un po’ che non si vedeva un lavoro cos&irgave; ben fatto”
E dopo cinque mesi di “sei un’idiota”, “sei poco seria”, “non ti applichi”, “questa analisi fa schifo”, “niente va bene” o “il lavoro non è sufficiente”, Koris avrebbe voluto saltargli in braccio stampargli un bacio in fronte. Perché non si vive della considerazione altrui, ma un’opinione positiva ogni tanto fa anche piacere.
E quel permesso al 99 su 100 lo avrà fra una settimana.
Ieri sera Koris è tornata a casa con un sorriso idiota stampato da orecchia a orecchia, come non succedeva da parecchio tempo. In pace con l’universo, almeno per una notte, con l’inizio del “Giulio Cesare” di Handel che le risuonava fra le meningi. Quindi si è spalmata sul letto e si è addormentata con Trillian che suonava il Gloria della “Messe du Sacre” e Koris sentiva che quel Gloria del 1804 era anche un po’ per lei.
“Ca me fait plaisir de te voir sourire, en fin”
“Ca me fait plaisir d’avoir des raisons pour sourire”
“Ca me fait plaisir qu’il te fasse plaisir!”

Stamattina il Replicante, sempre simpatico come una carie nell’incavo di un molare, è passato a dire a Koris che la collaborazione è troppo indulgente con lei, che non si sono accorti di certi errori da idiota (letteralmente). Ma probabilmente non è andato bene di corpo stamattina.

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4 thoughts on “Basta un poco di zucchero

  1. fradicuneo 6 giugno 2013 alle 09:28 Reply

    Meno male che non c’é solo il Replicante!
    La spirale negativa é tremenda perché quando entra il nero in un aspetto della tua vita si propaga molto piú rapidamente di quanto non facciano i colori ed é capace di invadere tutto. Il tema é non lasciare che lo faccia e quando c’é un colore che torna ad apparire bisogna farci caso e curarlo e far si que si propaghi!!

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    • Yaxara 7 giugno 2013 alle 07:58 Reply

      Io ormai sono nel pieno del vortice negativo, anche se faccio di tutto per non annegarci. Solo che non sempre mi riesce. Il tuo blog è un po’ il mio modello di ottimismo 🙂

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  2. Jacque 7 giugno 2013 alle 00:37 Reply

    L’importante è che almeno uno spiraglio di luce ci sia >.<

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    • Yaxara 7 giugno 2013 alle 07:59 Reply

      Solo che poi quella gentilezza umana del mio capo dice che sono gli altri che non hanno capito niente. Vaaaaabbé.

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