La tesi di dottorato genera mostri

Come già detto altrove, la tesi di dottorato sarà la parte peggiore della produzione letteraria di Koris. Ragion per cui le succhia via tutte le energie vitali immaginabili e possibili per scrivere altro, fosse anche la lista della spesa.
Si aggiunga a tutto ciò che l’estate marsigliese si è finalmente svegliata, per cui Koris si ritirerebbe a vita privata in una vasca da bagno che non possiede. Per darvi un’idea, ieri nella smodata casa di villeggiatura di amici di amici ha poltrito per un’ora in piscina a cavallo di un coccodrillo gonfiabile. Non esattamente l’allegoria di un dottorando a fine tesi.
La voglia di lavorare è talmente palpabile che Koris ha più o meno la stessa produttività del coccodrillo gonfiabile di cui sopra. A quanto pare non è l’unica a soffrire di codesta flemma da calura.
Il Replicante ha corretto la tesi. Per la prima (e probabilmente ultima) volta. Commento: “voglio che le didascalie siano più lunghe di tre righe. Globalement ca va“. Koris averebbe voluto chiudergli la faccia in un tostapane, per migliorargli l’estetica. Poi si è detta che tutto sommato poteva anche andare peggio e ha lasciato perdere.
Koris attualmente guarda i bachi sfilarle sotto gli occhi, con l’apatia di chi deve consegnare il 90% della tesi venerdì mattina e si prepara alla ghigliottina come un condannato a morte. Di positivo c’è che si tratta della fine tesi più tranquilla dalla triennale in poi.

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3 thoughts on “La tesi di dottorato genera mostri

  1. fradicuneo 9 luglio 2013 alle 14:10 Reply

    Già va bene questo commento del Replicante, mi sembra la mia prof (stronzissima) della tesi triennale che mi diceva:”il bordo dev’essere di 1,24 e non di 1,30 cm” e non commentava mai nulla sul contenuto…

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    • Yaxara 15 luglio 2013 alle 08:05 Reply

      Ma a me lo ha detto chiaro e tondo giorni fa: io il contenuto non lo correggo. Wow.

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  2. celia 16 luglio 2013 alle 22:38 Reply

    In Italy hanno cambiato i regolamenti di dottorato.
    Da quest’anno abbiamo 6 mesi in meno per la tesi, che poi andrà consegnata, inoltrata a due referees ignoti, riconsegnata a noi con indicazioni (cazziatoni)… e nei sei mesi restanti toccherà fare ammenda delle nostre colpe e correggere.

    All’ultima riunione è dilagato il panico.
    E io che stavo già tranquilla perché il mio tutor mi tiene in considerazione quanto la tappezzeria del suo ufficio… sigh!

    Courage, quindi!

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