Interregno

Che poi non è che il blog sia morto, eh. Mica finita la vita da studente, finito il blog. Ancora c’è da vedere cosa cambierà davvero, nel passaggio da bruco a farfalla (ammesso che). Koris infatti si trova esattamente in questo stato: la crisalide. Nel mentre si gode questa settimana e più di interregno fra due laboratori facendo attività che la tengono lontana dal web.
Durante il week-end è stata portata vicino a Nantes per una festa di famiglia non sua, ma tant’è, se ti invitano, mica puoi dire di no. Così Koris ne ha approfittato per vedere l’Atlantico per la prima volta in vita sua, da dottore quasi ventisettenne. Conclusione tratta: il Mediterraneo è meglio, non ti fa scherzi da prete con le maree e poi è azzurro. Comunque era una di quelle cose da fare almeno una volta nella vita.

atlantico

Altantico, melmoso come l’Adriatico. Però i trabicoli dei pescatori sono simpatici.

bassa_marea

Bassa marea e chiglie piantate nella melma.

alta_marea

Alta marea. C’è qualcosa che sfugge a Koris-mediterranea.

Gioco per i lettori, trova le cinque piccole differenze. Mail del Replicante a troppo poco tempo dalla discussione: “bisognerebbe che tu facessi ancora dei test, che aggiornassi la pagina web…” a cui non è stato ancora risposto uno “sticazzi” très honorable. Sms di Michel, il futuro capo: “Lunedì non siamo ancora pronti per accoglierti, quindi vieni tranquillamente martedì”. Vita intelligente in vista?
Nel frattempo, per una settimana Koris ozia.  E i dì nell’ozio chiuse in sì breve sponda, cioè, anche no. Si ozia di ozio produttivo, tant’è che è appena uscita dal forno una teglia carica di biscotti al burro, in programma più o meno da giugno e mai realizzati per ovvie ragioni. Ai posteri l’ardua sentenza, postero che poi è uno solo e sentenza che arriverà domani a colazione.
Per il resto Koris cuce, ricama e intesse trame facendo piani malvagi per trasfomare quel “una parte di me direbbe sì” in un “certo”. Che poi è già un’evoluzione dal “no, non se ne parla” di poco tempo fa, come l’essere ripassati in CDI dopo il CDD, bisogna essere stolidamente ottimisti ogni tanto. E continuare ad applicare il metodo Tokugawa, ovvero il “uccellino, se non canti aspetterò”; del resto così hanno dominato il Giappone per due secoli e mezzo, mica pugnette. Ma Koris sta divagando e Koris non è persona con le idee chiare, attualmente. O forse non lo è mai, ma questo non è dato saperlo.
Nel frattempo i rapporti telefonici paiono dialoghi presi (e pure a cazzo) da Beckett. Per esempio, col pulitore di caldaie.
“Vorrei un appuntamento per farmi ramazzare la caldaia”
“Sì, dove abita?”
“In cima alla Collina”
“Le posso dare un appuntamento per sabato”
“Eh, sabato mi mette male”
“Ma lei dove abita”
Arridajela.
“In cima alla Collina”
“E sabato non le va bene?”
E che, deve andarmi bene per forza?
“No, le dico che non ci sono, se avesse tempo questa settimana…”
“Ma lei dove abita? Perché posso proporle sabato…”
Senza speranza. Koris è riuscita ad avere un appuntamento per domattina in maniere che ancora ignora. Ci sarà da ridere.
Stesso discorso per la burocrazia parigina, che faceva la gnorri fingendo di non dover mandare alcun certificato, necessario in tempi brevi e richiesto a giugno. Stanno copiando la burocrazia italiana, evidentemente.
“Guardi, non so che dirle, ma il certificato non sarà ancora arrivato a causa della poste, sa come sono al sud…”
“Esticazzi*! Mica abito nel Sahara!”
Dopo aspra contrattazione, minacce di the al polonio ma soprattutto stalking assiduo al ritmo di una mail ad ogni ora del giorno e della notte (perché certi allenamenti col Replicante servono a qualcosa), il certificato è giunto nella Koris-casella di posta. Datato ieri, quindi “lo abbiamo mandato ma è colpa delle poste” una fava, non lo avevano proprio fatto. Ma ora il certificato è qui, sano e salvo. Solo da stampare. Del resto, Koris era sul punto di dirglielo, a un dottor della mia sorte certe scuse, signorina, vi consiglio, mia carina, un po’ meglio imposturar.
Koris ignora signorilmente il fatto che forse dovrebbe ripassare i circuiti RL o almeno fare la femme au foyer impegnandosi nei lavori di casa, invece che cazzeggiare in maniera strafottente come una liceale nelle vacanze di pasqua (e cospirare in cuor suo come un eunuco di Bisanzio, ma questa è un’altra storia). Forse andrà a preparare cena per lavarsi la coscienza.

*In italiano nella conversazione

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10 thoughts on “Interregno

  1. Quella del Sangue di Porco 9 ottobre 2013 alle 19:43 Reply

    Uccellino se non canti aspetterò mi affascina un sacco. Non ho manco capito benissimo che è, ‘gnurantemente, ma l’adotterò almeno nella mia mente.

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    • Yaxara 9 ottobre 2013 alle 19:49 Reply

      http://www.tokyokodokan.it/Judo/GIAPPONE/STORIA/edo.htm il primo paragrafo spiega a grandi linee. Poi c’è chi dice uccellino e chi dice usignolo, alla fine son dettagli volanti 😛

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      • Quella del Sangue di Porco 10 ottobre 2013 alle 06:53

        E’ ancora più adatto del previsto alla mia condotta!
        Ormai è in loop nella mia mente.
        Non so se ringraziarti, vedremo se mi rinchiuderanno con una camicia di forza a ripeterlo ossessivamente, o se mi chiuderanno con una camicia di forza a ripetere altre frasi.

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      • Yaxara 10 ottobre 2013 alle 07:59

        La seconda ipotesi si chiama “dottorato”. 😛
        Comunque questo dimostra che siamo le cavie di uno stesso esperimento alieno (o forse veniamo tutte e due da un altro pianeta) e se ci rinchiuderanno, ci rinchiuderanno assieme. Passeremo le giornate nel manicomio criminale a fare biscotti.

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      • Quella del Sangue di Porco 10 ottobre 2013 alle 13:23

        Col miele.
        Vabbè, per me si può andare già da ora, mo mi fingo pazza. Fingo.

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  2. Cianuro 10 ottobre 2013 alle 06:39 Reply

    Ma il trabiccolo dei pescatori…. ma è normale che la prima cosa che mi è venuta in mente è stata quella di affiancarlo con un immagine di AT-ST e scriverci “METH, not even once!”

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    • Yaxara 10 ottobre 2013 alle 07:56 Reply

      Normalissimo. Secondo me uno ha ispirato l’altro. Resta a capire l’ordine.

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  3. Tetto 10 ottobre 2013 alle 08:59 Reply

    “Sa come sono al sud…”
    bellissimo. Siamo sempre i terroni di qualcun altro.

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  4. fradicuneo 10 ottobre 2013 alle 14:54 Reply

    Un po’ di sano cazzeggio va sempre bene, rigenera…il dolce far niente è il meglio!!

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  5. mezzastrega 17 ottobre 2013 alle 14:03 Reply

    Il cazzeggio, dopo cotali prove, sarebbe il minimo.
    Anche senza biscotti, secondo me.

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