Valori

Ci sono certe cose, poche ma buone, che ti danno il metro per valutare una persona.
Come Marty, che tutti i giorni è sempre lì, anche se sta nel Nord Est dell’Italia, e vive le tue vicende come se fosse accanto a te.
Come il Mathematicus, che dopo un messaggio veloce su gmail ti tiene 45 minuti al telefono, esattamente come anni prima ti avrebbe tenuto tre ore sul suo divano più una partita a “Battle for Wesnot”, solo che la distanza Marseille-Lille non permette di più.
Come Q., che quando gli dici “sono un po’ giù” annulla la serata già prevista e ti dice “vengo a casa tua, ci guardiamo un film”.
E poi ovviamente quella famiglia, che anche se dista 400 km e un confine di stato, fa in modo di esserci sempre. Perché non è mai la distanza quella che conta.
Ci sono certe cose, poche ma buone, che si deve fare di tutto per non perdere. Tutto il resto è un accidente rimpiazzabile.

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12 thoughts on “Valori

  1. Cianuro 12 ottobre 2013 alle 09:52 Reply

    Honestly, ci si rimane un po’ di merda quando c’è un qualcosa che includeresti tranquillamente tra quelle cose buone e ad un certo punto ne devi fare a meno. O perché a volte si rivela non essere poi tanto buono e quindi va tolto e/o rimpiazzato, oppure perché non c’è più e basta e tu puoi solo cercare di sopravvivere al senso di vuoto.

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    • Yaxara 14 ottobre 2013 alle 07:04 Reply

      Basta avere la consapevolezza che all’inizio non sarà facile, ma il senso di vuoto piano piano si riempirà. E spetta a noi riempirlo, senza aspettare che piombi qualcuno dal cielo e lo riempia per noi (io la penso così).
      Che poi, chi rifiuta certe offerte significa che non meritava che gli fossero fatte.

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  2. Tetto 12 ottobre 2013 alle 09:55 Reply

    Sono pochi, pochissimi, quelli che ti stanno vicino non solo quando c’è da fare festa, ma anche quando c’è da raccogliere i cocci.
    E nella vita ci sono occasioni in cui si fa la conta di chi è rimasto accanto a noi nonostante tutto.
    Pochi. Tieniteli stretti.

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    • Yaxara 14 ottobre 2013 alle 07:03 Reply

      E io me li tengo strettissimi, anche se stanno a tanti km di distanza. Solo che a volte vorrei che stessero ancora al piano sopra al mio…

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  3. Jacque 12 ottobre 2013 alle 20:37 Reply

    The small things, the best things.
    Cheer up -c’è sempre il gelato, magari da mangiarsi mentre si guarda il film.

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    • Yaxara 14 ottobre 2013 alle 07:02 Reply

      Che poi riesci ad apprezzare le great things solo quando apprezzi le small, se no ti passano a fianco e manco le noti. Sto cercando di tirarmi su, ma la situazione non è semplicissima. 🙂

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  4. Fannes 14 ottobre 2013 alle 02:04 Reply

    No cioè, ho lo gnappo con me a Singapore e mentre aspettavamo che finisse di cuocere il pranzo ci siamo fatti una partitona a Wesnoth, a distanza di forse 2 anni dall’ultima XD

    Top!

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    • Yaxara 14 ottobre 2013 alle 07:00 Reply

      Io ci giocai un po’ quando ero in un periodo oscuro universitario (settembre 2008), con il Mathematicus da una parte e Junior dall’altra. Poi il triangolo si è evoluto e siamo passati a Final Fantasy Tactics.

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  5. Celia 14 ottobre 2013 alle 09:45 Reply

    In un libro un po’ del cazzo scritto da una quindicenne, una volta, ho trovato una frase che m’è rimasta in testa.
    “Non sarebbe successo senza tutti gli altri.
    Una cariatide non è fatta di aria.
    Ci vuole qualcosa per tenere in piedi la cariatide.”
    E insomma, è sempre stata la summa delle mie considerazioni post-laurea. Che siam sempre lì e ci sembra di tenere il mondo in spalla peggio che Atlante, però a volte è il resto che tien in piedi la cariatide, non il contrario.

    Abbracci!

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    • Yaxara 14 ottobre 2013 alle 18:46 Reply

      Grazie per l’abbraccio! Ed è vero, certe cose sono fatte con l’aiuto di tante persone. E troppo spesso mi è capitato di trascurare tutte queste altre per una sola. Ma quella sola a un certo punto mi ha lasciato cadere e mi sono ritrovata sorretta dalle braccia di tutti gli altri. Insomma, la vera catulliana differenza fra “amare” e “bene velle” (e con questo la facci finita).

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  6. fradicuneo 14 ottobre 2013 alle 18:10 Reply

    La cosa “buona”della distanza è che vedi chi realmente c’è sempre e chi solo pullulava nella quotidianità…quelle persone restano negli anni, superano le distanze e riescono a farti sentire sempre amata.

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    • Yaxara 14 ottobre 2013 alle 18:48 Reply

      Io ho avuto fortuna e negli anni dell’università la mia quotidianità pullulava di persona fantastiche con cui ancora adesso, in barba alla distanza che ci sparpaglia per l’Europa, basta tirare su un telefono e si ritrova lo stare bene assieme. Siamo una famiglia, a nostro modo.

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