Chi non sa far niente insegna

“Non si può cavar sangue da una rapa” diceva Forinosama durante le lezioni di fisica I, lasciando intendere che le rape fossero i 120 studenti del primo anno 2005/2006 che gli stavano davanti (di cui 30 giunsero alla magistrale, fra cui Koris, per la cronaca). Koris avrebbe dovuto attenersi a questa massima, invece di sperare.
Gli studenti sono 34, all’equivalente del quinto anno. Mentalità: terza elementare. Disciplina: ancor meno. Va bene, sono lì per imparare e già imparare da Koris non è cosa facile. Koris in quanto straniera che parla male, e Koris ricorda gli sforzi che si facevano quando spiegava il Prussiano col suo accento dell’Est o Camensi (che era Russo, ma nessuno si è mai districato nella selva di k, h e y che era il suo nome, preferendo italianizzarlo tout court), quando alle otto del mattino sproloquiava dei suoi “intgraaali su graaande circhio” e tutta l’aula dormiva ancora. Ma anche allo sghignazzo c’è un limite.
“In realtà non ridono di te, sono talmente cretini che non ci arrivano; ridono delle loro cazzate” consiglia l’esperienza pluridecennale di un Amperodattilo che vorrebbe essere prossimo alla pensione ma non lo è.
Koris è scoraggiata (e prostrata, perché le lezioni a gruppi di 4 ore sono un crimine contro l’umanità) da una serie di fatti:

  • il silenzio ha una durata media di trenta secondi quando va bene e Koris non ha intenzione di passare le ore a gridare di star zitti. Vedasi la rapa di cui sopra. Se almeno dormissero, si limiterebbero a russare;
  • la frase “Madame, on ne comprend paaaaaaas” ripetuta in loop. Dopo che hanno passato i minuti precedenti a farsi un pacco da venti di cazzi loro. Verrebbe voglia di rispondere “capirete meglio l’anno prossimo”, ma si potrebbe finire querelati (il corpo docente che Koris ha avuto come professori qui sarebbe in galera);
  • “Non abbiamo capito il passaggio!”
    “Cosa non avete capito del passaggio?”
    “Tutto!”
    Conta fino a 64 in notazione binaria, prendi un bel respiro, pensa che forse non conoscono le identità di Eulero, preparagliele per la lezione precedente.
    “Ah, ma la conosciamo ‘sta roba!”
    “E allora cos’è che non avevate capito?”
    “Perché ha raccolto le costanti come una sola? Non riusciamo a capire”
    E qui si sente il demone di Bazilla che esce dalle nebbie del passato urlando un assai politicamente scorretto “Se non siete in grado, dovevate andare al DAMS*!”
  • “Che titolo dobbiamo mettere al paragrafo?”
    Qui Koris si è augurata di aver capito male. Invece no, aveva capito benissimo: vogliono i titoli dei pagrafetti, di qualunque argomento, come nel dettato delle elementari. “Punto. A capo. Lettera maiuscola”. Koris voleva chiedere se doveva dare indicazioni anche sul colore da usare per i titoli, a stento si è morsicata la lingua.
  • “Ma in quel passaggio cosa ha fatto? Perché c’è sin 2x sotto e sin x sotto?”
    “Ho sostituito l’espressione di sin 2x secondo la trigonometria”
    Panico e delirio a St. Jérome.
    “Non è questa la trigonometria che noi conosciamo!”
    “C’è una sola trigonometria e la do per scontata, si fa al liceo!”
    “Ce lo deve spiegare!”
    A questo punto alla memoria di Koris è affiorata una scenetta. Secondo anno, prof Metallaro di termodinamica statistica…
    “E come conoscete dalla meccanica quantistica, l’operatore…”
    “Professore, non abbiamo mai visto un operatore, il corso di quantistica è stato spostato al terzo anno…”
    “Non è un mio problema, la biblioteca è piena di libri di quantistica, ve lo studiate”
    Koris ha deciso che si senteiva un po’ Metallaro.
    “No, non ve lo dimostro, ve lo fate per esercizio”
    Alle sue spalle ha distintamente sentito “Non ce lo fa perché non lo sa fare nemmeno lei”. Non ha fulminato la classe con una hamiltoniana perché sta ascendendo al Nirvana.
  • gli appunti. “Se non ci dà gli appunti prima delle lezione come facciamo a seguire?”.
    Altro flashback. Fisica 2, il profondissimo Rouge detto anche il Dissennatore.
    “Il libro consigliato è fuori commercio da dieci anni”
    “Allora non avrete altra scelta se non venire a lezione e seguire”
  • Nel bel mezzo di una dimostrazione col circuito in corrente alternata.
    “Da dove ha dedotto l’omega zero?”
    Nessun omega zero in vista. Omega zero non pervenuto. Che, mi sono sbagliata? Mi sono seminata un omega zero o qualcuno ha le traveggole?
    “Ma di quale omega zero state parlando”
    “Quello dell’esercizio”
    Esercizio terminato un quarto d’ora prima. Alla faccia del “se non capite, fermatemi”.

Quindi Koris è sul disperato andante. La buona notizia è che la fatica è a più di metà e questa volta è Koris ad avere l’esame dalla parte del manico. O forse è Koris che non sa insegnare. Chi non sa far niente insegna e chi non sa insegnare insegna ginnastica, forse è meglio informarsi in tal senso. Nel mentre, Koris ripete la preghiera che innalzava ogni giorno la maestra V. di italiano di quinta elementare: “Santa Maria dei pampini, fammi fiorir le zucche. E falle fiorire tutte”.

*Sopratutto per Celia: absit iniuria verbis, per quanto mi riguarda. Solo che ho riportato la citazione in maniera letterale.

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22 thoughts on “Chi non sa far niente insegna

  1. Celia 24 ottobre 2013 alle 15:21 Reply

    Quello che nessuno capisce del Dams, è che da noi i soggetti come quelli sopra descritti non perdono manco il tempo a venire a lezione: se ne stanno in Piazza Verdi a farsi le canne.
    A lezione siamo in dieci per ogni sessanta iscritti, magari, ma quei dieci tendenzialmente sono civili e più o meno interessati.

    Applichiamo la selezione naturale in modo pacifico.
    Quanto al resto: c’abbiamo già la biblioteca invasa dagli ingegneri (a quanto pare a Inge la biblioteca non esiste), non mandateci altri scientifici!! 😛

    (comunque: courage!)

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:26 Reply

      Avevo come il sentore che fosse così e tu me lo hai confermato. Ma Bazilla aveva la spocchia degli scientifici, per cui l’unica facoltà seria è la loro, che ci vuoi fare?
      Comunque a fisica in via Irnerio la biblioteca esiste, solo che ci vanno a studiare i medici, vai a sapere perché. Io ho sempre studiato a casa, faccio troppo casino per le sale studio. 😀

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  2. Tetto 24 ottobre 2013 alle 16:00 Reply

    Su su su, pensa che in Italia col cavolo che ti farebbero insegnare alla tua età!
    per il resto respira, visualizza immagini rilassanti e pensa che almeno l’esame lo faranno loro e non tu.

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:27 Reply

      Forse mi farebbero insegnare, ma gratis. 😛
      E attendo con ANSIA l’esame. Ma non la stessa ansia con cui attendevo i miei…

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  3. Nunù 24 ottobre 2013 alle 18:12 Reply

    Ciao!
    Io avrei anche chiesto se volevano indicazione dei colori del paragrafetto!!!
    All’università un atteggiamento del genere non è ammissibile da nessuna parte. Se a 20 anni hanno bisogno ancora della pappa scodellata vuol dire che o c’è un problema serio di fondo o che l’università non fa per loro, compreso il DAMS.

    Tu cerca di fare il tuo dovere al tuo meglio, come fai sempre. Non temere, questi polli non li avrai sulla coscienza.
    Buon lavoro!

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:28 Reply

      Grazie! Cerco di essere molto zen, solo che con trenta casinisti in dieci metri quadri credo che anche il Dalai Lama darebbe di matto. E la pappa gliela scodellerei in testa.

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  4. spicciola 24 ottobre 2013 alle 20:56 Reply

    E cos’è mai tutto questo accanimento contro il DAMS??? Da lì provengo e oggi insegno non perché altro non so fare, ma per scellerata scelta controcorrente. Quando ho abbandonato il patinato mondo pubblicitario per uno stipendio pressoché dimezzato e varcare le fetide soglie delle aule italiane, ho sentito tanfo di vecchio e profumo di sfida e di passione. I primi tempi non sono facili per nessuno. Un conto è sapere le cose, un altro insegnarle a dei grebani che hanno patate al posto del cervello. E intendo proprio quelle patate lì. Ti sono vicina. Ma sappi che la prima cosa da fare non è spiegare tutto, ma conquistarsi la fiducia del tuo pubblico. Loro a scatola chiusa non te la darebbero mai, e credo avrebbero ragione. Soltanto dopo saranno disposti ad ascoltarti e a pendere perfino dalle tue labbra. Se non a volercisi attaccare definitivamente (come talvolta accade). Certo, i parlo di liceali o tecnici. E italiani. Ma insomma, certe cose, tipo il pressapochismo e la strafottenza, si assomigliano dappertutto. Poi scoprirai in molti di loro persone magnifiche. Insomma, ALTI e bassi, come questo commento.

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:32 Reply

      Io non mi accanisco, come già detto a Celia, riportavo inviti altrui 😉
      Secondo me hanno le pigne selvatiche nel cervello, le patate alla fine hanno una loro utilità. E siccome su 34 ci sono 30 maschi, suppongo che nel cervello abbiano soprattutto patate di altro genere, ammesso che.
      Pressapochismo e strafottenza sono internazionali, quanto a conoscerli non ne ho il tempo, avendo “solo” sedici ore in quattro blocchi. A me basterebbe una serena convivenza in stile camerata di ostello: ci sopportiamo minimizzando il danno. Ma è un concetto a loro sconosciuto.

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    • Celia 29 ottobre 2013 alle 02:27 Reply

      Potrei commuovermi. Una volta tanto non sono l’unica a tener alta la bandierina (ok, molto spesso trattasi di bandiera bianca, ma tant’è) del Dams!

      (beninteso: non insegno e non lo farò, mancandomi la vocazione primaria. al massimo all’Università della Terza Età, ho più pazienza coi vecchini che coi giovinastri…)

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  5. spicciola 24 ottobre 2013 alle 20:58 Reply

    (Tra l’altro domani insegno con un blocco da 5 ore che ammazzerebbe anche le zanzare del Pò in agosto.)

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:33 Reply

      Ti sono vicina. E spero siano cinque ore in diverse classi.

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  6. vidaemquadrinhos 25 ottobre 2013 alle 01:27 Reply

    Non ho mai insegnato, ma sono stata e sono tutt’ora una studentessa sciagurata. Al che ti dico che probabilmente si distraggono perché non capiscono, non il passaggio o la trigonometria, ma il senso generale di tutto ciò. Partono con l’idea che non capiscono e così non capiscono per davvero. Cosa puoi fare tu? Non so, credo che da fare ci sia poco. Cerca di essere più chiara possibile e di riportare più che puoi quegli esercizi alla realtà.
    Purtroppo la fisica credo che sia una di quelle cose (per quella che è la mia disgraziata esperienza di statica e scienza delle costruzioni almeno) che o ci sei chiamato, o riuscire a darle un senso è difficile.

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:35 Reply

      Io volevo proporre loro di portarsi un cuscino, così dormono e io o faccio lezione ai quattro supersititi o gioco a Snake sul cellulare (come sono vintage!).
      La fisica in realtà ha senso. Ma bisogna darle un minimo sbattimento per capirla. Come ogni donna, insomma 😛

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  7. Fannes 25 ottobre 2013 alle 02:15 Reply

    La gente è stupida. Noi ad economia avevamo un esame grosso di matematica all’inizio, magari c’erano 300 iscritti, di questi lo provavano in 100 e ne passavano meno di 10 (che poi la matematica non è un’opinione, se uno l’ha studiata non esistono possibilità di bocciare).

    Comunque per farti capire quanto sono stupidi gli asiatici, mi ha fatto morire la mia amica Filippina che si è iscritta ad un master post laurea, e dice: “è davvero impegnativo, non ci fanno imparare le cose a memoria come all’università, ma ci fanno ragionare anche sulle motivazioni ed elaborare esempi!”

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:36 Reply

      Una mia collega del precedente lab mi disse che all’esame bisogna dare lo stesso esercizio fatto a lezione, magari coi numeri cambiati. E poi cosa, un cioccolatino di incoraggiamento?

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      • Fannes 28 ottobre 2013 alle 10:35

        Il cioccolatino non si butta mai via…

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      • Yaxara 30 ottobre 2013 alle 13:11

        Dovrebbero darlo loro a me per farmi riprendere.

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  8. Quella del Sangue di Porco 25 ottobre 2013 alle 08:50 Reply

    Il bello è che la roba che pensi da prof, io la pensavo già da allieva.
    Ma mi sa che è per questa deformazione familiare di esser figli di professori.
    Comunque, io son bravissima a insegnare roba, la gente viene apposta da me. E’ perché non So, quindi sono un perfetto anello di congiunzione tra gli scemi e gli scienziati.
    Non so se questa cosa ti tranquillizza. Ma poi gliel’hai dimostrato, quando han detto che non lo sapevi fare nemmeno tu? Aggiungendo anche: “ora che l’ho dimostrato, lo rifate tutti all’esame.” ?

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    • Yaxara 25 ottobre 2013 alle 13:39 Reply

      No, non glielo ho dimostrato perché era troppo. Già che non sono riuscita a finire la lezione…
      Il problema è che se la gente viene da te per capire, significa che è già predisposta e ha un minimo di interesse. Pensavo anche io che fosse così ovunque. Poi ti trovi catapultato in una classe dove ci sono trenta persone parcheggiate e inneggi al napalm e al sergente Hartmann.

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  9. stelladecadente 29 ottobre 2013 alle 19:22 Reply

    Da insegnante mi dissocio dal “chi non sa fare niente insegna”, anche se è sempre più vero a giudicare da alcuni insegnanti idioti…

    Polemica a parte (ma in simpatia, eh), ti dico… Guardali schifata e gioca la carta razzismo “in Italia queste cose si fanno in quinta elementare”. Per me si estinguono come i dinosauri e ti risolvi un problema.

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    • Yaxara 30 ottobre 2013 alle 13:10 Reply

      Credo lo dicesse Woody Allen, ma posso sbagliarmi.
      Ma l’idea dell’estinzione è geniale, in effetti!

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  10. mezzastrega 30 ottobre 2013 alle 14:34 Reply

    L’idea di stellacadente di giocarsela sull’orgoglio nazionale è geniale!
    Io dico… ma all’università devi essere interessato per forza… non è scuola dell’obbligo!

    Mah

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