Haute trois pommes ed effetti collaterali

In francese una persona diversamente alta, come Koris per esempio, non è un tappo. È piuttosto “haut trois pommes”, ovvero “alto tre mele”. A detta di Orso, il fratello più piccolo ma più grosso, possiamo fare anche due mele e mezza.
Essere alti tre mele per Koris ha l’effetto collaterale, più o meno piacevole, chiamata “sindrome dei dodici anni cronici”. Non importa quello che fai, non importa come ti vesti, chi ti vede di primo achito penserà che tu abbia dodici anni. A parte un certo grado di livore perché è triste trovarsi adulti senza essere cresciuti e il problema del dover fare free climbing sugli scaffali della cucina per recuperare gli ingredienti, la situazione ha certi innegabili vantaggi a livello di riduzioni. Due casi esemplari.

Praga, estate 2006: Koris ha 19 anni ed è fiera di poter finalmente approfittare delle riduzioni da studente universitario. Con U Babbu e l’Amperodattilo si trova in visita alla Bertramka. L’Amperodattilo, non parlante inglese, prende l’iniziativa e comincia a trattare con la bigliettaia in un italiano elementare. Indica sul pannello informativo due biglietti adulti e uno con riduzione universitaria. Ma la bigliettaia non capisce. Segue uno stacchetto di dialogo fra sordi. Poi la bigliettaia ha un’illuminazione:
“Tue atulti e uno pampino!”
Ove “uno pampino” è al di sotto dei tredici anni. Si racconta che l’espressione di Koris fosse qualcosa si inenarrabile, un misto fra il desiderio di omicidio e l’orgoglio tritato nel mulinex. L’Amperodattilo riuscì appena a farfugliare “Ti va bene, uno pampino?” per poi ritirarsi a ridere per i tre quarti d’ora successivi. Ancora oggi non trattiene la ridarella al ricordo dell’aneddoto.

Stazione sciistica di Champrousse, inverno 2012: Koris ha ben 25 anni, una laurea ed è al secondo anno di dottorato. Ciò non le impedisce di andare vestita da sci, con le trecce, il casco colorato e gli scarponi che le tengono le gambe piegate, negandole altri dieci centimetri. Va alla biglietteria, chiede l’abbonamento ridotto studenti. Ma c’è troppo casino attorno per farsi capire. Koris strilla tre volte “avec reduction!” e alla fine il bigliettaro capisce, chiedendole di pagare tredici miseri euro. Avec reduction sì, ma enfants, ovvero al di sotto dei quattordici anni. Tuttavia se n’è guardata bene dal recriminare quegli undici anni in più.

Stamttina Koris si sentiva eccessivamente femmina. O forse è stata solo la pressione sociale della Tacchettina, che ieri è arrivata in abito di lusso con spacco vertigine e scollatura più che generosa, quasi da beneficienza. Non essendo Koris in possesso di tali abiti, ha optato per un vestito di maglina grigio e leggins neri. Vestito che la lascia quasi pericolosamente in mutande. Ha messo gli unici orecchini passabili che possiede, regalo dei Maiores per la fine dottorato, ed è uscita di casa coi capelli sciolti, sentendosi quasi umana. Nota: da qualche giorno Koris si cruccia di avere un solco perfettamente verticale fra le sopracciglia, senzo di vecchiaia imminente e dei troppi dispiaceri. Si consola dicendo che almeno la gente smetterà di chiederle se è maggiorenne.
A mezzogiorno la Segretaria Pescivendola sbarca con tutta la sua mole nella sala caffè dove Koris sta mangiando.
“A vederti così ti si da dodici anni!”
Dodici?!
“Vabbé, coi capelli sciolti facciamo quindici”
Manco la maggiore età, eh?
“È che sei alta tre mele e poi sei così magra che non si direbbe che tu sia adulta”
Ora, l’altezza passi, ma non è che per essere adulti si debba avere la stazza di una nave baleniera (come tutte le dame qui presenti, per inciso).
Pertanto: non importa l’abito, non importa il titolo, non importa nemmeno se hai una ruga in mezzo agli occhi. Se sei alto tre mele e smilzo la gente ti appiopperà comunque dodici anni. E per la ruga, troveranno più facile credere che sia una cicatrice di Voldemort.

L’avere idealmente dodici anni dà a Koris il diritto di chiedere un sacco di Lego per Natale, vero?

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13 thoughts on “Haute trois pommes ed effetti collaterali

  1. fradicuneo 12 dicembre 2013 alle 16:07 Reply

    Ehhh il giornaliero a tredici eurooo…questo si che è un colpaccio!!!

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    • yaxara 12 dicembre 2013 alle 18:33 Reply

      Modestamente, mi sono impegnata 😀

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  2. BelleRoseDuPrintemps 12 dicembre 2013 alle 21:22 Reply

    Per il Lego non c’è età, quindi sì sì sì sì sì sì sì e ancora sì, puoi averlo.

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  3. Jacque 13 dicembre 2013 alle 10:26 Reply

    Un sacco di Lego tutta la vita, e anche le action figures dei Pokemon. Seria.

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    • yaxara 13 dicembre 2013 alle 11:28 Reply

      Per i Pokemon sono troppo vecchia (interiormente parlando), ma se mi danno action figures delle Tartarughe Ninja e dei Biker Mice mi rimetto a giocare senza nessunissimo problema.

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      • Fannes 16 dicembre 2013 alle 04:29

        Io devo ancora capito come mai sabato sia finito in un negozio qua a Singapore dove vendevano i giocattoli della giochi preziosi dei Cavalieri dello Zodiaco risalenti forse a 20 anni fa…tutti belli confezionati con le scritte in italiano!

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  4. altrirespiri 16 dicembre 2013 alle 15:09 Reply

    Ho un’amica con lo stesso problema… a 45 anni gliene attribuiscono 20 di meno. Che poi fa anche comodo… il vero problema è trovare le scarpe (a meno che non sia disposta a girare con le scarpe delle Winx)

    I tagli cortissimi di moda adesso sono molto energici, magari guadagni uno o due anni?
    E Lego sia!

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    • yaxara 16 dicembre 2013 alle 17:58 Reply

      Avevo anche pensato a tagliare i capelli, ma io coi capelli corti sembro un fungo. E passi per i dodici anni, ma vorrei almeno restare nel regno animale…

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  5. altrirespiri 16 dicembre 2013 alle 15:09 Reply

    ehm… altrirespiri equivale a Mezzastrega 🙂

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    • yaxara 16 dicembre 2013 alle 18:00 Reply

      Avevo intuito, ho una turba mentale che mi fa memorizzare dettagli come gli url dei blog 😛

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  6. Celia 18 dicembre 2013 alle 12:04 Reply

    Approvo approvissimo i lego. E la pila di libri fantasy per Natale.
    Quanto al resto, sei la mia gemella mancata, ormai è chiaro.

    Settimana scorsa sono tornata nella biblioteca brianzola, che frequento da quando ho cinque anni, per aggiornare i dati e rifare la tessera. La gentile signorina dell’helpdesk mi fa: “bene, quando abbiamo aggiornato l’ultima volta c’era scritto che facevi le medie” *ridacchia* “adesso direi che possiamo mettere diploma superiore…” *esita, il dubbio insorge* “…o addirittura laurea triennale?”
    Credo di aver sfoderato un sorriso tutto denti e aver fatto presente che sto al dottorato.
    (il quale dottorato non serve a una cippa, se non a prendersi un paio di soddisfazioni qui nel profondo Nord)

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    • yaxara 18 dicembre 2013 alle 13:54 Reply

      D’accordissimo sull’anima gemella! Quanto alla pila di fantasy (sono dietro a Robert Jordan e a Robin Hobb), è già in arrivo, ma mi hanno bocciato i Lego. 😦
      Il dottorato serve a poco ovunque, se non a scopo di soddisfazione personale. Ma che soddisfazione!

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