Triatlon

Pirmo: andare a devastarsi in palestra il sabato pomeriggio con la prospettiva di andare in falesia la domenica non è la più luminosa delle idee. Secondo: i piani congegnati al millisecondo difficilmente riescono. Se poi ci si chiama Koris, c’è sempre la variabile impazzita in agguato.
Nella fattispecie Koris aveva programmato un’arrampicata nel paradiso di Les Goudes per domenica. Ma alle diciassette doveva teletrasportarsi a casa di Van per giocare di ruolo. Siccome la macchina è un mezzo di trasporto mainstream e mica ne abbiamo bisogno, aveva progettato un capolavoro di spostamento che le avrebbe permesso di arrampicare per ore e arrivare a impersonare la sua elfa oscura con soli dieci minuti di ritardo.
Già immersa dell’acido lattico della giornata precedente, Koris si è messa sulle spalle dieci chili di ferraglia e corde per andare ad arrampicare, inerpicandosi su per le goduriose pietraie fra Callelongue e il Semaphore. Arrampicare è una parola grossa, ma data la giornata estiva non ci si poteva esimere dal rituale “sole-mare-calcare”, anche se le spalle sono in sciopero.

melette

Provate a stare a casa con una giornata simile!

climb

Selfie -si dice autoscatto!- di un certo livello.

Koris era compiaciutissima del suo piano ben riuscito quando il bus si è presentato persino in anticipo per portarla al secondo bus, quindi al metrò, quindi a casa di Van.
È stato in quel momento che il Fato ha detto “LOL!”.
Il bus numero uno si è piantato in una coda infinita, parcheggiato fra le macchine. Solo che la strada per Les Goudes potrebbe essere il set per un film post-apocalittico in un deserto nuclearizzato, quindi tocca attendere. In piedi, stipati come sardine, perché quando c’è un bus all’ora non si può pretendere di avere spazio vitale.
Dopo un’odissea interminabile, si arriva al secondo bus. Il vantaggio è la stazza più grande, per il resto avanza anch’egli a velocità trascurabile. Koris trascorre qualche decina di minuti attaccata al suo zaino, per riconfortarsi. Poi si rende conto del ritardo abissale e decide di fare qualcosa.
Un’idea all’improvviso: le bici pubbliche, amichevolmente dette Velib. Il fatto di trasportare l’equivalente di un frigo sulle spalle non viene preso in considerazione.
Koris scende, si fa un primo chilometro a piedi fino a Parc Pastré, per constatare che le Velib locali sono state saccheggiate. Si fa quindi un secondo chilometro a piedi fino alla Pointe Rouge, incrociando tutti gli arti disponibili perché il ritardo comincia a farsi abissale.
Pointe Rouge, Velib disponibili. Casco da arrampicata in testa, zaino-frigo sulle spalle. Koris supera le auto ferme con la precisione chirurgia appresa in tanti anni di biciclettate bolognesi, non mancando di dispensare i peggiori epiteti a chiunque le si pari davanti. Parcheggia la bici nel punto Velib più vicino (ma poi non così vicino) al metrò e riceve la telefonata di Van.
“Sei viva?”
“Sì, più o meno, sono al metrò, io e il frigo stiamo arrivando!”
Koris sviene sulle scomodissime poltroncine per ben una fermata di metrò, raccatta lo zaino da montagna che ormai fa parte di lei come un simbionte di dieci chili e si incammina verso casa di Van.
L’adunata di ruolisti si è messa a ridere quando ha visto arrivare Koris.
“Hai fatto il Camel Trophy a piedi?”
“Nah, solo una giornata di arrampiata, scarpinata e bici. Io e il qui presente frigo”
“Beh, sei pronta per il triatlon!”
Voci di corridoio dicono che sul finire della sessione, durante il turno di guardia nella foresta degli elfi-hippy-fricchettoni, Koris sia stata trovata a ronfare sul tavolo. Qualcuno se ne stupisce?

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12 thoughts on “Triatlon

  1. fradicuneo 24 febbraio 2014 alle 10:15 Reply

    Spettacolare il paesaggio!!Come va l’acido lattico oggi??

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    • yaxara 24 febbraio 2014 alle 10:36 Reply

      Malissimo. Sto scoprendo di avere muscoli in zone che non avrei mai sospettato 😛

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  2. altrirespiri 24 febbraio 2014 alle 14:31 Reply

    A parte la stanchezza e l’acido lattico… ti sei divertita?

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    • yaxara 24 febbraio 2014 alle 17:32 Reply

      Sì, ancora di più se fossi stata senza frigo.

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  3. Cianuro 24 febbraio 2014 alle 16:23 Reply

    Cosa non farebbe un vero giocatore di ruolo per non saltare una sessione….

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    • yaxara 24 febbraio 2014 alle 17:32 Reply

      Appunto, che poi fatti a fidare di quelli, che nel party c’è anche il mago marpione che disse “Ragazzi, datemi tutti i soldi che avete, vado a cercare informazioni al bordello”. Siamo seri, serve un’adoratrice del drago della Morte, lì dentro.

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  4. vidaemquadrinhos 24 febbraio 2014 alle 18:32 Reply

    I làv iù *_*

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    • yaxara 24 febbraio 2014 alle 19:13 Reply

      Ma se iù làv mi, allora devi amare anche lo zaino-frigo: siamo venduti in confezione unica! 😀

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  5. vidaemquadrinhos 24 febbraio 2014 alle 18:34 Reply

    Che poi non so come si fa a editare i commenti, ma mi sono scordata di chiederti: con questa gente ci giochi di ruolo in francese o in italiano? Sì, lo so, come al solito faccio domande intelligenti, però sono curiosa! In Brasile, se non m’avessero sfottuto troppo le mie amiche, avrei chiesto a quelli dello studio di architettura se per caso oltre che con i videogiochi più strambi del mondo non giocassero anche a D&D, che avrei provato volentieri l’ebrezza di farlo in portoghese 😉

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    • yaxara 24 febbraio 2014 alle 19:15 Reply

      Non esistono domande stupide, solo risposte stupide (e le mie, modestamente, lo sono) o, al limite, studenti stupidi (e anche lì, modestamente, i miei non sono male), quindi feel free… comunque, gioco in francese, per forza di cose. Sono l’unica straniera del gruppo e gioco infatti una razza straniera rispetto agli altri. Bellissimo, solo ogni tanto è frustrante quando vuoi dire “quadrello di balestra”, non ti viene e sei costretta a dire “il coso”.

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      • vidaemquadrinhos 24 febbraio 2014 alle 21:04

        Le truc! (?)
        Consolati, io manco so in italiano cosa sia un quadrello di balestra 😉
        Se mi capita di trovarmi dalle parte tue invitatemi, voglio vedere giocare di ruolo in francese, dev’essere fantastico!

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      • yaxara 24 febbraio 2014 alle 21:13

        Soprattutto il master è geniale quando fa le voci dei PNG! 🙂

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