Buone notizie e bicchieri avvelenati

A quanto pare lamentarsi sul blog come da post precedente serve a smuovere le acque stagnanti. Solo che bisogna essere pronti quando arriva l’onda e non farsi a trovare a cazzeggiare nel salvagente a paperetta, beandosi dell’apatia propria e altrui. Se no il salvagente a paperetta si ribalta e da apatici ci si ritrova sott’acqua.
Comunque, la storia che va trasformandosi in farsa è codesta.
Martedì, dopo essersi lamentata sul blog dei suoi giorni da Plutone, Koris aveva mandato ancora un numero imprecisato di curriculum per altrettanti imprecisati annunci, quindi era scesa a sorvegliare i Mostrilli che calibravano a caso pipette e termocoppie.
Si trovava un limbo di torpore post-prandiale barricata dietro al macbook Trillian, quando lo smartphogn ha suonato.
Numero sconosciuto.
“Pronto, buongiorno, parlo con Koris?”
“Così pare”
“Siamo l’azienda VaiASapereQuale, abbiamo visto il suo curriculum”
“Ah, bene, e chi sareste?”
“Veramente ha risposto lei all’annuncio”
Figura di cacca numero uno in buca di sponda.
“Ah, sì, scusi, sa, è che ormai non mi raccapezzo più fra le varie comunicazioni”
“Ci racconti che ha fatto durante il dottorato”
Koris avrebbe probabilmente dovuto mettere un simbolo PEGI, a giudicare dalla voce sconvolta della tizia.
“Ma quindi lei durante il dottorato ha fatto più codice che fisica?”
“Se le racconto in che stato versa la fisica delle particelle non mi crede”
“E ora cosa fa, visto che ci risulta che lei ha un lavoro?”
Rispondere niente non era carino. Nemmeno “mi rodo il fegato fra Mostri e coglionazzi” pareva carino.
“E allora perché vuole lasciare il posto che ha adesso?”
Toccava trovare in un nanosecondo una risposta bastevolmente arzigogolata e convincente che non fosse “perché voglio scappare/perché qui faccio la muffa come un limone fuori dal frigo/perché non posso arrivare ad agosto con la voglia di mettere le mani al collo alla Tacchettina o chi per essa tutti i giorni/perché insegnare mi dà l’ansia da prestazione prima e lo sconforto dopo”.
“Senta, ci vediamo martedì unidici alle undici ad Aix, le mando tutto per mail. Assieme a un paio di documenti che dovrà mandarmi prima del colloquio”.
Da allora in Koris alberga quello che è il suo coinquilino da Boulogne a questa parte, che dovrebbe pagarle almeno la metà dell’affitto: il panico.
Passato un momento di iniziale stupore perché il suo curriculum non fosse stato usato come carta igienica per una volta, è arrivato il pensiero “ma questi hanno presente chi sono io?”. I documenti hanno aggiunto panico a panico, perché quando c’è una griglia a crocette da riempire si viene messi graficamente faccia a faccia col proprio non saper fare niente.
Senza contare che sentire pronunciati termini come “preavviso per eventuale dimissione” fa venire l’ansia secolare del “e se poi va male?”, in barba alla teoria di Wellington secondo cui avere certi cattivi pensieri da sì che si realizzino.
“E se mi dicono che mi prendono, do le dimissioni e poi si accorgono che non so far nulla e mi cacciano dopo un mese?”
Quindi Koris è qui, col suo horror vacui e dei documenti da riempire, trasferita su Urano (su cui un giorno dura sei ore). Con l’ansia che le cose possano andare bene solo per andar male più tardi.

Un tempo il Senzaddio, prima di abbandonare Koris al suo destino, ebbe a dire “Tu non solo vedi il bicchiere mezzo vuoto, ma quando è mezzo pieno è avvelenato!”. Urge andare ad attaccarsi a una falesia per svuotarsi il cervello.

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17 thoughts on “Buone notizie e bicchieri avvelenati

  1. altrirespiri 6 marzo 2014 alle 10:35 Reply

    ossignore, fai venire l’ansia anche a me…

    Calma

    Prima di preoccuparti di tutte le varie ed eventuali, vai a fare il colloquio. Dopo penserai a tutto il resto (magari cerca anche di capire cosa dovresti fare e quale sarebbe la retribuzione).
    La paura ci salva la vita, il panico fa solo danni. Caccialo.

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    • yaxara 6 marzo 2014 alle 10:42 Reply

      Ecco, ora vediamo di cavarci fuori da questo impiccio senza troppi “malimortaccimiei”, ma non possiamo promettere niente 😛

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  2. vidaemquadrinhos 6 marzo 2014 alle 11:14 Reply

    Respira, respira, respira.
    Dopodiché, visto che a stare dove stai fai la muffa, prendi tutti i pensieri positivi di cui hai bisogno e portali con te nel tuo nuovo lavoro.
    Incrocio le dita da qui!

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    • yaxara 6 marzo 2014 alle 11:59 Reply

      Ripeto, le probabilità che mi prendano sono scarsine, ma intanto vado per partecipare 🙂

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      • vidaemquadrinhos 6 marzo 2014 alle 13:30

        Se non partecipi è sicuro che non vinci 😉

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      • yaxara 6 marzo 2014 alle 14:12

        Appunto. Solo che dovro’ pagarmi il biglietto per Aix 😛

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  3. tetto 6 marzo 2014 alle 11:46 Reply

    sempre un ostacolo alla volta, nella vita. Mai dire :oddio, e se mi prendono, POI che succede?.
    prima vedere cosa succede a questo colloquio, e dopo caso mai preoccuparsi delle conseguenze.
    Un passo alla volta, giovane fanciulla! vai e distruggili.

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    • yaxara 6 marzo 2014 alle 12:45 Reply

      Le possibilità sono poche, si va per vedere com’è, per lo più. Poi ho altre seimila ansie di cui non vi tedio 😛

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      • tetto 10 marzo 2014 alle 12:57

        che appunto non vanno guardate tutte e seimila insieme!! una alla volta, con calma, e vedrai che, man mano che superi un problema, tutto ti sembra meno insormontabile.
        son vecchia e saggia, lo so.

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      • yaxara 10 marzo 2014 alle 13:56

        Ripeto, io vado li’ per ridere 😉 E si’, sei saggia 😀

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  4. fradicuneo 6 marzo 2014 alle 12:14 Reply

    Grande tetto: se poi ti prendono ci pensi dopo, in ogni caso…la mia strategia é abbastanza semplice e lineare: se non so fare una cosa chiedo, normalmente si trova sempre qualcuno che ti spiega.

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    • yaxara 6 marzo 2014 alle 13:01 Reply

      Vero, ma io parto dal presupposto che se la gente ti prende per fare una cosa, significa che vuole che tu sappia già fare quella cosa.

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      • fradicuneo 6 marzo 2014 alle 13:07

        Hai ragione, peró se ti prendono una cosa sicuro la sai fare…

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      • yaxara 6 marzo 2014 alle 13:15

        Eh, mah! Sono qui alle prese col maledetto questionario pre-colloquio e non so che rispondergli…

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  5. altrirespiri 6 marzo 2014 alle 15:16 Reply

    Non è affatto detto che se ti prendono a fare una cosa si aspettano che tu la sappia fare. Dipende dalla cosa. Ad esempio un tecnico di laboratorio biomedico è abilitato a lavorare in anatomia patologica, e si presume lo sappia fare, ma ci vuole circa un anno di pratica per imparare a tagliare i pezzi inclusi in paraffina. Nessuna università prevede un tirocinio di un anno intero in anatomia patologica. Solo che li prendono lo stesso perché sanno che hanno le capacità per imparare oltre che le conoscenze per imparare a farlo con cognizione di causa.
    Forse ad Aix vogliono una persona con le conoscenze giuste da addestrare a fare qualche cosa di specifico.
    Quindi rispondi tranquillamente al questionario, il peggio che possa capitare è non avere il lavoro.
    In quel caso ti risponderà qualcun altro, quindi dovrai solo far la muffa un altro poco (possibilmente senza ammazzare nessuno).
    Anche quando arrampichi non arrivi in cima al primo movimento.

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    • yaxara 6 marzo 2014 alle 15:24 Reply

      E ci hai ragione, solo che ogni tanto le mie ansie hanno l’ansia e fanno cose strane. Non ti dico cosa hanno partorito attualmente perché è perverso. Si vedrà 🙂
      Grazie per il commento 🙂

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  6. evilocianuro 6 marzo 2014 alle 17:42 Reply

    A fare il colloquio non costa nulla, poi vedi. Se è più fico e/o ti pagano di più ‘sti cazzi, molla dove sei e vai senza paranoie!

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