70 chilometri andata e ritorno

Koris voleva fare un post che potrebbe essere la versione tragica di “Giù al Nord”, poi voleva scrivere dei suoi demoni. Poi le è toccato andare a Tolone con i colleghi e ha scoperto che quanto a dramma niente batte l’ultima esperienza.
Già la prospettiva di dover arrivare presto per una riunione all’università di Tolone non dava una buona ragione per alzarsi dal letto. Il plus di ritrovarsi per un totale di tre ore in macchina con la Tacchettina e il Dottorando Forforoso chiappa contro chiappa, poi, forniva un ottimo pretesto per marcare visita, girarsi dall’altra parte e aspettare le dieci per andare a piazzarsi con libro a Marseilleveyre.
Invece no, ligia al dovere, Koris è andata alla riunione inutile.
Occhiello: Koris il giorno prima si è buttata giù per una discesa su corda di ottanta metri e avere ottanta metri di vuoto sotto le chiappe un pochino destabilizza. Soprattutto se hai appena visto le Flammes de Pierre dall’alto, quando dal basso paiono altissime, irraggiungibili e imponenti. Ma certe cose la perturbano ancora.

flammes_de_pierre_bas

Prima della cura…

flammes_de_pierre_haut

… dopo la cura.

Comunque, Koris è salita in una Clio-Winzip, pressata fra la portiera il megaculo del Dottorando Forforoso. Il culo-provincia della Tacchettina era dall’altra parte. Si sarebbe potuto appendere al confano il cartello “carichi sporgenti”.
La tratta Marseille-Tolone alle otto e mezza del mattino non si può definire scorrevole. Il Capo, alla guida della Clio-Zip, si innervosisce perché intende essere a Tolone alle dieci per la riunione inutile. Meglio cinque minuti in anticipo che in ritardo. Ne va del suo buon nome. Fissa iracondo i veicoli che gli ingombrano la strada, impreca, diviene intrattabile. Alterna ritmicamente colpi di acceleratore e di “ça m’ennerve!” (il Dottorando Forforoso invece ripete a intervalli regolari “Se io fossi un tiranno™, tutto questo non succederebbe”). Ora Koris soffre la macchina soprattutto se è lei al volante o se al volante c’è una persona nevrotica. Ma in quella circostanza vorrebbe essere lei al posto di guida. Invece se ne sta pigiata sul sedile posteriore, con gli intestini attorcigliati ad ogni colpo di acceleratore più imprecazione, sempre più un tutt’uno con la portiera man mano che il Capo sorpassa camion mandandoli a quel paese.
Chi fa la conversazione è la Tacchettina. Giusto per confermare che non c’è limite al peggio e che se vuoi un posto a tempo indeterminato in paradiso, bisogna aver fatto parecchia gavetta. In settanta chilometri andata e ritorno Koris ha scoperto che:

  • la Tacchettina va a correre tutti i sabati, anche se dalla burrosità non si direbbe. Per tale epica impresa si è comprata degli shorts aderenti viola col culo imbottito, perché altrimenti è inutile andare a correre, non ci si riesce. La Tacchettina versione jogging deve essere uno spettacolo vietato ai minori e ai cardiopatici;
  • l’ultimo acquisto della Tacchettina è un paio di pantaloni bianchi con macchie leopardate grige, da abbindare con scarpe rosse col tacco a vertigine e catarifrangenti. Ora, Koris è ben lunghi di essere arbiter elegantiarum dall’alto dei suoi jean-maglietta-scarpe da ginnastica, ma se la Tacchettina va avanti così finirà col farsi scambiare per una drag queen (e viste le sue derive omofobico-integraliste potrebbe essere divertente);
  • la Tacchettina soffre di unghie incarnite. Ha raccontato nel dettaglio più insignificante tutte le operazioni subite all’unghia dell’alluce, senza risparmiare incisioni e spargimenti di pus. E nemmeno chiodi piantati nelle unghie. Certi racconti all’ora di pranzo dovrebbero essere illegali;
  • il fidanzato (lett. “il mio amoruccio”) della Tacchettina vuola una macchina sportiva con la carrozzeria nera e arancione. Per la serie “Dio li fa e poi li accoppia”, nella speranza però che trionfi il Darwinismo e si riproducano il meno possibile;
  • la Capa ha dilapidato una quantità sconosciuta ma consistente di soldi per comprarsi un nuovo wok, ma solo perché quello era smaltato di viola. Su consiglio della Tacchettina;
  • la Tacchettina ha un debole per i pompieri e i militari in divisa. Diciamo che sbava come una lumaca su una foglia di insalata alla sola idea. Poi Koris si chiedeva a chi facessero effetto gli spogliarellisti vestiti di amianto.
  • la Tacchettina, per quanto il muscolaccio le faccia balzellare l’ormone, non tollera chi lavora nei cantieri. Lavorano troppo poco, sono lenti e sono sempre in pausa. Dovrebbero mettere dei riflettori per lavorare la notte. Se ne stanno al sole tutto il giorno, non gli manca che la bibita ghiacciata per sentirsi a spiaggia.

Koris è scesa dalla macchina al ritorno ripromettendosi “la prossima volta vado in treno”. O anche a piedi.

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6 thoughts on “70 chilometri andata e ritorno

  1. evilocianuro 15 aprile 2014 alle 17:43 Reply

    Yax, tu ti lamenti della Tacchettina, io tutto il giorno al lavoro condivido la stanza con 3 bionde che parlano con la vocetta del cazzo e oggi hanno pure avuto la brillante idea di presentarsi vestite uguali, cioè con delle magliette che una delle tre aveva preso apposta in america: rosa shocking con la scritta angel fatta di brillantini…
    E si sono andate a far vedere pure dal dirigente! Yax, non te lamentà….

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    • yaxara 15 aprile 2014 alle 18:05 Reply

      Oserei dire che ognuno ha le Tacchettine che si merita 😛

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  2. vidaemquadrinhos 15 aprile 2014 alle 17:45 Reply

    SCAPPA

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    • yaxara 15 aprile 2014 alle 18:08 Reply

      Sì, ma lontano. Alle Fiji, per dire.

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  3. Celia 16 aprile 2014 alle 09:17 Reply

    …capisci perché vado in treno? CAPISCI?

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