Adventures in Playmoville, Fricchettonia Francese

Uno non dovrebbe mai illudersi di aver lasciato Nostra Signora della Sfiga Ferroviaria oltre il confine. Si tratta di un errore da dilettanti. Così come convincersi di passarla liscia prendendo il treno prima, garantedosi così due ore e venti di regionale anziché un’oretta di TGV. Illusi. Il treno rimarrà mezz’ora immobile a St. Charles, perché in fondo Trenitaglia è una filosofia di vita.
Così Koris è arriavata a Valence, ove faceva un umido terrificante, con la tabella di marcia scombussolata, pregando qualunque divinità fosse in ascolto di concederle grazia. Invece le divinità le hanno risposto con graziella e grazie al… vabbé, si è capito. L’autobus che doveva prendere per giungere nello sperduto Boug-les-Valence era appena passato, quindi un altro buon quarto d’ora di attesa. E l’accanimento poteva anche fermarsi lì.Nein.
Perché il siddetto autobus non arrivava fino a destinazione, bensì solo a metà strada. Corsa successiva per tamponare il dramma? A mezzogiorno. Ti saluto concentrazione e calma olimpica.
Che poi è altamente raccomandato non solo arrivare con circa un’ora di ritardo a un colloquio di lavoro, ma anche farsi venire a recuperare in un luogo sperduto dal tizio che dovrebbe interrogare il candidato. Koris ogni tanto pensa che se lo facesse apposta, non le riuscirebbe così bene. Tutto naturale, concentrato di sfiga da agricoltura biologica senza fertilizzanti né pesticidi.
Senza contare che colloquiare con tre diverse persone nella stessa giornata fa sì che non ci si ricordi cosa si è detti all’uno e all’altro. Koris si chiede il perché di tale pratica, ma Koris è un essere che non sa niente, seconda solo a Jon Snow, forse. Comunque si è barcamenata alla meno peggio, cercando di buttarla in caciara alla bisogna. Perché uno che arriva in ritardo di un’ora e necessita di salvataggio non può non buttarla in caciara. E si scopre che uno di quelli che colloquiano è un arrampicatore, ma questo perché il caso è sadico.
Poi andrà come deve andare, come al solito. Intanto Koris ha scoperto che una nuova fobia potrebbe essere il “mangiare con sconosciuti”, visto che in materia di galateo è decisamente carente. E mentre probabilmente mastica a bocca aperta fra un rutto e l’altro le vengono i dubbi. Ma Koris è fatta così.
Il lato positivo è che per una volta la gente era vestita normalmente, ovvero non in giacca e tailleur, elementi che a Koris danno il panico e la fanno sentire inadeguata in un batter d’occhio. E anche la responsabile delle risorse umane, potenziale accumulatore di Tacchettine, non era poi così tanto Tacchettina. E una giornata Tacchettina-free è sempre qualcosa di positivo.
Per rientrare alla base, Koris ha deciso di riporre la fiducia più nei suoi piedi che negli autobus. Decidendo di farsi approssimativamente otto chilometri di riva del Rodano. Perché la giornata non era abbastanza densa di emozioni, senza contare che la vescica richiedeva attenzioni con insistenza. Solo che, a differenza di Marseille, Valence sembra la cittadina della Playmobile e magari la gente non prende le serrande dei negozi per vespasiani pubblici (a Marseille succede con un certa allarmante frequenza). Senza contare che cessi della stazione così puliti si erano visti forse a Kyoto, con l’inserviente che si assicura della pulizia prima che tu possa usufruirne.
Ovviamente il viaggio di ritorno è filato via senza inghippi. I casi sono due: o le divinità si erano già divertite abbastanza ed erano passate a giocare alla Wii, oppure le preghiere di Koris erano finite nella segreteria telefonica, allungando i tempi di reazione. Oppure Nostra Signora della Sfiga Ferroviaria è una sorta di Sun Tzu della strategia del dispetto e colpisce solo quando fa male.
Comunque ora Koris è spalamata sul suo divano-non-divano, stralunata nel vano tentativo di rispondere alle mail e in attesa di concludere la giornata stramazzando nel letto.

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8 thoughts on “Adventures in Playmoville, Fricchettonia Francese

  1. vidaemquadrinhos 27 maggio 2014 alle 19:15 Reply

    La soluzione degli otto chilometri a piedi invece che gli autobus incerti è il mio stile – al massimo te la prendi con le tue gambe, non contro un destino ineluttabile su cui non puoi fare niente 😉
    In bocca al lupo per gli esiti!

    Ps. Sono morta quando ti sei paragonata a Giovanni Nev… Jon Snow! :DDD

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    • yaxara 27 maggio 2014 alle 19:51 Reply

      Che io avrei fatto anche Marseille-Valence a piedi, ma toccava stanziare una settimanella. Per approfittare della camminata e fermarsi in qualche posto carino (ora smetto di pensare che potrei farlo seriamente… ecco, sto smettendo).

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      • Quella del Sangue di Porco 27 maggio 2014 alle 20:25

        Era tutta una trappola! Era tutta una menzogna!
        I treni notturni da Vienna, dormire in treno e svegliarsi a casa, tutta una trappola.
        Io sto pensando di andarci da Vienna, a piedi. Pure le OBB sono una roba bella.
        Finisce che l’unico posto da cui Si Può Partire è l’unico posto da cui non c’è bisogno di partire.
        Comunque gli 8km iniziano a diventare il minimo della passeggiata ormai.

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      • yaxara 27 maggio 2014 alle 21:00

        Lo ho detto, Trenitaglia is a way of life. Oppure i treni hanno deciso di prenderci per il culo.
        E io ormai direi che per noi la frase “Vado a fare due passi” potrebbe essere pericolosissima. Però un giorno andremo a farci due passi assieme. O anche quattro.

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  2. fradicuneo 28 maggio 2014 alle 07:40 Reply

    Se mi chiami per venire a prenderti, dopo 1 ora che ti aspetto x il colloquio ti assumo subito: hai dimostrato tenacia, ottima gestione emozionale, fiducia nel servizio pubblico, buona capacitá di risoluzione dei problemi. É interessante la proposta che ti hanno fatto?

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    • yaxara 28 maggio 2014 alle 07:44 Reply

      E’ abbastanza interessante, poi vediamo cosa ne esce. Comunque certe figure di guano capitano solo a me.

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  3. altrirespiri 28 maggio 2014 alle 14:08 Reply

    Il punto di vista di fradicuneo è molto interessante.

    In bocca al lupo.

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