La dura vita dell’elfo oscuro

Due ragazze, un maitre de jeu. E no, non è l’inizio di un romanzo sadomaso. Piuttosto la sessione pour filles a compagnie separate, perché quando il party si caccia nei guai abbestia è più divertente farlo a coppie. Aumenta il numero dei possibili casini.
Ma prima cena cinese fatta in casa. Prima quest, mezza porzione di spaghetti di soia. Si scoprirà troppo tardi che tagliare gli spaghetti di soia crudi non è un’operazione facile. Un coltello va in fallimento critico e si spezza a metà del taglio. Il Maitre de Jeu Fred se la ghigna.
“Se ambientiamo una campagna in estremo oriente, terrò presente gli spaghetti di soia come possibile enigma da risolvere”
Quest a ranghi ridotti. Personaggi giocanti: la barda hippy Astria e l’elfa oscura ninja Ayrinne in versione “stasera no, cara, ho mal di testa”. Personaggi non giocanti: l’elfo dei boschi sicuramente xenofobo e leghista che fa battute scontate su umani e chiunque non sia un silvanElfo. Personaggi mancanti: il vecchio zozzone Tal non più pervenuto dopo un “mi assento cinque minuti”, il mago Sai che tutti amiamo per i critici negativi nei momenti migliori, la Tartaruga corazzata e alcolista già latitante dalla sessione precedente.
Inizio sessione nella locanda all’ora dell’aperitivo interracial elfico-orchesco-laqualunque col passatempo preferito di Ayrinne, ovvero prendere a ceffoni i due disertori Alois e Adrac che, rifugiatisi alla città dei commerci orcheschi, si sono indebitati firmando contratti per qualunque lavoro più o meno losco. Ayrinne vorrebbe riportarli al loro plotone per le orecchie, così da far provare loro cosa significhi essere un elfo in un mondo di umani. Il SilvanElfo ammantellato entra nella locanda.
“Ha un muso strano, quello lì” nota Alois.
“Sarai bello tu” risponde Ayrinne, accompagnado le sue parole con un affettuoso cazzotto. Il SilvanElfo si piazza al tavolo e trova subito da ridire.
“Sono venuto a chiedere il vostro aiuto. Ma non dovevate essere in cinque?”
“Anche sticazzi, no?”
“Tal dovrebbe arrivare fra cinque minuti. O almeno, ci ha detto questo due ore fa”
Mentre il SilvanElfo cerca di convincere le due a riunire tutto il party e mollare tutto per andare ad aiutare chissà a fare chissà cosa, arriva un inviato del protettore di Astria. Visto che sono sempre buone notizie, il protettore di Astria è in fin vita. Astria va in panico.
“Dobbiamo andare da lui!”
“Aspè che vengo con te e ci portiamo anche il SilvanElfo che se sta zitto fa comodo. C’è già troppa gente in città che vuole la tua pelle, facciamo che evitiamo altri casini”
“E se Tal e Sai dovessero tornare”
“Lasciamo alla locanda i due baldi giovani, che nel frattempo si chiuderanno in camera a ronfare e non firmeranno più nessun contratto, intesi?”
“Se non firmiamo più nessun contratto, smetterai di menarci?” domanda Alois, col tono del tutti-mi-odiano.
“Volete firmare un contratto per stipulare l’accordo?”
“Eh, magari…!”
Segue cazzotto elfico che sigilla sulla bocca di Alois la risposta sbagliata. Il trio con alta concentrazione di orecchie a punta sta per partire alla volta del capezzale del poveraccio, quando Ayrinne casca per terra in preda a una crisi epilettica, con visione incomprensibile in omaggio. Il SilvanElfo fa una sparata terrozzata in Sindarin e sviene a sua volta.
“Cos’è che vedo durante la mia visione?”
“Provi una forte sensazione di angoscia e vedi Sai in una stanza buia” risponde il Maitre de Jeu.
“Già che c’ero potevo vedere qualcosa di più piacevole”
Risvegliati gli elfi da terra e chiusi i due geniacci nella loro stanza, si parte a vedere di salvare il protettore di Astria. Che è stato ovviamente avvelenato dalla famiglia più potente della città, gli stessi che avevano già tentato di rapire Astria, ucciderle il padre e truccare gli appalti pubblici. Bisogna fare qualcosa per fermare il declino.
“Ora mi pescate tutte e due una carta per il tiro di destino” esclama Fred, tipicamente quando volano basse. Ayrinne si becca “Imborglio”: parte a cercare un medico e trova solo un santone feng shui dedito all’omeopatia, che riesce solo a succhiare dieci pezzi d’oro dalla borsa del gruppo. Il metodo Stamina del mondo fantasy, insomma. Astria invece tira “Occasione mancata”. Il SilvanElfo si risveglia dalla sua inutilità e tira fuori un rimedio della nonna di Lorien dalla sua saccoccia.
“Mettigli sotto la lingua questo cubo di erbe sminuzzate”
E Astria inciampa facendo precipitare il prezioso dado fra le pieghe del pavimento. Faccetta delusa da manga, fa niente, domani andiamo al mercato biodinamico degli elfi fricchettoni e facciamo la spesa. Notte in bianco, al mattino il tizio sta per morire e Ayrinne decide di cominciare bene la giornata con una seconda crisi epilettica a colazione. Sempre la stessa visione, sempre Sai in una stanza buia, ma attorniato da figure in nero. “Cosa avrà voluto dire?” vari, il SilvanElfo è tentato di fare dietrofront e andare a chiedere aiuto ai contadini neonazi del villaggio vicino, che forse è meglio essere scuoiati vivi che questo gruppo di disagiati.
Astria va a far la spesa, Ayrinne si ripiglia e torna alla locanda per vedere se Tal è di ritorno. Ovviamente no.
“Che poi devo stare attento alle tempistiche, per vedere cosa far fare a Tal durante la sessione e perché non è alla locanda. Beh, alla peggio passerà tutta la giornata sul cesso col cagotto per giustificare il gap temporale” medita Fred.
Astria si dispera perché le manca il fungo delle Grotte Umide e Soleggiate per completare la sua pozione. Ayrinne, il cui umore è migliorato dopo aver elargito un paio di cazzotti preventivi ai due disertori e una terza crisi epilettica en passant sempre con visione omaggio, le propone di andare dal suo maestro di elficità, ovvero il suo sciamano di fiducia che le sta insegnando tutto su come vivere le orecchie a punta senza disagio. L’elfo oscuro, sempre con la disapprovazione doc del SilvanElfo leghista, cerca di salvare la vita del protettore di Astria, ma c’è poco da fare.
“Non fidarti della sorella” dice quello, prima di tirare le cuoia. Astria in lacrime, SilvanElfo con espressione compita, Ayrinne piglia lo sciamano da parte approfittando del lutto generale per presentare il piccolo problemino che la assilla da ieri sera.
“Senti, io avrei una cosetta da…”
Ma è sempre meglio mostrare i casi pratici, quindi Ayrinne crolla a terra in preda alle sue visioni. Stavolta però vede che i tizi che stanno torturando Sai sono gli stessi che lo avevano già aggredito. Una confraternita di simpaticoni che hanno un simbolo magico tatuato sull’inguine. Eh, anche i giochi di ruolo non sono più quelli di una volta, che ci volete fare.
Lo sciamano non è per niente contento di come Ayrinne ha deciso di evolversi. Questi mezz’elfi che prendono di tutto per reggere tutta la notte in bianco e poi fanno finta di non spiegarsi i sintomi di un’overdose. Il SilvanElfo benpensante disapprova.
“Senti, o smetti di farti ‘sti voli pindarici o rischi di non uscire più dal tunnel. Io posso disintossicarti da questo potere mentale, ma la scelta è tua”
“Conta che la qualità destino è salvezza/pericolo, quindi te la giochi ora”
Solo che Ayrinne ha sempre considerato l’aggettivo “assennato” una parolaccia e la possibilità di diventa una sorta di Charles Xavier con le orecchie a punta la alletta troppo.
“Io mi tengo il potere e troverò Sai”
Il SilvanElfo si lamenta con lughi comuni del calibro “Questi sfattoni, giocano con la loro vita e gli paghiamo anche la mutua”, lo sciamano propone di accompagnare Ayrinne in una delle sue visioni.
“E che si fa, ci fumiamo una canna in compagnia dopo il barbeque?”
“No, quelli che si calano di tutto per fare magie sono gli Orchi” decide Fred, maitre de jeu e signore di questo universo. Ayrinne comincia a prenderci gusto con la manipolazione delle menti altrui, coglie l’occasione per vendicarsi di Sai, dopodiché gli fa presente che si trova prigioniero di una setta psionica, tutti i suoi ricordi sono falsi e sono tutti cazzi suoi se non trova un modo per sfuggire.
Fine sessione, cliffhanger fino alla prossime due settimane, Ayrinne gongola all’idea di poter sgusciare nella testa della gente.
“Va a finire che lo farò per rilassarmi, anche se credo eviterò di entrare nella testa di Tal. Non sai mai cosa potrebbe pensare un vecchio zozzone”
Tornati alla vita reale o quasi, è quasi l’una.
“Vi informo che abbiamo vinto sulla Svizzera cinque a due” annuncia Fred (n.d.K. sì, sono tutti francesi, tranne l’elfa oscura extracomunitaria).
“Certo, non hai contato tutte le volte in cui gli adorabili marsigliesi hanno dato di clacson?”
“Bando alle ciancie, dobbiamo ridefinire il tuo destino”
E fu così che l’Elfa che aveva “Ordine” come qualità e “Abbandono” come difetto, se le ritrovò sostituite con “Libertà” e “Sconsideratezza” e un nuovo destino “Fin di bene/Sforzo malvagio”. E le calzavano così tanto a pennello che nemmeno Fred osò proporre di ritirarle.

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8 thoughts on “La dura vita dell’elfo oscuro

  1. Quella del Sangue di Porco 22 giugno 2014 alle 10:43 Reply

    La cosa più bella è che, finché ero in Austria. sentivo parlare di mondiali, tu che sei là ne senti uguale, e invece da quando sono tornata qui non ho mai sentito il minimo accenno al calcio. Penso di vivere in una realtà parallela.
    Ma alla fine quello ha avuto davvero il cagotto?

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    • yaxara 22 giugno 2014 alle 18:43 Reply

      Conoscendo Fred possibilissimo. I mondiali temo siano un male di stagione, speriamo finiscano presto…

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  2. Fannes 23 giugno 2014 alle 05:56 Reply

    Maledetti mondiali che mi stanno facendo fare le ore piccole. Ma forse è più colpa del fuso orario.

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    • yaxara 23 giugno 2014 alle 06:36 Reply

      Che fra Singapore e il Brasile deve essere notevole…

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      • Fannes 23 giugno 2014 alle 07:05

        Domani sera mi tocca andare al pub a mezzanotte, maledetto Prandelli!

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      • yaxara 23 giugno 2014 alle 08:36

        Eh, pensa cercare di dormire in una città del Sud della Francia quando l’Algeria ha vinto e tutti si sentono in dovere di festeggiare a colpi di clacson…

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  3. fradicuneo 23 giugno 2014 alle 08:42 Reply

    Ho dovuto leggere il post ben due volte per capirci qualcosa ejejjeje

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    • yaxara 23 giugno 2014 alle 09:18 Reply

      Eheheh, lo immagino, ma avevo bisogno di dare sfogo alla mia scarna vita sociale 😀

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