Vergogna è far del male

Il titolo è una massima dell’Amperodatillo, tramandata di generazione in generazione, che esorta a vivere una vita serena fregandosene dell’altrui giudizio e pensiero, a patto che si rispetti il fondamentale “la mia libertà del mio pugno finisce dove comincia il naso di un altro”. Seguendo tale filosofia si dovrebbe vivere una vita tranquilla e rilassata, in cui andare al lavoro in pigiama lilla e scarponi da sci leggendo “La critica della ragion pura” di Kant non crea nessunissimo problema.
Solo che Koris (e manco l’Amperodattilo) non è mai stata un’adepta fedele e si vergogna di un sacco di cose, tranne in certi giorni in stato di grazia in cui se ne frega del mondo. Ma in linea di massima tende a celare gran parte delle sue attività dietro una cortina di fumo, cambiando repentinamente argomento quando il discorso cade da quelle parti. Alcuni esempi:

  • “Cosa stai leggendo?”
    Risposta vera: “Storia di Napoleone e della Grande Armée nel 1812”
    Risposta di Koris: “Niente, un libro di storia”
  • “Cosa fai stasera?”
    Risposta vera: “Scrivo il mio romanzo che ormai è la tela di Penelope”
    Risposta di Koris: “Niente di che, sto al computer”
  • “Cosa stai guardando?”
    Risposta vera: “E.R. Medici in Prima Linea”
    Risposta di Koris: “Una vecchia serie”
  • “Hai dei progetti per domenica sera?”
    Risposta vera: “Vado a giocare di ruolo che ho un’elfa oscura che si sta creando un esercito di non morti”
    Risposta di Koris: “Vedo degli amici”

Ovvero, come dare il minor numero di dettagli possibile sulla propria vita privata pur non essendo una spia del KGB. Tante volte questa situazione porta a scoperte incredibili per conto terzi e finisce con “averlo saputo prima!”.
Venerdì, causa sciopero selvaggio dei bus in un’ottima porzione del dipartimento, Koris si è fatta portare a casa da una collega. Una carina, sempre in ordine, sempre sorridente, madre di tre bambini. Ora, se c’è una cosa che mostro-Koris detesta è la conversazione riempitiva fra pseudo-sconosciuti. Koris non ha mai preso “Conversazione Generale 1 e 2” come corso opzionale all’università. E in più è timida.
Poi la collega ha fatto la fatidica domanda: “Cosa fai questo week-end?”.
E qualcosa nei circuiti a risposta automatica deve essere andato storto. Forse il superego dormiva. Forse il filtro della vergogna si era intasato sulle calze bucate dal ginocchio in giù.
“Domenica sera vado a giocare di ruolo da amici”
Oh no, Koris, lo hai fatto. Ben che ti vada adesso ti si accolla l’etichetta NERD sulla porta dell’ufficio. Oppure ora ti tocca spiegare di qui fino alla stazione cosa sia un gioco di ruolo e se ti va bene ti prende per matta. Senza contare che poi ti chiederanno ogni giorno se la sera prima sei andata a giocare di ruolo, come i Cojones con l’arrampicata l’anno scorso.
“Fico! Io attualmente faccio il tecnoprete in Dark Heresy.”
E finisce che si passano tre ore a discutere l’eterna disputa elfi contro nani, delle campagne che partono serie e finisco a tarallucci e vino, di giocatori che si mandano affanculo in gioco e si sposano nella vita reale.
Anche se non lo avresti mai detto. Anche se non l’avresti ammesso nemmeno sotto tortura. Anche se il gioco di ruolo è po’ come il Fight Club, ergo “non parlare mai del gioco di ruolo”.
Ma Koris ha deciso di cambiare vita, ergo le gente pensi quel che vuole, lei del suo essere ruolista ne parla eccome. Tanto non fa del male a nessuno [1].

1. Nel “nessuno” non sono compresi personaggi non giocanti scassapalle, gente incauta che fa arrabbiare un mezz’elfo oscuro prima di colazione, svenevoli elfi silvani e chiunque si trovi sulla traiettoria di un 19 tirato sul D20.

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8 thoughts on “Vergogna è far del male

  1. vidaemquadrinhos 20 ottobre 2014 alle 18:26 Reply

    I giocatori di ruolo sono everywhere. O come mi disse Celia sull’Altare della Patria il primo maggio: se mi alzassi in piedi e cominciassi a chiedere quante persone abbiano mai giocato a Lot probabilmente se ne girerebbero la metà.
    Anch’io ero un po’ restia a parlare dei gdr, comunque, e tutt’ora non capisco come mai. Per esempio, direi che è molto più sano e meno imbarazzante fare gdr del… boh, fantacalcio? Sedute di pilates? Chissà la gente che c’ha nel capo 😀
    Ps. sono sempre più fan di tua mamma 🙂

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    • yaxara 21 ottobre 2014 alle 10:53 Reply

      Mah, non so. La colpa dev’essere della cattiva reputazione dei nerd…

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      • vidaemquadrinhos 21 ottobre 2014 alle 18:12

        Ma ora non va tipo di moda? 😀

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      • yaxara 21 ottobre 2014 alle 18:21

        Oddio, credo andasse di moda sull’onda d’urto di Big Bang Theory… ed era pure peggio. Meglio la nicchia, calda e confortevole.

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    • Celia 28 ottobre 2014 alle 10:58 Reply

      I player sono ovunque. Il mio attuale problema è spiegare alla gente che rievocazione e larp non sono la stessa cosa.
      sigh.

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      • yaxara 28 ottobre 2014 alle 11:40

        Io sto rischiando di fare del larp. Ma è un rischio remoto e primaverile…

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  2. Francesca 21 ottobre 2014 alle 08:40 Reply

    Grande. Anche io cerco di nascondere un pochino il mio lato friki…ma alla fine esce sempre, in sti giorni ho tirato in mezzo anche mia suocera e facciamo le meditazioni insieme (e lei é presa benissimo…non l’avrei mai detto)!!

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    • yaxara 21 ottobre 2014 alle 10:53 Reply

      Abbiamo tutti un lato oscuro, a cominciare dalla luna 😛

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